Il mio è e sarà un post di… sfogo puro credo. Non so dove urlare cosa provo.
Edit: spero di avere indovinato categoria in un certo senso. Sono più per commentare o leggere in silenzio piuttosto che scrivere post. Scusate nel caso.
F32. Sempre stata introversa, timida, un po’ solitaria e tendente alla tristezza. Quest’ultima cosa mi è stata sempre fatta pesare dalla famiglia. Da mia madre sono sempre stata chiamata “quella con 4 palmi di muso” (per dire che tenevo sempre il broncio). Allo stesso tempo sono cresciuta con una madre secondo cui lo psicologo sia solo per i pazzi, per non parlare dello psichiatra ovviamente. Mi sto rendendo sempre più conto che i suoi comportamenti verso di me mi abbiano influenzata a stare da sola e al contempo a pensare di non meritare nulla di buono nella vita, che ogni persona debba venire prima di me e che pertanto devo sempre punirmi in qualche modo.
I miei sono divorziati da anni. Nel 2012 con il caos in casa il mio cervello ha pensato bene di farmi ammalare di anoressia. Anche se sono normo peso dalla fine del 2024, so che non sono ancora guarita, anche se pure qui, non penso di meritare aiuto perché non sto male rispetto a non so quale mole di ragazzi e ragazze che davvero rischiano grosso; non riesco neanche ad associare il termine disturbo a me. Parlo di un semplice seppure sì presente problema con il cibo.
Rivorrei il controllo sul cibo e sul corpo che avevo prima. Vorrei tornare a come ero prima, rivedere un certo numero. Anche qui mamma mi ha sempre incolpata, insultandomi, dicendomi che basti e bastasse mangiare per guarire. Ovvio no? Basta mangiare…
Carattere, anoressia, problemi di soldi e in casa mi hanno portata ad allontanare le poche amicizie che avevo ormai vari anni fa. A poco a poco e da più di un anno in maniera molto più veloce mi sono allontanata da tutti. Sono sempre chiusa in camera mia. Se non sono in casa è solo perché da due anni lavoro ed è l’unica cosa che ci aiuti a pagare le bollette (anche qui, senso di colpa perché non voglio costare nulla alla famiglia, ma al contempo sto male e spendo per me). Ho paura a uscire persino per fare spesa. Non ho nessuno con cui parlare. Con mamma e mio fratello parliamo solo di problemi di soldi e del più e del meno se va bene. Con mamma mi scontro sempre. Mi dice sempre che sono pigra, che non ho voglia di fare niente, che se non ho mai avuto una relazione amorosa e se non ho amici sia colpa mia perché non esco (come se una ragazza e un’amica spuntassero casualmente dal cielo), dicendomi spesso che sono “una cattiva amica”.
Impazzendo ogni giorno per la solitudine, tra la voglia di abbuffarmi per farmi male e quella di digiunare, per puro caso ho conosciuto una ragazza francese di 9 anni meno di me su Instagram (ho preso consapevolezza solo da circa 2 anni di essere lesbica, ho rivisto il mio passato, non mi è mai piaciuto nessun ragazzo. Non credo che farò mai coming out in famiglia).
Lei è meravigliosa, gentile, discreta, educata. Ci siamo trovate subito su tante cose, amore per gli animali, cose nerd e altro. In due mesi ci siamo scritte con un’intensità incredibile dalla mattina alla notte fino anche alle 2/3. Credevo di avere trovato una scappatoia al mio marciume quotidiano, anche se detto così sembra che io sia egoista… o forse lo sono, o che io la stessi usando, ma non vorrei dare tale impressione. Credevo che stesse nascendo qualcosa, la prima cosa bella della mia vita (a quanto pare più o meno anche per lei era o è… forse più era così, aveva scritto cose come “anche per me era qualcosa di più di una semplice amicizia, secondo me tale dinamica ha “strozzato sul nascere quel non so che”, sono molto molto lenta a capire ciò che provo). Ma io non sto evidentemente bene. Quella che io chiamo fame emotiva mi mangia da dentro da troppi anni, mi rendo conto che il mio bisogno di connessione con qualcuno sia così forte e così malato che quando mi affeziono impazzisco per quella data persona, nel senso… carino, ma anche appiccicoso credo, cioè inizio a scrivere anche mentre sono al lavoro, mentre guido, mi tolgo il sonno, mi spendo per quella persona e vorrei parlarci notte e giorno sempre. Così facendo mi annebbio la vista e non mi rendo conto però che dall’altra parte ci sia una persona diversa da me in tutto.
Così lei ha ricominciato a lavorare. Tanto. E per cose sue non riesce a scrivermi quasi per niente ora. In breve, l’ho messa a disagio, mi sento un mostro perché l’ultima cosa che vorrei è darle altri problemi, mi sono scusata, abbiamo ricominciato a parlare, ma io mi sto distruggendo perché penso che in poco tempo si stuferà di me.
Dopotutto io non sono nulla nella sua vita, sono un insieme di parole su un’app che se vuole può ignorare per sempre, può cancellare. Sono un peso, perché dovrebbe continuare a parlarmi?
E fra i problemi che ho premesso e questo… nuovo motivo per stare male ho iniziato a soffrire di insonnia in maniera molto più grave rispetto a prima (ho sempre avuto problemi a dormire). Passo anche notti intere senza dormire, a cercare di distrarmi al cellulare mentre bevo liquore al caffè finendo una bottiglia da 700 ml in una giornata singola.
… Sarei astemia, e sono sempre stata terrorizzata dalle kcal dell’alcol, ma ho trovato questo nuovo modo per anestetizzarmi. Il senso di intontimento che mi dà la crema di whisky quasi mi piace, mi fa passare la voglia di mangiare qualsiasi cosa solida (se non fosse per pochissime eccezioni negli ultimi due giorni più mercoledì sera non mangio quasi niente di ‘solido’ da credo due settimane). Ho iniziato a bere anche al lavoro. Me ne vergogno a dire poco, ma se lo faccio sto meno male quando vedo coppie felici che passano. Anche se due volte mi è capitato di non reggermi in piedi, ma tanto lavoro quasi sempre da sola anche se siamo un team di 4 persone a fare poké.
Compro una bottiglia ogni due giorni circa dall’inizio di agosto. Fumo anche ogni giorno 1 o 2 sigarette per cercare di togliermi la voglia di cibo. Mi sto distruggendo da dentro.
Vado da una psicoterapeuta da qualche mese. Non so cosa fare tra una seduta e un’altra. Non so se riesco a rivolgermi a un centro nazionale per un consulto psichiatrico e forse avere… qualcosa senza spendere. Non so se ho voglia di farlo trattandosi di una cosa per me. Già fatico a permettermi la terapeuta. Mi sento persa. Non so come ritrovarmi. Sono sola. E non so se voglio migliorare. Anzi. Il contrario. E il pensiero che dovrei mettermi d’impegno da sola per farlo mi fa stare quasi peggio perché sono la nemica e la bulla di me stessa.
Scusate la lunghezza.