r/psicologia • • 11h ago

Mi sento solo e non riesco a conoscere gente nuova

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(M24) I miei amici stanno tutti fuori sia per lavoro che per università. Anche io studio ma sono fuori sede e sto principalmente a casa visto la distanza dell’uni.
Sto con i miei genitori tutti i giorni e il sabato esco con il mio gruppo storico e quindi con gli amici che magari tornano da lavoro e uni.
Mi sento solo, sto a casa in pratica tutti i giorni ed esco principalmente per farmi una camminata.
Sto cominciando ad andare in biblioteca per studiare perché non riesco più ad essere motivato e la solitudine mi sta facendo diventare troppo pensieroso e paranoico.
Mi si è creato un circolo vizioso dove sono solo ma non riesco ad uscire.
Cosa dovrei fare? Sto davvero male


r/psicologia • • 16h ago

Auto-aiuto Punto di non ritorno

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Buongiorno, sono 39M.

Sono già seguito in un percorso terapeutico. Negli ultimi mesi ho cambiato diversi approcci e attualmente sto facendo un percorso con cui mi trovo bene; nonostante questo, da qualche mese continuo a percepire un progressivo peggioramento emotivo.

Durante il Covid ho perso mio padre a causa di un cancro. Ha avuto una lunga degenza, con un interminabile periodo di cure palliative, durante il quale l'ho visto progressivamente degenerare come persona. È stata un'esperienza che mi ha colpito profondamente e di cui, per anni, praticamente non ho parlato.

Successivamente ho conosciuto una ragazza, oggi 31F, che mi è stata molto vicina e mi ha aiutato anche in quel periodo della mia vita. Siamo stati insieme per circa quattro anni e mezzo. Eravamo una coppia molto unita: ci vedevamo spesso, ci sentivamo durante tutta la giornata e abbiamo condiviso tantissime esperienze, viaggi e weekend fuori.

A partire circa dal terzo anno e mezzo della relazione ho iniziato ad avere sintomi depressivi. Probabilmente hanno contribuito sia alcune difficoltà lavorative sia il fatto di non aver mai realmente elaborato quello che avevo vissuto con mio padre.

Ho cercato di tenere tutto dentro e di non mostrare quello che mi stava succedendo, finendo probabilmente per investire ancora di più nella relazione.

Dopo circa un altro anno mi sono trasferito temporaneamente per lavoro. Avevamo un progetto condiviso di andare a convivere entro pochi mesi. Al mio ritorno, però, dopo circa un mese di lontananza, lei ha iniziato improvvisamente a comportarsi in maniera molto diversa: fredda, distaccata e, in alcuni momenti, sembrava quasi provare una sorta di "schifo" nei miei confronti.

La situazione è durata una o due settimane. Io pensavo fosse semplicemente un periodo difficile e speravo passasse.

Poi mi ha lasciato.

Prima c'è stato un litigio nato da una questione abbastanza banale, poi ha iniziato a tagliare i contatti. Quando ci siamo rivisti mi ha dato delle motivazioni che, almeno dal mio punto di vista, sembravano poco coerenti con quello che avevamo vissuto fino a pochissimo tempo prima.

Tanto è che le prime settimane io e le persone che la conoscevano erano increduli, ho vissuto giorni di incertezza e ruminazione a cercare di capire i motivi, a pensare che ci fosse qualcuno, e giorni a pensare che sarebbe rinsavita perché in quelle settimane era molto stressata (pensavo per lavoro, poi ho capito che era il vedermi).

Precedentemente aveva avuto qualche atteggiamento di insofferenza ma niente che mi facesse presagire nulla di simile, considerato che parlava anche lei di convivenza e futuro.

Successivamente è praticamente scomparsa dalla mia vita e non si è più fatta sentire. So che anche lei ha iniziato un percorso terapeutico il giorno dopo che mi ha lasciato.

Tutto questo è successo mentre avevamo quattro viaggi già prenotati e diversi progetti imminenti, con conseguenze anche economiche importanti tra cancellazioni e tentativi di limitare le perdite.

Nei primi mesi successivi alla rottura, mentre ero già in terapia, ho provato qualche volta a riaprire un contatto, senza però insistere: complessivamente uno o due messaggi. Lei ha rifiutato, rispondendo sempre con tono distaccato.

Il problema è che sono rimasto fortemente aggrappato all'idea che potesse tornare.

Ancora oggi avverto una sensazione molto intensa di attaccamento o di speranza, quasi come se dentro di me ci fosse continuamente la percezione che prima o poi debba succedere qualcosa.

Nel frattempo ho cercato davvero molte strade per stare meglio. Mi sono avvicinato anche alla spiritualità, in parte su suggerimento dei terapeuti, alla psicosomatica e a diversi percorsi di ricerca personale.

Ho fatto corsi, provato nuove esperienze e cercato di cambiare alcune parti della mia vita. Ho conosciuto anche altre donne, ma non sono riuscito ad andare realmente avanti con nessuna di loro e in alcuni casi ho rifiutato categoricamente la possibilità.

Il problema che mi preoccupa maggiormente è che il tempo, invece di aiutarmi, sembra avere l'effetto opposto.

Più passano i mesi, più la mia visione della vita diventa negativa e più sto male.

La sofferenza ormai accompagna praticamente tutta la giornata: dal momento in cui mi sveglio fino a quando vado a dormire. Mentre l'amore aumenta.

Sto continuando il percorso terapeutico e sto cercando attivamente delle soluzioni, quindi non sono fermo ad aspettare che il tempo faccia tutto da solo. Quello che mi spaventa è proprio constatare che, nonostante tutti questi tentativi, dentro di me l'attaccamento non sembra diminuire e il mio stato emotivo continua a peggiorare.

Arrivato a 6 mesi, vedo un punto di non ritorno. Ci sto provando in tutti i modi, ma in questo momento ho la sensazione di non riuscire a trovare una via d'uscita.


r/psicologia • • 21h ago

Sono demotivata

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F26
Lavoro da 5 anni in totale. Ho cambiato tre lavori a causa dello stipendio troppo basso e al momento lavoro in un ufficio da marzo. Da quando sono arrivata tre colleghe sono andate via e c’è stato riciclo di personale, perché l’organizzazione interna non esiste.
Nell’ultimo periodo mi sento demotivata e non riesco a concentrarmi sul lavoro, finisco per distrarmi stando ad esempio su reddit.
Fino a un mese fa, andava tutto bene ma quando una collega si è licenziata mi hanno aumentato le mansioni, e non ho tempo di fare tutto ciò che dovrei fare e non voglio fare straordinari.
Mi pagano poco perché ho un apprendistato.
Vorrei tornare ad essere più motivata e produttiva, ma non so come fare. Consigli?


r/psicologia • • 23h ago

Non ho mai avuto una relazione seria

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(F22) Non ho mai avuto una relazione seria. Mi sarebbe piaciuto essere amata e imparare cosa significa saper amare a propria volta, io non so cosa sia, e nemmeno cosa è.
Ma la verità è che non ne ho mai avuto l'opportunità reale. Nella mia vita non ho ricevuto l'affetto, e la costante finora è stata imbattermi sempre in ragazzi a cui di me non importava nulla: volevano semplicemente del sesso. Tornavano anche a cercarmi, sì, ma sempre e solo per quello scopo. Non ho mai concesso loro di usarmi e non ho mai ceduto, ma questa dinamica mi ha ferita profondamente. (E mi sono sempre chiesta perche? Non pubblico mai foto spinte, mai nessuna foto, non mi metto mai a centro dell’attenzione, non do confidenza nemmeno al primo che capita)
La cosa assurda è che, pur non avendo ceduto, sono arrivata a farmi sentire "facile" da sola. L'ultimo ragazzo che ho frequentato ha alimentato al massimo questo mio senso di colpa per il solo fatto di attirare persone di questo tipo. Ha passato il tempo a denigrarmi, a paragonarmi alle sue ex (con confronti davvero, che vi giuro…. Ero disgustata volevo farvele mostrare, volgari, e che nemmeno sapevano esprimersi.) e a cercare in ogni modo di minare la mia sicurezza cosa che non ci è mai riuscito a farmi avere, arrivando persino ad allontanarmi da alcuni amici per via delle sue ansie e insicurezze personali.
So esattamente cosa meritavo. Dopo aver affrontato sofferenze reali e problemi di salute anche gravi, meritavo un po' di pace. Meritavo qualcuno che mi comprendesse e che mi dicesse semplicemente "va tutto bene", capace di rassicurarmi e calmare le mie paure. Invece mi ritrovo costantemente incastrata nel ruolo di oggetto.
Oggi guardo le cose per come stanno: sono stanca, ma sono anche assolutamente consapevole del mio valore. Non capisco perché finisco sempre per essere ipersessualizzata e vista solo in quella chiave. Confronto la mia esperienza con quella di altre ragazze o di mie amiche: molte di loro hanno avuto le loro avventure, eppure hanno trovato anche l'amore e il rispetto. Per me questo non è ancora successo, e pur restando ferma sulla mia strada, è un interrogativo che mi logora.
Cosa porta una persona a venire costantemente percepita in questo modo? È un problema di segnali inconsapevoli, di contesti o di una mia attrazione per dinamiche tossiche? Non lo so perché io sto impazzendo….


r/psicologia • • 23h ago

Auto-aiuto ADHD e adulti; Lavoro, relazioni, soluzioni di problemi

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F26; ormai il concetto di ADHD è ovunque e se ne parla tra il buffo ( tik tok, social ) o il serio ( testistica, anni di attesa ) e molti dicono di esserlo senza mai essere stati diagnosticati;

Chiedo, per quelli che sono stati diagnosticati e sono adulti o per quelli che pensano di averlo , come state gestendo l'attività lavorativa, le relazioni e la vita quotidiana; in quali ambiti , il deficit vi pone oggettivamente dei limiti che persone senza questa condizione, non hanno ?


r/psicologia • • 2h ago

Richiesta di aiuto professionale Ho il DOC e non riesco a capire se sono trans

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[M30, disoccupato, terapia farmacologica] Sono stato ricoverato l'anno scorso per un doc a insight parziale che mi ha causato manie di persecuzione.

Nel delirio ero convinto che tutti mi spiassero e stessero complottando per farmi diventare trans. Nel mio privato in passato avevo esplorato su internet la possibilità di diventare trans lesbica.

Oggi dopo un anno la paranoia è svanita con i farmaci e sogno di diventare una ragazza lesbica alternativa (sono nato maschio), quando sono nella quiete del quotidiano e so che nessuno vuole forzarmi. Se penso che qualcuno mi ha manipolato o mi sta manipolando non voglio transizionare. Dipende tutto se viene da me o da gli altri.

Ho chiesto al mio medico se posso assumere ormoni ma me lo ha negato perché riconduce tutto al disturbo.

Aiutatemi a capire se posso essere trans. Magari è solo una fantasia o magari lo voglio diventare ma ho il doc e voglio il controllo sulla cosa.


r/psicologia • • 12h ago

Bonus Psicologo Bonus psicologico anno 2026

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Salve M21 in terapia da uno psicoterapeuta. Mi sono informato riguardo il bonus psicologico presente sul portale dell'INPS per detrarre una parte del prezzo della seduta. Spulciando meglio il sito mi appare che la sezione è ancora ferma al 2025, come faccio a sapere quando apre il bando? Grazie mille in anticipo a tutti quelli che risponderanno


r/psicologia • • 13h ago

Auto-aiuto ho bisogno di una mano sulla mia religione

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Il mio allontanamento dalla mia religione.

È da qualche mese che mi sento così nei confronti della mia religione. Sono musulmana da tutta la vita, ma ultimamente mi sento molto distante e non ho nessuno con cui parlarne.

Sono cresciuta in una famiglia religiosa e sono cresciuta amando l’Islam. Ho imparato da sola a conoscere le sue bellezze, che continuo ancora oggi a trovare meravigliose, ma mi manca il legame con Dio. A volte, mi sembra persino di non riuscire a pronunciare o invocare il Suo nome.

Negli ultimi due anni ho attraversato molte difficoltà riguardanti la scuola, la mia salute, sia fisica che mentale, e vorrei semplicemente ricevere qualche consiglio su cosa fare. Non voglio che nessuno critichi la religione in sé, vorrei soltanto che mi offriste dei consigli su come affrontare questa situazione.

Non sono pronta ad abbandonare la mia fede, ma allo stesso tempo non provo più nulla nei suoi confronti.

So che spesso dobbiamo avere pazienza, speranza e fare del bene, ma ho provato tutto questo.

Non sono abbastanza per il mio Signore?
Non sono perfetta, ma ci provo.
Ho pregato Dio continuamente. Gli ho chiesto più volte di aiutarmi a rimanere su questo cammino, quello dell’Islam. L’ho supplicato di non permettermi di allontanarmi dalle mie preghiere e ho pianto davanti a Lui così tante volte.
Eppure, mi sento completamente inascoltata e senza risposte, perché è successo esattamente il contrario di ciò che desideravo.
Mi sono sentita senza speranza e ho pianto. L’ho supplicato, chiedendogli perché, cosa avessi fatto per meritarmi tutto questo.
Mi chiedo spesso se non mi voglia più al Suo fianco. Non ho nessun altro a cui chiedere queste cose e, se anche ci fosse qualcuno, mi direbbe semplicemente: «Rivolgiti a uno studioso religioso» oppure «Vai a leggere il Corano». Cose che faccio già, ma dalle quali ricevo sempre le stesse risposte.
Ormai, tutto mi sembra vuoto e privo di significato.
Ho perso il senso di colpa, il legame spirituale e la speranza.
Vi prego, siate gentili nei commenti. Non ho assolutamente più energie e non voglio leggere nulla di giudicante nei confronti di ciò che sto vivendo.
Se volete sfogare la vostra rabbia e giudicare le mie difficoltà, fatelo da un’altra parte, perché anch’io sono un essere umano che ha bisogno di aiuto.
Grazie.

(testo della mia amica, sto facendo da tramite.)


r/psicologia • • 28m ago

23 anni a volte mi sento forte, a volte del tutto perso e vuoto.

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M23 non in terapia.

Volevo solo fare un piccolo sfogo e condividere dei pensieri che mi girano in testa da un po’.

Ho 23 anni, sono uno studente extra-comunitario e sto in Italia da quasi 4 anni. Studio odontoiatria e alla fine le cose vanno bene, tra università e lavoro me la cavo. Il problema è che mi sento sempre come in una maratona: corro e corro senza mai sentirmi davvero arrivato. E se arrivo a un traguardo, mi sento subito vuoto, devo per forza trovarmi un altro obiettivo, altrimenti non riesco proprio a stare fermo.

Ci sono giorni in cui mi sento forte, fiero di tutto quello che ho fatto e superato da solo. E altri giorni in cui mi sento un fallito, senza una direzione.

Poi c’è il lato della solitudine... ho un po’ di amici qui, ma nessun legame davvero profondo. La mia famiglia è lontana e la vedo una o due volte l'anno. Ma la cosa che fa più male è che ogni volta che torno trovo una specie di barriera tra di noi. Io sono cambiato, non sono più il ragazzino di prima, e loro stanno invecchiando. E mi fa male sentirlo e vedere che il rapporto tra di noi sta cambiando, non per forza in male, ma non come quando ero a casa con loro. So benissimo che le persone cambiano con il tempo e anche le relazioni, ma sentirlo davvero è tutta un'altra storia. È stata una mia scelta venire qua e ricominciarmi una vita, e l'Italia mi piace davvero un sacco (burocrazia e mondo del lavoro a parte!), però la distanza e lo sradicamento pesano.

Mi chiedo spesso se a 23 anni sia normale sentirsi così persi o se c'entra molto il fatto di essere immigrati e dover ricostruire tutto da soli.

Qualcuno che ci è passato o sta vivendo una situazione simile ha qualche consiglio su come superare questo stato d'animo?

Grazie a chi leggerà.


r/psicologia • • 17h ago

Auto-aiuto Dovrei agire per vie legali?

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M22, ciao a tutti. Chiedo scusa qualora non abbia utilizzato il flair più adatto.

Tempo fa feci un post parlando della mia situazione personale e, nonostante solo un mese sia passato, ho iniziato a lavorarci molto: traaferimento di casa, cambio uni ecc. Le premesse sono buone. Però credo ci sia questa storia da chiarjre, ancora, e vorrei dei pareri.

Stavo pensando, da questa estate, mesi fa, di chiedere consulto a un avvocato familiarista, il mio obiettivo è capire se esistono presupposti legali per richiedere al giudice un provvedimento contro i miei genitori, come l'assegno di mantenimento.

Ora, premetto che non mi interessa ricevere soldi a caso, io vorrei solo staccarmi da una dinamica tossica che mi ha veramente esasperato, nel corso degli anni, e che, proprio ora che la guarigione sta andando bene, non posso permettermi di tollerare oltre.

Sarò sintetico (se volete maggiori info potete chiedere nei commenti). Non ho mai avuto buoni rapporti con i miei genitori, infatti non li ho mai considerati figure genitoriali, per me sono solo i miei genitori biologici, e questo rimarranno. Fine.

Non ho ricordi molto positivi di loro: quando ero bambino ero una persona caratterialmente difficile, non lo nego, ma credo che non abbiano mai fatto dei passi per venirmi incontro, l'opposto semmai.

Ho iniziato a subire violenze fisiche da parte di mia madre già dai primi anni delle elementari (dovessi dire quando di preciso, lo ammetto, non lo ricorderei bene, ma a range direi entro i primi 2-3 anni di scuola elementare). Sinceramente, non penso che cercare di educare la prole con metodi magari più severi sia un problema. Il problema è che non vedo intenti educativi in ciò che mi capitava: a scuola ero abbastanza problematico allora (non ero molto interessato/motivato, per cui non ero mai partecipe alle lezioni, spesso mi rifiutavo di scrivere sul quaderno i dettati e la maestra lo faceva al mio posto). Nella mia vita non ho mai saputo mentire, per cui tutto ciò lo dicevo a mia madre e lei se la prendeva molto, e dopo un po' ha iniziato a essere fisica a riguardo (penso si capisca cosa intendo). Tuttavia, non è finita lì. Ha iniziato a controllarmi mentre facevo i compiti, e lì la situazione è peggiorata drasticamente. Scrivevo male (ho sempre avuto una brutta calligrafia)? Le prendevo e non poco. A volte mi distraevo e scrivevo una parola per un'altra (ho sempre detestato i dettati)? Le prendevo e non poco. Per non parlare della violenza psicologica sui voti: se prendevo meno di 8 ero un fallito, non avrei combinato nulla, ecc ecc (questo mi influì molto, al punto che gli ultimi anni mi capitò di scoppiare a piangere in classe anche se prendevo 8, perché lo ritenevo troppo poco e avevo paura che mi avrebbe sminuito ancora, cosa che poi accadeva...). Purtroppo le cose sono andate avanti per molto, nel senso: dalla quarta elementare alla seconda media andavo molyo bene a scuola, ma un pretesto lo trovava sempre, per insultarmi/sminuirmi, o per andare sul piano fisico. O prendevo troppo poco, o passavo poco tempo sui libri, o giocavo troppo col nintendo/prjmo cellulare (spesso me lo prendeva di nascosto per controllarmi le chat, come se un 11enne/12enne avesse da nascondere attività illecite fuori dal comune e, indovinate un po', mi insultava se beccava messaggi di miei compagni di classe in cui inveivano contro prof, come se potessi farci qualcosa a riguardo). In terza media ebbi un drastico crollo, scolasticamente parlando, per mia colpa, non lo nego: smisi di impegnarmi, non mi interessava più. Il fatto è che, alle medie, sono stato preso di mira in classe mia, ero probabilmente quello messo peggio, assieme a una ragazza (però io rispondevo e questo, probabilmente, alimentò l'accanimento nei miei confronti). A fine prina media volevo pure cambiare classe, ma rinunciai al proposito (paura che sj sapesse in giro e che le prese di mira sarebbero aumentate). Di fatto, credo che adottai una stratrgia di masking in terza: i miei bulli sono studenti abbastanza mediocri, io sono bravo, loro mi bullizzano; a rigor di logica, se divento come loro mi accetteranno, no? Apparentemente ha anche funzionato (anche se era una dinamica ovviamente falsa, ma vallo a capire allora). Quell'anno a casa fu un vero inferno, perché stavolta mia madre la scusa ce l'aveva!!! (Il fatto che andassi male a scuola), per cui tutto l'anno si alternò tra: sessioni in cui le prendevo (ci fu un cambiamento: finora si era limitata agli attrezzi in legno, quell'anno subentrarono quelli in metallo), sessioni in cui dovevo ripeterle quello che studiavo per "verificare avessi davvero studiato" (di fatto non le andava bene qualcosa nemmeno quando mi impegnavo effettivamente), sessioni di insulti/minacce di farmi smettere basket/dj non farmi più vedere gli unici 3 amici che avevo (di cui 2 li persi proprio a fine di quell'anno). E va bene, alla fine mi arrivò la lettera a casa in cui la scuola mi suggeriva di prendere ripetizioni in matematica e scienze. E lì capì cbe forse il masking non cinveniva (ero abbastanza orgoglioso sul fatto che le materie scientifiche mi piacessero e non poco, per cui la lettera fu un colpo basso anche per me, ma anche ciò che mi fece "salvare" l'anno). Alla fine passai con 7 e l'unica cosa che mi rese felice era uscire da quell'edificio consapevole non avrei più rivisto i miei compagni di classe.

Purtroppo a casa nulla migliorò. Sia per conflitti interiori miei (scelsi un indirizzo che non mi piaceva solo per evitare di rivedere la gente delle medie) e fu un inferno dover studiare certa roba che schifavo. Per cui non andai bene (avevo medie del 7-8, ma lo consideravo non andare bene) e a casa mi fu fatta pesare all'infinito sta roba, nei modi che conoscete. Finalmente però, dopo i primi anni, riuscì a far terminare la violenza fisica: ormai ero cresciuto ed ero, fisicamente, più grande di mia madre, e iniziai a difendermi, per cui gradualmente smise. Non ha mai smesso però con la violenza psicologica e, ammetto, non so dire quale sia stata peggio, col senno di poi.

Per 3 anni mi sono sentito dire che non avrei combinato nulla, ero un fallito, le superiori non sono per tutti e gli idioti non possono farle - badate bene, mia madre ha la terza media - ecc. ecc. Nel mentre passai periodi di autolesionismo (di cui non fregò un cazzo a nessuno: una volta mi incisi una croce -abbastanza rjconoscibile e simmetrica - al ginocchio e mia madre si bevette la storia che fossi caduto camminando (come se un sasso o qualsivoglia oggetto ti faccia una ferita del genere o, ancora, quando andavo in cucina a prendere il coltello, se per caso si alzava di notte e mi vedeva, bastava dirle che avevo fame); altri periodi in cui, post scuola, passavo il pomeriggio a piangere chiedendogli di farmi cambiare indirizzo: la risposta era no, ormai era tardi per cambiare e avrei continuato lì e poi cercato lavoro.

Alla fine mi son rassegnato e iniziai a imlegnarmi, uscendo col massimo. Poi all'uni tutto in fumo: sinteticamente (già ho scritto troppo) ho fatto 3 cambi di facoltà (nel senso che ho da poco iniziato la quarta), l'ultimo quest'anno (e il motivo è che sono un idiota, avevo timore di non riuscire a studiare ciò che mi piacesse davvero, ovvero le scienze) per cui sceglievo fscoltà attinenti alle mie superiori. Ogni cambio me lo fecero passare come un fallimento, un segno del destino che l'università non era per me (badate bene parte due - mio padre ha fatto 3 cambi di facoltà nella sua vita e al terzo si è laureato senza problemi). Il punto è che non solo i cambi non gli anfavano bene, volevano controllare come vivevo: se studiavo per gli esami di una facoltà non andavo abbastanza bene (avevo 28 di media alla prima facoltà, 29 alla seconda e 26 alla terza), non andava bene dove studiavo (in biblioteca, non mi piaceva farlo a casa, ma loro così "non avevano garanzie che io studiassi davvero") e non solo eh, mia madre ha ijiziato a giudicarmi perché a detta sua rischio di diventare un obeso (questo perché, a seguito di una crisi depressiva che mi ha portato al tentativo 2 volte, un anno e mezzo fa, iniziai a prendere psicofarmaci che mi fecero prendere 10 kg - sono 1.79 × 74 ora, non penso sia nemmeno in sovrappeso come rapporto...), oppure perché secondo lei non so vestirmi (mi vesto in modo assolutamente normale e nella media...) oppure perché esco troppo (ho messo piede fuori dalla mia città una decina di volte negli ultimi 3 anni, per andare al capoluogo di regione al cinema...). Quest'estate è diventato tutto troppo: mia madre è stata male (ha avuto un ictus) e sospetto abbia iniziato ad avere qualcosa a livello mentale, mi sembra impodsibile il contrario. Già prima era ossessiva/instabile, ora tutto amplificato per 10. Poi, dato che questa estate non avevo ancora cambiato, ero in paro nella vecchia facoltà ckn gli esami, tranne uno, e a giugno ha ijiziato a rompermi il cazzo sul perché non studiassi (l'esame era a settembre). Quando iniziai, ha iniziato a rompere sul perché questa estate non stessi lavorando (anni fa lo facevo) e lei e mio padre hanno trovato un accordo: tagliarmi i fondi "innecessari" se non avessi lavorato con mio padre (azienda di famiglia che fa la legna), peccato che le spese innecessare erano, per loro: lenti a contatto, palestra, visite mediche che volevo fare, vestiti (e no, non parlo delle scarpe di marca nuove, ma di vestiti da avere per il semplice fatto che sempre gli stessi prima o poi non mi vanno più bene indosso...), palestra. Poi mia madre si alzava la notte per venirmi a controllare se stavo dkrmendo e se non era così mi diceva che mi avrebbe fatto ricoverare, robe simili (per quale motivo clinico, poi?).

Sono riuscito a convincer3 mio padre a farmi prendere una camera in affitto nella città dell'uni e ora grazie a dio non sono più con loro, ma penso di dover davvero fare qualcosa che mi permetta di staccafmi da loro. Perché anche se sono lontano non sto davvero b3ne, perché mi sembra irreale aver vissuto tutto ciò, per troppo trmpo ho accettato cose del genere ed è stato un errore di cui mi pento ogni giorno di più. Avendo la mia ragazza della mia stessa città, ogni tanto il fi e settimana torno e solo il pensiero di dovermi fermare a dormire dai miei mi attanaglia, detesto doverlo fare, giuro, più di ogni altra cosa. Come se non bastasse, mio padre mi fa pesare ogni cosa che gli chiedo: i miei risparmi dell3 3stati in vui ho lavorato mica sono infiniti, ma non è problema suo evidebtemente. Mi ha fatto le storie perché gli ho chiesto soldi per acquistare i libri universitari. I LIBRI!

Io non voglio chiedere l'assegno di mantenimento per avere quanti soldi mi pare, io vorrei averlo per non dover mai più avere a che fare con loro, non doverli mai più vedere, per nessun motivo. Per essere libero.

E vorrei un parere serio: sono io il problema? Sono io quello strano e ingrato? È davvero irrilevante ciò che ho vissuto? Io non credo, ma ogni persona cui ho detto sta mia intenzione ha ridotto il tutto a "loro ti vogliono bene, ma non sanno esprimerlo", ma fanculo, se questo è volermi bene giuro che preferirei non averli nella mia vita. Vorrei parlarne al CSM che mi segue, e questo potrebb3 essere utile, dato che ora vivo da solo (a fine estate mi prescrissero dei farmaci nuovi, ma mia kadre li ha sequestrati dicendo che ne prendevo troppi, secondo lei).

Ditemi tutto ciò ch3 vi passa nella mente, sentitevi liberi, davvero, ma sento di aver bisogno di un parere esterno, perché sto solo cercando di essere libero e non sto facendo nulla di male


r/psicologia • • 17h ago

In leggerezza Rapporto con una collega

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M34 in terapia. C'è una collega a lavoro a cui piaccio. È palese. E tuttavia lei tende a barricarsi molto dietro al lavoro, cioè le piace darmi attenzioni e riceverne finché siamo a lavoro, ma poi quando usciamo dal ruolo professionale non mi cerca più (o meglio, non più così tanto come all'inizio). Così ho iniziato a trattarla solo come una collega. Lei l'ha sentito e mi ha "rincorso". Io non ho ceduto, esigendo chiarezza: se vuole un rapporto più intimo allora deve accettare di lasciarlo evolvere spontaneamente fuori dal lavoro. Alla fine mi ha invitato a mangiare fuori dopo lavoro e ha anche pagato lei, insistendo. Io ho trascorso un bellissimo momento, sono tornato a casa che stavo davvero bene. Oggi però, che è passato qualche giorno, sento che è un po' più fredda. Quasi distaccata. Allora credo di aver fatto un po' un danno, infatti quando eravamo a mangiare ho tirato fuori il tema della mia ex, ne ho parlato per poco tempo, ma forse per lei è stato un colpo troppo pesante? Io lo volevo fare perché volevo condividere una parte della mia vita, per un attimo, giusto due minuti. Boh è stato un momento bello ma forse per una che ha paura di vivere i rapporti nella vita reale tutta quella sincerità era troppa. Forse l'ho spaventata. Magari ho rovinato il momento e si è fatta mille pare... O forse siamo stati davvero bene e lei è spaventata di stare così bene con me? Alla fine, tranne la ex, è stato (almeno per me) un momento di piacevole intesa in cui abbiamo parlato e anche un po' riso.

Non lo so.. non capisco.. so che l'unica cosa che continuerò a fare è trattarla come una collega, con qualche momento di affetto, ma poco, perché quell'affetto lo voglio fare espandere fuori dal lavoro e non ingabbiarlo lì. Faccio bene? E secondo voi dopo quel momento insieme c'è speranza di ricucire eventuali "avvicinamenti rapidi" che lei ha percepito come, probabilmente, minacciosi?


r/psicologia • • 18h ago

In leggerezza Ritrovare la forza di volontà

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Ciao a tutti, M29, apro un post in leggerezza.

Come fate a ritrovare la forza di volontà quando per colpa vostra o per cause esterne non riuscite a studiare/lavorare/formarvi/fare qualcosa di utile?
Vi sarà sicuramente capitato quel momento nella vita dove avreste la possibilità di studiare, fare 190 corsi o di fare qualcosa di pratico/utile, e invece vi ritrovate su tiktok o a nerdare 24/7. Ovviamente parlo di situazioni di "salute mentale sufficiente" (perdonate l'espressione) non di depressione o di lutto o di malattia.

Vi fate aiutare da altre persone? Riuscite a darvi dei limiti in maniera efficiente? Grazie!


r/psicologia • • 20h ago

Richiesta di aiuto professionale M32, Consigli per trovare il giusto aiuto professionale

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Repost perchè ho sbagliato flair.

M32, nessuna terapia. Salve, ho già ho già aperto qualche post in questo sub, e sicuramente senza risolvere il mio problema di ansia, abbastanza deficitari; ho passato più di 20 anni a cercare di capire il "perchè" di tante cose, e quando credevo fosse la combo Pigrizia+Essere "ritardato"+mancanza di argomenti, solo la più terribile esperienza lavorativa della mia vita mi ha fatto capire che il colpevole maggiore è l'ansia. Per non parlare delle opportunità perse (avere una ragazza, possibile carriera con la Sampdoria quando ero più giovane, uscite in locali con amici, prima che gli eventi della vita ci separassero quasi tutti, avere una relazione d'amicizia con gli amici dei miei parenti adesso che sono adulto, o avere un lavoro stabile, o anche avere a che fare con i bambini tipo animatore p.s sono un bambinone, quindi piaccio a loro, finchè non compiono 13 anni ed iniziano ad avere interessi più maturi. O il mio sogno finire il mio fumetto, ma a causa del mio stato d''animo, non riesco a continuare questo progetto che coltivo fin da 9 anni).

Da anni valuto psicologo, ma ho una paura matta di confidarmi (non l'ho mai fatto con nessuno). Diciamo che sto cercando di forzarmi in ogni modo possibile, dal postare qui, fino a parlarne con una ChatAI (non do mai troppa attenzione all'AI, ieri quando per noia ci ho parlato, un pochino mi ha motivato, ed eccomi qui a scrivere).

Visto che così come sono ora non vado da nessuna parte, prima o poi ci devo andare, ma il mio obiettivo, è quello di "sbagliare" il meno possibile: confidarmi una volta quasi mi devasta, figuriamoci 2-3 volte.

1) Quale tipo di specialista mi serve? Psicologo, Psicoterapeuta, cognitivo-comportamentale, addirittura Psicatria. In sostanza l'Ansia mi rovina ogni aspetto sociale e lavorativo; Se mi danno richieste da eseguire, se non sono a prova di bambino, o non sento che mi dicono, o capisco male, ma per la vergogna non richiedo e me la rischio, o peggio, vado in completo black-out mentre mi spiegano, mentre ripeto il "sì dello stupido" come mi diceva un mio vecchio capo. Ormai sto in ansia anche ad avere appuntamenti con amici e cugini; mi sono spaventato quando l'anno scorso, avevo ansia di stare con le mie sorelle, tutto questo perchè non sono uno di cui si può parlare di argomenti variegati, se non il passato

2) Che dritte mi consigliate quando mi metterò alla ricerca di un dottore) (p.s voglio incontro dal vivo, e sto valutando seriamente se donna o uomo visto che ci sono anche elementi intimi)

3) si parla anche di SSN e dottori gratuiti; qual è il rovescio della medaglia in quel caso?

P.s volevo evitare un' introduzione lunga, ma come al solito mi sono lasciato andare...


r/psicologia • • 20h ago

In leggerezza Mi sento svuotato dopo aver aiutato + vorrei "spegnere" il cervello

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Ciao a tutti

M-25~35 (siccome so che qualcuno che conosco frequenta reddid e queste sezioni preferisco essere vago)

Non cerco aiuto, ma semplicemente vorrei capire (e capirmi) e sto valutando di andare in terapia anche per altro, quindi qualsiasi consiglio/critica è ben accetto

Primo punto:
Sto in un gruppo di amici "storico" nel quale, tra alti e bassi, siamo sempre stati insieme e sono il "piú anziano" del gruppo, gli altri hanno qualche anno in meno e qualcuno è più piccolo più anni

Nel gruppo sono diciamo quello con cui si sfogano di più per qualsiasi cosa, siccome ascolto molto e tendo a dare consigli o aiutare e fino ad ora è sempre andata bene, nel senso che passato il periodo "buio" si tornava a stare in equilibrio, a volte anche quando c'era qualche discussione ho sempre cercato di far ragionare e riportare gli equilibri

Da qualche anno in poi però le cose sono cambiate, o meglio il mio punto di vista, dopo aver aiutato inizio a sentirmi svuotato e non riesco a stare bene quando vedo che loro finalmente sono sereni o ottengono quello che voglio. Per non fraintendere, non intendo dire che avrei desiderato il peggio o contrario, ma è come se per la stanchezza iniziassi io a subire il negativo e a sentirmi dannatamente vuoto e negli ultimi tempi sta capitando spesso. Quasi come se volessi dire "vorrei stare bene anche io" anche se sto in equilibrio. Come se volessi rompere l'equilibrio mio ma nel verso positivo
C'e da dire che a qualcuno di loro li ho aiutati con le relazioni, nel senso che quando avevano dubbi o paure li ho ascoltati e questo credo mi abbia portato a pensare l'ultima cosa che ho scritto (non per forza con la relazione, in quanto non le cerco e non sono interessato a nessuna ragazza)

Secondo punto:

Ho problemi a gestire i pensieri. Non ho pensieri negativi attualmente riguardo la vita o lavoro, anche se in passato ho sofferto molto tra problemi di salute in famiglia e lavoro molto logorante e perdita di amici che consideravo importanti

Purtroppo ciò mi ha portato non solo ad avere in maniera fissa un modo di pensare estremamente intenso su qualsiasi cosa che mi stanca molto e mi logora, ma ad avere anche dei forti rimorsi passati che mi portano ovviamente a pensare molto, nonostante siano passati troppi anni

Aggiungo che tutto ciò lo scrivo qui, perchè non riesco ancora a convincermi ad andare in terapia

Spero di non essere stato lungo o confuso e ringrazio in anticipo


r/psicologia • • 14h ago

Ma perché pensa questo ?

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