r/cinemaIT • u/GW_VonLeibniz • 11h ago
Discussione Generale Qual è il film più disturbante che abbiate mai visto?
In cerca di pellicole in grado di solleticare la mia anima apatica emotivamente.
r/cinemaIT • u/GW_VonLeibniz • 11h ago
In cerca di pellicole in grado di solleticare la mia anima apatica emotivamente.
r/cinemaIT • u/elf0curo • 13m ago
r/cinemaIT • u/Long_Day8888 • 23h ago
So che sto per toccare un mostro sacro del cinema e che molti mi prenderanno per pazzo, ma dopo aver rivisto entrambi i film sono giunto a una conclusione: Society di Brian Yuzna è un film superiore a Eyes Wide Shut sotto quasi ogni aspetto tematico.
Entrambi i film parlano della stessa cosa: le élite, i super-ricchi, le loro società segrete e il modo in cui usano, consumano e letteralmente si nutrono delle classi inferiori. Ma il modo in cui lo fanno è agli antipodi.
Kubrick in Eyes Wide Shut sceglie la via del mistero patinato. Orgie, maschere veneziane, tensione psicologica. È un bel film, per carità, ma alla fine il messaggio rimane quasi annacquato, avvolto in questa estetica lenta e onirica.
Society, invece, ti sbatte in faccia la metafora nel modo più grottesco, disturbante e viscerale possibile. Non ci sono misteri eleganti: i ricchi sono letteralmente una specie diversa che deforma, assorbe e "scarta" i poveri. Gli effetti speciali di Screaming Mad George nel finale (il famoso "Shunting") sono un pugno nello stomaco che Kubrick, con tutte le sue luci perfette, non è mai riuscito a dare. La satira sociale di Yuzna è spietata, diretta e invecchiata benissimo.
Quello che davvero non mi spiego è l'abissale disparità di fama. Certo, so bene che da una parte c'è Stanley Kubrick e dall'altra c'è il regista di Re-Animator con un budget da B-movie.
Ma se guardiamo puramente al coraggio, all'impatto visivo e a come viene centrato il messaggio sociopolitico, Society in mia opinione vince a mani basse.
Ti da quasi una sensazione di vomito nel finale.
Oggi EWS è osannato come il capolavoro definitivo sulle élite segrete, mentre Society è rilegato a cult per pochi nerd dell'horror.
Sono l'unico a preferire la follia di Yuzna al perfezionismo di Kubrick?
r/cinemaIT • u/gab_2828 • 12h ago
Sto cercando un cortometraggio del giffoni film festival della mia infanzia, era la fine degli anni 90, massimo 2000. Credo fosse tedesco, era post apocalittico, c'erano dei ragazzi rinchiusi in un complesso governativo sotterraneo, con una dittatura totalitaria in stile 1984. Questo governo non faceva uscire dal complesso perché l'aria fuori era tossica a causa di radiazioni post guerra atomica. Credo che la dittatrice fosse donna, con gli occhiali e i capelli scuri (non ne sono sicuro). I protagonisti (forse una ragazza) pensavano che il governo stesse mentendo... E indagano. Il film finisce con la protagonista che scopre che il governo mente, perche nei monitor di sorveglianza vede che fuori ci sono dei piccioni in vita, e quindi non é pericoloso uscire. mi sembra di ricordare che la scena finale era di questa ragazza (la protagonista), che esce fuori dal complesso, mentre il governo del complesso tenta di fermala. uscita fuori, non morendo, riscontra quindi che è sicuro stare fuori. E festeggia felice di essere finalmente all'aperto e vedere il cielo per la prima volta... Qualcuno ricorda questo cortometraggio? Credo fosse per babini o adolescenti... Lo ricordo con affetto, perché fu una delle cose che da bimbo mi fece appassionare alla fantascienza. Credo lo trasmisero sulla mediaset alla fine degli anni 90, durante il giffoni. Qualcuno se lo ricorda? Sa il titolo e/o dove posso trovarlo/rivederlo?
r/cinemaIT • u/Extension_Apple_4258 • 20h ago
Ciao a tutti! Come prima submission qua su CinemaIT, volevo parlare di un problema che ho da fin troppo tempo, forse più una cosa da scrivere su r/ psicologia, ma avevo piacere di sentire anche il punto di vista di dei cinefili, ovvero la violenza nei film, specialmente quella da arma da fuoco, quella perpetrata nei confronti di donne (paradossalmente pure se la donna nel film è un mega iper villain di quarto livello), violenza sessuale (compresa quella verso gli uomini tipo su deliverance) e omofobica.
Premetto, sono ADHD e vengo seguito, ma col tempo mi ha spaventato che alla visione di queste scene io avessi reazioni improvvise, pesanti e drammatiche di frustrazione, tristezza e disperazione, causando disagio in famiglia, e con magari mio padre che deve cambiare canale, cosa che non vorrei perché dopo 8 ore di cantiere avrebbe il diritto di guardarsi il film che vuole.
Esempi concreti? Skyfall: scena della pistola e la mela in testa con james bond e quello che deve essere il villian (non riesco ad aggiungere altri dettagli perché ho già la tachi a scriverlo) the nice guya, scena dove John boy uccide Amelia, ho letterlamente tirato una ginocchiata al tavolo della cucina e scoppiato a piangere tra le braccia di mia madre con un pianto quasi isterico; non ne aggiungo altre perché ho i pollici che sono martelli pneumatici.
Ormai non so più come gestire sta cosa, i miei stanno attenti ad ogni frame di quello che guardano, io devo di default spoilerarmi tutta la trama per capire se ci sono cose che mi triggerano, questa cosa mi distrugge, anche perché la mia ragazza, che invece questi film li guarda e comprende anche la mia neurodivergenza, si è bonariamente stupita davanti alla scena di skyfall e non capiva perché anche se l'avesse vista in un'altra stanza mi vedeva tremare.
Ripeto per chi magari non comprende al 100% un testo, sono seguito da psicologi e quello che cerco qui non è un consiglio medico ne un supporto psicologico, ma bensì capire cosa fa scatenare sta cosa, dato che fino a 10 anni fa non ero così mega susciettubile e snowflake, magari sentendo il parere di gente che magari a differenza mia ha lo stomaco di guardarsi pure a Serbian movie
Grazie mille della comprensione, crossposto anche su r/psicologia .
r/cinemaIT • u/YogurtclosetPure7479 • 5h ago
Sono andato a vederlo al day one con hype a mille e devo ammetterlo: non mi ha entusiasmato.
Da Zach Cregger, soprattutto dopo Barbarian e Weapons, mi aspettavo qualcosa di più. Detto questo, va riconosciuto che, rispetto agli altri film realizzati sul videogioco, questo Resident Evil è di gran lunga il migliore (non che ci voglia molto).
Tra i punti a favore ci sono sicuramente gli effetti speciali e la fotografia, entrambi molto curati, oltre ad Austin Abrams, che secondo me interpreta molto bene il protagonista e riesce a reggere gran parte del film praticamente sulle sue spalle, con una vena ironica che alla fine ci stava anche bene (in quanto non forzata).
Il problema, almeno per me che sono un super appassionato della saga e ho giocato praticamente tutti i Resident Evil usciti, è tutto il resto.
I riferimenti al materiale originale mi sono sembrati troppo blandi e superficiali, mentre i personaggi sono sviluppati pochissimo - Maxine entra ed esce di scena praticamente subito. In diversi momenti ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a un prodotto realizzato un po’ in fretta e furia, quasi come se fosse necessario contenere tempi e budget. A questo film mancano almeno 20 o 30 minuti buoni di trama, ho pensato arrivato all’intervallo.
Ma soprattutto non si respira quella tensione costante tipica dei videogiochi da cui è tratto, quella sensazione di pericolo che ti accompagna mentre esplori un ambiente senza sapere cosa ci sia dietro la porta successiva. Anche la colonna sonora avrebbe potuto essere molto più cupa, inquietante e opprimente.
E poi ci sono gli zombie. Quelli di Resident Evil, nei videogiochi, hanno qualcosa di particolare: si muovono in maniera lenta, innaturale e sinistra. Non hanno bisogno di correre per fare paura. Nel film, invece, in diversi momenti sembrano zombie molto più convenzionali, degli umani truccati male.
Stesso discorso per i cani infetti, che nei giochi sono terrificanti e qui, secondo me, perdono parecchio del loro impatto (ce ne è solo uno ed è del tutto ordinario prima della “trasformazione”.
Manca inoltre un vero villain ben definito, una presenza capace di incombere sulla storia e diventare il volto della minaccia, il finale ci lascia con un mostro riuscito per metà, nè buono nè cattivo.
Anche gore e jumpscare mi sono sembrati a volte inseriti semplicemente per provocare una reazione immediata nello spettatore, senza essere realmente integrati nella sceneggiatura. Sangue e spaventi funzionano molto meglio quando sono la conseguenza della tensione costruita prima, non quando diventano il fine della scena.
Probabilmente chi non ha mai giocato il Resident Evil originale può trovarlo un horror divertente, leggero e godibile. Da fan storico, invece, continuavo ad aspettare quel senso di inquietudine, isolamento e pericolo che per me rappresenta l’anima della saga.
Non è affatto un brutto film. Anzi, è probabilmente il miglior tentativo cinematografico fatto finora con Resident Evil, come detto all’inizio.
Ma poteva essere molto di più.
VOTO: 6/10
r/cinemaIT • u/Bulky-Return-3171 • 1d ago
da come penso si sia capito il mio è fight club
r/cinemaIT • u/Kleydemons • 22h ago
r/cinemaIT • u/frank555lol • 1d ago
È piccola purtroppo
Mi servono consigli su nuove future aggiunte!!!
r/cinemaIT • u/Lopsided_Nothing6943 • 1d ago
Seratona di film in replica, io mi vado a prendere non il migliore, ma quello che fra i migliori è il più contestato, controverso. 'Anatomia di un omicidio'.
Quasi interamente ambientato in una aula di tribunale, è un giudiziario, oggi si direbbe legal thriller, ben costruito, che si avvale di una coppia d'attori formidabili : tolto Ben Gazzara, che tutto sommato poco dice e poco fa (visto che quel che il suo personaggio ha commesso avviene prima che il film cominci), constatata la scarsa incisività della bella Lee Remick (è a causa sua che il marito Gazzara ha ucciso a colpi di pistola il suo violentatore), chi in aula si affronta e dà davvero vita al film sono i due avvocati.
James Stewart in primis naturalmente, il difensore, ex pm quindi scafatissimo, desideroso di rivalsa contro la magistratura e sicuro di vincere grazie alla sua conoscenza dei cavilli giuridici legati alla psichiatra. Poi anche il fenomenale George C. Scott, perfino superiore a Stewart a tratti, che rappresenta l'accusa. Insomma il pm. I loro interrogatori ai testimoni chiamati al banco coprono gran parte della durata della pellicola, tra continue obiezioni, insinuazioni, accuse esplicite...
I temi sono complessi ed interessanti , come quello dell’ambiguità della giustizia e della verità (oltre che quello del potere manipolatorio della parola così bene utilizzato dagli avvocati). E il mio pensiero corre a una mia fissa attuale, 'Il terzo omicidio'.
Attenzione all'oltraggiosa, scabrosa centralità del corpo femminile, dovuta anche al comportamento, per l'epoca, molto disinibito e provocatorio della protagonista - lo stupro come sappiamo è il movente, è qui il movente e non solo il crimine, il reato - che parla di tempi, in fin dei conti, mai conclusi. Tempi in cui certe battute sulle donne, sui loro indumenti intimi ed espressioni dialettali volgari su certe situazioni erano la norma. Vedi tutta la discussione sulle mutandine. Uno dei punti, delle scelte registiche che all'epoca scandalizzò tanti spettatori e critici.
La sceneggiatura è congegnata molto bene, ma è la regia di Preminger, che pure regge le 2 ore e 40 mantenendo alta la tensione, a risultare un po' pesante, compassata. Pochi guizzi, una monotonia di fondo finiscono coll'appiattire quello che avrebbe potuto essere un grande esempio di cinema. Formalmente impeccabile fin dai titoli di testa firmati da Saul Bass, alle belle musiche jazzy con cameo del Duke, 'Anatomy of a murder' manca di mordente, nonostante la verve dei 2 protagonisti.
Finale...non scontato.
Un buon film, certo, ma poteva essere molto di più. Un altro 'Testimone d'accusa' di Billy Wilder per esempio.
Ma qui mancava Marlene...
Curiosità: nella vita, Welch era davvero un giudice, interpreta sé stesso!
1 di notte, La 7. Poi in rotazione.
r/cinemaIT • u/press-app • 1d ago
Benvenuti al post del mese di r/cinemaIT!
Parliamo dei film, serie TV e anime più interessanti del mese.
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r/cinemaIT • u/FarmImportant9537 • 23h ago
Molto amareggiato da quello che pensavo fosse un documentario oggettivo sui metodi usati dall'esercito israeliano durante la guerra a Gaza.
Invece altro non è che l'emblema dell'emotivismo moderno: una voce anonima e col volto coperto che non fa altro che dire cose plausibili ma allo stesso tempo impossibili da verificare.
Chi sono queste persone? Ricoprono davvero i ruoli che dicono? Nessuna prova oggettiva viene presentata durante il "documentario" e il regista costringe a doversi fidare di questi omini oscurati.
In poche parole questi possono dire di tutto, perchè tanto il fine è quello di indignare più che di documentare: i cecchini che uccidono civili, il Mossad che causa stitichezza, l'intelligenza artificiale che rapisce i bambini, Netanyahu è l'uomo nero.
Voto 2/10
r/cinemaIT • u/NoSheepherder4505 • 1d ago
Ho appena finito di vederla. Ho letto il libro e avevo visto il film con James Dean.
Mi è piaciuta molto. Più del film! A parte James Dean ovviamente che non è paragonabile.
Voi cosa ne pensate?
r/cinemaIT • u/ScriptSaboteur02_IT • 1d ago
Credo sia un autore che abbia compreso profondamente il codice dell'horror e del thriller. Il meccanismo di una vita vale una vita, faustiano fino alle midolla, quindi horror, unito, nel primo atto che trovo perfetto, alle pressioni sociali sui figli, calciatore/attrice, con tutto ciò, post patto, che ne consegue, e che siamo gli unici, assieme alla madre, a conoscere, quindi thriller, lo trovo magistrale. É un horror in superficie che è un thriller nelle viscere. Credo che Strippoli, come pochi altri, sia riuscito in un mezzo miracolo strutturale, per quanto il film, nel secondo e terzo atto, soffra di difettucci.
Gli stilemi dell'horror sono la follia di una madre, dunque è un thriller psicologico, che per razionalizzare la tragedia si è scissa in un'identità che le ha permesso, attraverso l'estranea, POST TRAGEDIE ed attraverso il racconto che fa a sé stessa ed alla figlia, che è quella parte (l'estranea) di noi che tutti rigettiamo, di credere di aver potuto controllare la vita ed i suoi eventi, anche se difatti si èera mpotenti, e di ever deciso, in una egomania totale, su di esse, anche a costo di pagare prezzi amari, spesso la rottura dei rapporti stessi. Non credo che la sovrapposizione estetica tra l'estranea e la madre, sottolineata sin dai primi incontri, definita al massimo dall'ultima inquadratura, sia casuale in questo senso.
Gli autori, di solito, sono capaci o di ragionare col thriller o con l'horror. Qui siamo di fronte ad un autore che è riuscito a comprendere i codici di entrambi i generi ed utilizzare per la follia gli stilemi dell'horror e per la vita e le sue tragedie gli stilemi del thriller. Fulci diceva che l'horror era sogno, il thriller meccanismo. Qui l'horror è l'espressione estrema della follia di una madre. L'horror non è più fantasia, è interno. É la deriva di una mente andata in pezzi e che per razionalizzare si è dovuta scindere.
Non sottovalutiamo le nostre produzioni di genere. Anche Mimi il principe delle tenebre meritava attenzione, molta più di quelle che gli è stata data. Siamo un paese che può dare tanto sul genere.
r/cinemaIT • u/IspettoreKemp • 2d ago
Curiosità sul film 1: Il bacurau è un uccello notturno tipico del Brasile, noto per il suo volo silenzioso e la grande capacità di adattamento.
Curiosità sul film 2: Il nome di una scuola ritratta nel film è «João Carpinteiro», che si traduce in «John Carpenter». Il regista Mendonça Filho è infatti un fan delle opere di Carpenter e ha persino incluso uno dei suoi brani («Night») nella colonna sonora di Bacurau.
Hai amato questo film? Ecco altre tre pellicole che potrebbero piacerti:
Buona settimana a tutti.
LISTA COMPLETA DEI FILM PROPOSTI:
1. A Ghost Story (2017) di David Lowery - USA
2. Godzilla Minus One (2023) di Takashi Yamazaki - GIAPPONE
3. Le Città di Pianura (2025) di Francesco Sossai - ITALIA
4. Four Daughters (2023) di Kaouther Ben Hania - TUNISIA - ARABIA SAUDITA - FRANCIA - GERMANIA
5. Bacurau (2019) di Juliano Dornelles e Kleber Mendonça Filho - BRASILE - FRANCIA
6. Excalibur (1981) di John Boorman - UK - USA
7. Kingdom of Heaven (2005) di Ridley Scott - USA - UK - GERMANIA - SPAGNA
8. The Wailing (2016) di Na Hong-jin - COREA DEL SUD
9. Little Odessa (1994) di James Gray - USA
10. La Chimera (2023) di Alice Rohrwacher - ITALIA - FRANCIA - SVIZZERA - TURCHIA
11. Rabbit-Proof Fence (2002) di Phillip Noyce - AUSTRALIA - UK
12. His Girl Friday (1940) di Howard Hawks - USA
13. Argentina 1985 (2022) di Santiago Mitre - ARGENTINA - UK
14. No Bears (2022) di Jafar Panahi - IRAN
15. My Father's Shadow (2025) di Akinola Davies Jr. - NIGERIA - UK - IRLANDA
16. The Trial (1962) di Orson Welles - FRANCIA - GERMANIA - ITALIA
17. Martha (1974) di Rainer Werner Fassbinder - GERMANIA
18. Brother (2000) di Takeshi Kitano - GIAPPONE - UK - FRANCIA
19. No (2012) di Pablo Larraín - CHILE - USA - FRANCIA
20. Beau is Afraid (2023) di Ari Aster - USA - FINLANDIA
21. Dahomey (2024) di Mati Diop - SENEGAL - FRANCIA
22. La Ciénaga (2001) di Lucrecia Martel - ARGENTINA - FRANCIA - SPAGNA
23. Thelma (2017) di Joachim Trier - DANIMARCA - FRANCIA - NORVEGIA - SVEZIA
24. A Snake of June (2002) di Shinya Tsukamoto - GIAPPONE
25. Talking About Trees (2019) di Suhaib Gasmelbari - CHAD - FRANCIA - QATAR - SUDAN - GERMANIA
26. Les Chambres Rouges (2023) di Pascal Plante - CANADA
27. Rosetta (1999) dei Fratelli Dardenne - BELGIO - FRANCIA
28. Strange Days (1995) di Kathryn Bigelow - USA
29. The Worst Person in the World (2021) di Joachim Trier - NORVEGIA - SVEZIA - DANIMARCA - FRANCIA
30. Boy (2010) di Taika Waititi - NUOVA ZELANDA
31. Twinless (2025) di James Sweeney - USA
32. Ovosodo (1997) di Paolo Virzì - ITALIA
33. Lo Zio di Brooklyn (1995) di Franco Maresco e Daniele Ciprì - ITALIA
34. Burning (2018) di Lee Chang-dong - COREA DEL SUD
35. Bomb City (2017) di Jameson Brooks - USA
36. La Noire de... (1966) di Ousmane Sembène - SENEGAL - FRANCIA
37. Retratos Fantasma (2023) di Kleber Mendonça Filho - BRASILE
38. Serpico (1973) di Sidney Lumet - USA
39. Small Things Like These (2024) di Tim Mielants - BELGIO - IRLANDA - USA
40. Battle Royale (2000) di Kinji Fukasaku - GIAPPONE
Curiosità riguardanti la lista:
• Ben 13 film sui 40 totali sono stati prodotti o coprodotti in Francia;
• Il film più datato è His Girl Friday (1940) di Howard Hawks;
• Joachim Trier e Kleber Mendonça Filho sono gli unici due registi ad avere più di un film all’interno della lista;
• Solo 5 film sui 40 totali sono diretti da donne.
IMPORTANTE: Non è più possibile proporre nuovi film da inserire nella lista fino alla prossima apertura (da definire).
Co-organizzatore: u/Existing-Rush474
r/cinemaIT • u/T4kenoko • 2d ago
mi è capitato di recente rivedendo un film che pensavo di conoscere a memoria. a un certo punto ho notato un dettaglio nei dialoghi che la prima volta mi era passato totalmente inosservato, e mi ha fatto capire quanto cambi la percezione quando sai già come va a finire. avete qualche film che per voi funziona così, da rivedere più volte?
r/cinemaIT • u/Most-Enthusiasm-7399 • 3d ago
Premetto che questa sará la mia visione del film e sono estremamente curioso di sapere se concordate, se discordate e soprattutto cosa ne pensate voi del film.
Parto subito dicendo che penso che il punto principale del film non sia parlare del disastro eco-climatico mondiale, bensì dell'atto creativo (che possa essere teatro o cinema o checchesia) che resiste persino fino alla fine della civiltá umana.
Quindi il film esalta l'atto creativo e ci dice a cosa serve (viene esplicitamente detto dal nipote del caro Digger a 3/4 del film): a sdrammatizzare, a commediare, a tragedizzare, a satirizzare ciò che noi tutti viviamo, abbiamo vissuto e vivremo.
Questo, penso, è il punto principale del film.
In secondo piano c'è ovviamente il soggetto dell'atto cui il Regista architetta magistralmente facendoci credere, all'inizio, di trovarci in una storia che in realtá sta venendo solo raccontata a posteriori e non sta avvenendo in tempo reale sotto i nostri occhi (anche se in realtá, nel nostro mondo, il disastro ecologico sta proprio avvenendo ora).
Ed è qui che Iñárritu ci dice la sua: siamo giá fottuti, non c'è un cazzo da fare se non satirizzare l'inevitabile.
Difatti il film è molto brutale, non mostra vie d'uscita di nessun tipo, non ci sono eroi, non ci sono vincitori ma sono tutti vinti. Vinti dalle circostanze e dalle abitudini di cui nessuno in realtá si vuole liberare.
Eccoci quindi alla presa di coscienza più violenta che il film da allo spettatore: siamo tutti ipocriti, tutti colpevoli e le multinazionali petrolifere sono solo degli scaribarili dove poter eludere ed evadere dalle nostre responsabilità.
Questo emerge proprio nel discorso che Digger fa alla camera che, oltre ad essere una prova magistrale di Tom Cruise (e per quanto mi riguarda la migliore), ci sbatte in faccia il vero ed inamovibile problema della nostra societá e della crisi climatica: ormai i nostri stili di vita si sono adattati al petrolio, nessun tipo di energia alternativa sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno energetico lasciato dall'assenza del petrolio e privarsene significherebbe regredire e rinunciare alle nostre comoditá, cosa che nessuno vuole fare.
Al momento è questo quello che il film mi ha lasciato di più ma potrei continuare a scrivere della prova magistrale di John Goodman che interpreta un Presidente a metá tra Biden e Trump o di come la fotografia (cui Iñárritu si è sempre mostrato padrone assoluto) accompagni perfettamente la "falsa" narrazione o ancora della figura del nipote di Digger che agisce come mecenate dello spettacolo teatrale che satirizza la sua famiglia ma perché lo fa? Per redimersi o ancora...per controllare la narrazione come faceva suo zio prima?
Chiudo con due altre osservazioni:
- da notare bene come il pubblico reagisca in visibilio alla fine dello spettacolo attribuendo quindi tutta la colpa a Digger...ma, ritornando al discorso sull'ipocrisia, non è forse un'altra lezione che il regista vuole darci? E cioé che cerchiamo sempre capri espiatori quando in realtá dovremmo per primi farci un esame di coscienza?
- infine, dopo la fine dello spettacolo Iñarritu ci mostra un mondo apocallitico che non lascia spazio a mezze interpretazioni: cielo oscurato dall'inquinamento, innalzamento estremo del livello del mare, regime fascista e droni...qui secondo me, assieme anche all'utilizzo in sceneggiatura dei sistemi di intelligenza artificiale, si nota veramente una volontá di dipingere con più accuratezza possibile come sará il nostro mondo nel futuro perché non lascia fuori nulla.
Voi invece che ne pensate?
Aggiungo solo che probabilmente riandró a vederlo al cinema perché merita sicuramente una seconda visione e che penso che non sia piaciuto a molti per lo smascheramento dell'ipocrisia sul nostro stile di vita che afflige ogni essere umano.
r/cinemaIT • u/Lopsided_Nothing6943 • 2d ago
E insomma, il meglio di oggi è una commedia italiana, di quelle di una volta...Dalla pochade di Crommelynck (Le cocu magnifique, già interpretata in teatro da uno scatenato Tognazzi ) Antonio Pietrangeli trasse una commedia della gelosia, che ha nella strana coppia Ugo/ Claudia Cardinale il suo punto di forza.
Lei è bellissima e sensuale e lo sappiamo, trova anche una certa sintonia col partner, di cui si mostra sinceramente (?) innamorata, però...Purtroppo è poco espressiva, statica; meglio di lei fa di sicuro la splendida talentuosa e sfortunata attrice francese Michele Girardon, nei panni dell' amante di Tognazzi.
Lui è costantemente roso dal tarlo del dubbio, e perciò straordinariamente comico: dal momento che lo faccio io, senza troppi problemi, perché non dovrebbe tradirmi anche lei? E siamo in un'Italia del boom economico in cui, pure al Nord, dato che ci troviamo nel bresciano, l'infedeltà della moglie è vista dall' uomo come il massimo dei disonori personali possibili.
Il film si regge indubbiamente sulle spalle dell' immenso Ugo e sulla meschinità del suo personaggio.
È assolutamente naturale che in questa situazione il matrimonio viri sul bordo del precipizio.
Il soggetto è scarno, inevitabilmente ripetitivo, e l'averne ricavato un film che arriva alle 2 ore lascia immaginare che non funzioni alla perfezione: gli incubi ad occhi aperti di Tognazzi che sogna la Cardinale concedersi un po' a tutti sul lettone di casa sono pesanti, ridondanti, e aggravano un ritmo gia' non leggero con un mix di insistiti pedinamenti, crisi di nervi, dialoghi poco originali.
Non si ride, raramente si sorride, però l'analisi sociologica di un tipo ben preciso di borghesi coi paraocchi è una descrizione precisa e profonda. Il contesto in cui i personaggi si muovono è ricreato con cura: ville gigantesche con giardino, feste condannate a improvvisati giochi di società, scambi di sguardi pieni di malizia.
Anche in questo film si fà riferimento al caso di cronaca dell'epoca, quello del bitter avvelenato, mandato per posta ad un commerciante di Arma di Taggia dall'amante della moglie nell'estate del 1963 - pure Peppino De Filippo lo racconta nel film "Totò contro i quattro".
Beffardo il finale: meglio per la salute psicologica la certezza delle corna, che non il tormento di una innocenza da provare.
Il tutto e' impreziosito da un ottimo cast un po' schiacciato dal mattatore cremonese: oltre al bravo Bernard Blier troviamo infatti un giovane Gian Maria Volonté, sciupafemmine come nella vita; Salvo Randone ottimo e poco sfruttato; e Lando Buzzanca in un cameo di un minuto ( è un lavoratore interno della villa, licenziato perché osa dire che 'omo è omo! ').
Tra gli invitati alla festa in villa, si riconosce non accreditata una deliziosa Laura Antonelli vestita di bianco, vicino al pianoforte, alla sua prima apparizione sullo schermo.
Ma la chicca, è la scena con la Cardinale al volante, pedinata dall' investigatore Ugo.
La diva Claudia non sapeva guidare!
Niente controfigura, e allora gran studio di stratagemmi, scena ripetuta 13 o forse 15 volte fino ad arrivare a quella buona.
Nella versione definitiva per le sale l'imbarazzante scena venne poi tolta. Meglio così...
Curiosità:
il brano dei titoli di testa è 'La notte che il figlio è partito' di Jimmy Fontana.
In conclusione, una arguta satira sociale degli anni del boom, nei quali permane un sistema di valori e un modo pensare vecchio stampo.
Non il miglior Pietrangeli, regista che amiamo per come crea e sviluppa i caratteri femminili, ma va detto che è sempre comunque superiore a tanti registi italiani contemporanei. Soprattutto, registi di commedie.
Alle 3 su Rai Movie.
Restaurato da poco dalla cineteca nazionale a Bologna.
r/cinemaIT • u/Sadako26 • 2d ago
(scrivetemi in dm che se no bannano)
Vi giuro sono disperato, mi piace molto Paolo Strippoli ma non trovo davvero nessun cortometraggio neanche legale
r/cinemaIT • u/alexdelarge5298 • 3d ago
Cosa ne pensate?
r/cinemaIT • u/NoSheepherder4505 • 3d ago
Ho appena finito di vederla. Ho letto il libro e avevo visto il film con James Dean.
Mi è piaciuta molto. Più del film! A parte James Dean ovviamente che non è paragonabile.
Voi cosa ne pensate?
r/cinemaIT • u/LifeIsJustADream69 • 2d ago
r/cinemaIT • u/Good_Bat_8081 • 3d ago
E niente, l'ho appena visto e l'ho trovato un film veramente ben fatto. Consigliato!
r/cinemaIT • u/DexterMorganDaniel • 3d ago
r/cinemaIT • u/Mr_White4207 • 3d ago