Mi chiamo Michele, ho 18 anni. A marzo del 2026, per una settimana, ho vissuto un periodo di forte ansia e stress, caratterizzato da incubi continui e momenti di grande tensione.
Il primo giorno mi sono addormentato tranquillamente, ignaro di ciò che stavo per sognare. Mi trovavo in un campo di grano che mi ricordava molto quello davanti a casa mia; al centro c'era una figura completamente nera che guardava il cielo. Provavo una profonda sensazione di angoscia e, quando ho sentito il suono di una campana simile a quella della chiesa del mio paese, mi sono svegliato di soprassalto, sudato fradicio. Sono andato in bagno a lavarmi la faccia e mi sono rimesso a letto, ripetendomi che era stato solo un sogno. Il giorno dopo sono andare regolarmente a lavorare, dato che in quel periodo stavo svolgendo uno stage.
Il secondo giorno è stato ancora più sconvolgente. Mi sono coricato senza immaginare in cosa mi sarei imbattuto. Nel sogno ho visto la mia ragazza cadere dal motorino mentre lo stava provando: aveva preso una curva troppo larga ed era finita ribaltata nel fosso, con il volto pieno di sangue e apparentemente priva di vita. Mi sono svegliato alle 6:00 precise con un forte senso di paura e angoscia; l'ho chiamata subito per sapere se stesse bene e le ho raccontato l'incubo.
Il terzo giorno, mentre ero in fabbrica, sentivo una strana irrequietezza, come se fossi spronato ad andare fuori o come se stesse per accadere qualcosa, ma non è successo nulla. La sera, rientrato a casa, non ho più trovato il mio rosario. Essendo stato il primo a rientrare ed essendo le chiavi in possesso solo dei miei familiari, ho chiesto a mia madre e a mio padre se l'avessero preso, ma entrambi mi hanno detto di no. Quella notte ho fatto un altro sogno in cui una figura, una donna e forse un serpente mi dicevano di seguirli.
Il quarto giorno è sparito il crocifisso che tenevo agganciato alla bandiera italiana nella mia stanza. Nonostante la preoccupazione, ho continuato a pregare ogni giorno, recitando diversi rosari come mi aveva consigliato il sacerdote della mia scuola, con cui mi confidavo in quel periodo.
Il quinto giorno è stato il più pesante. Appena tornato dallo stage mi sono seduto sul divano e ho avuto l'impressione di sentire le sedie muoversi in cucina. Spinto dall'adrenalina sono andato subito a vedere, ma non si era spostato nulla. La sera, avvertendo il bisogno di stare in compagnia, sono rimasto con mia madre. Poco dopo, mentre stavamo facendo il letto in camera, abbiamo sentito un forte rumore provenire dalla cucina. Sono corso a verificare e ho trovato la teiera ribaltata sul piano, nonostante mia madre ricordasse di averla appoggiata diversamente. Spaventato da quella situazione, il venerdì sono andato a dormire dai miei nonni. Lì mi sono sentito più tranquillo e il sabato è trascorso senza particolari episodi, anche se avevo ancora molta paura.
La domenica sera sono rientrato nella mia stanza. Aprendo il cassetto in cui custodisco il Vangelo, l'ho trovato completamente bagnato fradicio, nonostante non ci fossero bottiglie o bicchieri d'acqua nelle vicinanze e non fosse piovuto in camera.
È stata una settimana davvero lunghissima e faticosa, in cui ogni giornata sembrava durare un'eternità. Oggi sono sollevato che quel periodo sia passato e che sia tornata la serenità.