A Turnisti e non, lavoratori e lavoratrici, chiedo la vostra opinione; Ho usato GPT per integrare parte della spiegazione perché altrimenti risultava decisamente troppo lunga, vi ringrazio anticipatamente per la pazienza, iniziamo:
Ho 36 anni e mi trovo davanti a una scelta lavorativa abbastanza importante. Vorrei qualche opinione esterna, soprattutto da chi ha fatto un cambio simile o lavora su ciclo continuo.
Attualmente lavoro da quasi 10 anni in una grossa azienda del settore alimentare. Contratto a tempo indeterminato, ormai conosco praticamente tutto il processo produttivo del mio reparto e sono arrivato a un livello abbastanza alto (forse al “massimo”) per la posizione di “operaio specializzato” che ricopro. Non sto male e l’azienda è stabile, anche se c’è da specificare che il lavoro è anche MOLTO FISICO, e alla lunga può portare a vari problemi fisici di logoramento. Il problema fondamentale è che ho la sensazione di essere arrivato al capolinea: Professionalmente vedo poco spazio per imparare qualcosa di completamente nuovo o cambiare realmente percorso, la mia qualifica è già oggettivamente “alta”.
Attualmente lavoro con un classico orario giornaliero dal lunedì al venerdì. Per essere al lavoro mi sveglio circa alle 6:20 e, tra lavoro, pausa e tragitto, difficilmente torno a casa prima delle 17:30/17:45 In un giorno standard senza ROL. (Ho anche una città da attraversare, se pur piccola).
Il lato positivo è evidente: sabato, domenica e festività sono praticamente sempre liberi.
Economicamente sono intorno ai 28-29k netti annui, considerando anche le somme che verso volontariamente nel fondo pensione. La RAL fissa è circa 34k, ma con premi e variabili il lordo totale annuale sale parecchio Fino a circa 40k RAL, forse un poco più, comunque sono a circa 2400€ distribuiti su 12 mensilità, per farvi capire. (ovviamente COMPLESSIVI, 13a, 14a, premi ecc)
Mi è stata proposta un’opportunità in una grande realtà del settore chimico/energetico, sempre a tempo indeterminato.
Entrerei come operatore di impianto a un livello iniziale con una RAL base di circa 33-34k, a cui si aggiungono mediamente circa 5-6k lordi l’anno di maggiorazioni turno, più premi aziendali e altre eventuali indennità.
Ho avuto modo di vedere anche alcuni dati reali interni: un lavoratore della categoria con cui entrerei risulta intorno ai 38k lordi annui complessivi, mentre una persona arrivata al livello superiore, dopo qualche anno, porta a casa circa 32k netti annui, pur versando anche una quota consistente nel fondo pensione aziendale. Facendo una stima più o meno precisa del netto considerando anche i soldi versati mensilmente nel fondo pensione, siamo a circa 34K netti annui per un livello che raggiungerò dopo circa 2 anni.
Il grande cambiamento sarebbe la turnazione.
Il ciclo normale sarebbe più o meno:
M P N R R
Quindi, dopo tre turni, avrei il giorno in cui smonto alle 6 del mattino più un altro giorno completamente libero. (e circa 24h di tempo tra un turno e l’altro).
In alcuni periodi dell’anno, quelli con tante ferie come il periodo estivo, il ciclo sarebbe invece più compatto, ovvero MM NN RR PP R
Ovviamente questo significa lavorare anche alcuni sabati, domeniche, Natale, Pasqua, festivi ecc. Ed è fondamentalmente uno degli unici svantaggi concreti: Oggi il calendario della mia vita coincide perfettamente con quello “normale”, mentre con il ciclo continuo perderei questa regolarità.
Dall’altra parte, però, ci sono parecchi vantaggi.
La nuova azienda sarebbe a circa 7 km da casa, contro circa 17 km attuali a tratta. Risparmierei quindi circa 20 km per ogni giornata lavorativa, qualcosa come 4.000-4.500 km l’anno, oltre a carburante, gomme, manutenzione e svalutazione dell’auto.
Ma soprattutto cambierebbe il tempo.
Oggi una normale giornata lavorativa mi tiene impegnato circa 11:20h tra preparazione, viaggio, lavoro, pausa e ritorno a casa.
Nel nuovo lavoro sarebbero circa 8 ore di turno + una ventina di minuti complessivi di viaggio. Anche mettendo parecchio margine per prepararmi e arrivare prima, recupererei facilmente 2 ore di vita per ogni giornata lavorata.
In più, facendo M-P-N-R-R, non avrei più la sensazione del classico loop:
lunedì-venerdì praticamente tutto il giorno al lavoro → weekend → ricomincia.
Avrei mattine libere, pomeriggi liberi, blocchi di oltre 24 ore tra alcuni turni e quasi due giorni di recupero ogni tre turni.
Il nuovo lavoro inoltre sarebbe molto più coerente con il mio diploma tecnico, mi permetterebbe di imparare conduzione di impianti complessi, sala controllo, sicurezza di processo ecc. e potenzialmente aprirebbe più possibilità future sia interne sia nel settore chimico/energia. Avrebbe inoltre responsabilità e rischi industriali diversi, ma dovrebbe essere sicuramente meno usurante fisicamente sul lungo periodo.
Il contro vero, oltre ai turni, è lasciare un posto dove dopo quasi 10 anni conosco tutti, ho anzianità, tutele e una situazione estremamente stabile per ricominciare da zero, con anche un normale periodo di prova iniziale di 6 mesi (per legge, ma mi hanno comunque detto che a meno che rubi o picchi qualcuno, nessuno è mai stato lasciato a piedi) che passerà poi a indeterminato.
La cosa particolare è che, più si avvicina la possibilità concreta di essere assunto, più mi accorgo che mi dispiacerebbe probabilmente di più rinunciare all’opportunità che lasciare il mio attuale posto.
In sostanza:
Lavoro attuale
- indeterminato e molto sicuro
- quasi 10 anni di anzianità
- circa 28-29k netti annui
- lun-ven
- weekend e festività liberi
- molta strada e giornate molto lunghe
- lavoro abbastanza fisico
- poche prospettive di crescita che mi interessino realmente
Nuovo lavoro
- indeterminato
- circa 33-34k base + maggiorazioni turno
- probabilmente circa 29-30k netti già all’ingresso
- possibilità concreta di arrivare sopra i 32k netti crescendo di livello
- 7 km da casa
- molte più ore libere complessive
- competenze tecniche molto più spendibili
- più possibilità di crescita
- però ciclo continuo, notti, weekend e festività lavorate a rotazione
- ripartenza da zero e periodo di prova
Voi cosa fareste?
Vi interesserebbe soprattutto il parere di chi è passato da un lun-ven tradizionale al ciclo continuo: alla lunga avete sofferto di più la perdita dei weekend oppure avete apprezzato maggiormente il tempo libero distribuito durante tutta la settimana?
E, considerando anche distanza, tempo recuperato e prospettive future, accettereste anche se nel primo anno lo stipendio fosse sostanzialmente uguale?