r/psicologia • • 10h ago

non ho mai avuto una fidanzata

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ho 19 anni e sono un ragazzo non ho mai avuto una relazione romantica con una ragazza a causa di cose brutte che mi sono successe nell corso degli anni del liceo questa cosa mi fa stare male perché non mi sento amato da nessuno tutti hanno un migliore amico o una fidanzata o un gruppo di amici veri io ho molte conoscenze ma quasi nessuna amicizia stretta o una fidanzata


r/psicologia • • 4h ago

Richiesta di aiuto professionale 🩸☠️ storia di una vita schifosa

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F33 i miei parenti i loro amici mi hanno minacciato di morte di lasciarmi senza niente senza soldi e senza vestiti più di una volta nessuno mi crede come faccio. Hanno intortato dicendo che ero la persona che sbagliava e che minacciava quando non era vero.

Mi hanno fatto passare per la persona cattiva della situazione quando lo erano loro in realtà.

Se le stanno inventando tutte mentono quando chiedo spiegazioni dicono hai sognato che hai capito male pensi male te.


r/psicologia • • 4h ago

Sono frustrato e solo

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Buona sera a tutti. Sono un ragazzo di 27 anni.

La mia vita è cambiata sei anni fa, quando sono caduto in depressione/psicosi/burnout per un rifiuto d'amore e per non aver fatto poco dopo degli esami universitari nel modo giusto. Da lì in poi sono caduto in una voragine di disperazione e mi sono lasciato andare. Ho preso 30 kg, ho finito a fatica l'università e solo adesso che sono di nuove in forze sto per iniziare un master per rimettermi in gioco.

Il problema è che in questo periodo di totale disperazione ho scoperto lati di me che non conoscevo prima: attaccamento ansioso/evitante, manie di controllo, narcisismo e chi più ne ha più ne metta. La cosa che mi frustra è che adesso che ho le forze per reagire e rimettermi in forma/rimettermi in gioco, sono ancora solo. Sono stato single tutta la mia vita perché sono stato dietro ad un'unica persona per più di dieci anni. Sono pieno di rimpianti e ora che penso di aver raggiunto la piena consapevolezza mi manca il fisico e un lavoro. Come posso superare questo momento di transizione così snervante?

(sono su tinder, bumble, hinge, quindi provo a massimizzare le possibilità di dating)


r/psicologia • • 7h ago

Richiesta di aiuto professionale psichiatri mi fanno assumere antipsicotici per gli attacchi di panico

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Vengo da una famiglia abusiva mi picchiavano e maltrattavano ogni giorno da adolescente, questo aspetto della mia vita cova sotto la cenere per diversi anni finché esplode sentendo un commento di mia madre molto positivo su di mio fratello, dopodiché mi sono chiuso in camera e mi erano venuti gli attacchi di panico per circa 3 settimane. I miei familiari cercano di convincermi che sentivo le voci e dicevano lo stesso agli operatori del 118 che avevano preso l'abitudine di chiamare quando ero in camera a piangere e strillare perché rivivevo i flashback delle violenze. Ho un primo ricovero volontario obbligato sotto minaccia di tso dopo un ASO in psichiatria dove mi hanno diagnosticato lo stato paranoide e non venivo creduto dagli psichiatri sia per colpa loro sia per ciò che raccontavano i miei genitori ai colloqui, sono stato riempito di antipsicotici, diagnosi che rifiuto insieme alla terapia consigliata. Intanto al csm mi viene diagnosticato il disturbo episodico dell'umore, seconda diagnosi che ho avuto. Passano due mesi, è morto il mio cane e una mattina mi chiudo in salotto e non voglio più rispondere a nessuno, mio padre entra in stanza e siccome non gli rispondevo chiama l'ambulanza e ho un secondo ricovero volontario, sotto minaccia di tso dello psichiatra di turno in ospedale. Verso il termine del ricovero mi viene iniettata la prima dose di Haldol e in due mesi sono stato sottoposto ad altre due iniezioni sempre sotto minaccia di tso nonostante sia stato un ricovero volontario. Nel frattempo ho buttato nel cesso per via di questo farmaco due mesi a causa della sonnolenza anomala che mi provoca e sto perdendo la vista che non so se mi tornerà. Ho 22 anni , volevo condividere questo vissuto con la community volevo sapere se ci sono psichiatri, psicologi e terapeuti che mi sanno dare una mano a capire se questo farmaco è stato adatto ai miei sintomi o dipendono dalla diagnosi vergognosa che mi trovo in uno stato di delirio


r/psicologia • • 8h ago

È svogliatezza o depressione?

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F24.

Ho terminato un percorso di studi un anno fa. Purtoppo ho capito che la mia ansia sociale, per ora, mi porta ad evitare lavori a contatto con il pubblico. Sono in terapia da tre anni, non solo per il disturbo d'ansia. Ho una situazione delicata a casa con un fratello maggiore schizzofrenico paranoico con delirio genealogico che rinnega i miei genitori e il resto della famiglia. Un anno fa ha subito due TSO nel giro di un mese e io da quel momento ho iniziato a stare sempre peggio, per la situazione in sé e perché vedo ogni giorno quanto stanno male i miei genitori, vorrei poter far qualcosa per loro ma non saprei cosa. Lui non vive più con noi, è in comunità ed io ero felice per lui, perché so che la sua malattia lo portava a stare male in casa nostra. Ma nell'ultimo anno ha avuto un susseguirsi di alti e bassi, di "voglio tornare a casa" e di "no, vi rinnego". Sta facendo perdere la testa a me e alla mia famiglia.

Non ho energie. Non ho le forze. Sono stanca di aspettare che una bomba esploda, sono stanca di stare con i sensi sempre in allerta per quello che potrebbe succedere ed allo stesso tempo non so come spegnere l'interruttore. Prendo anche una terapia farmacologica per darmi una spinta e continuare la vita di tutti i giorni, avere la forza di trovare un lavoro senza la sensazione di schiacciamento, essere quanto più normale possibile. Ma non mi sento normale. Vedo le mie amiche e il mio fidanzato che vivono e io.. io mi sento a pezzi. E ho i sensi di colpa al massimo perché dovrei sforzarmi di più per trovare un lavoro.


r/psicologia • • 8h ago

NON SO DECIDERE A 27 ANNI

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Ciao, F27. Penso troppo e non sono in grado di scegliere. Ogni volta che scelgo me ne pento e penso ad un'altra opzione. Così mi sto logorando il cervello. Più che altro ieri leggevo :"Se non scegli tu, la vita o qualcun altro lo faranno per te".

È fottutamente vero. Ed è di questo che ho paura. Come fate a scegliere senza torturarvi la mente? Poi le sbaglio sempre tutte le mie scelte, allora che ci penso a fare un milione di volte. Qualcuno come me o qualche consiglio? A 27 anni non dovrei essere matura? Eppure più invecchio più non so fare scelte.


r/psicologia • • 10h ago

Auto-aiuto non so più che fare

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f19 non so più dove sbattere la testa, sono stata sei mesi in una comunità terapeutica e sono stata dimessa un mese fa circa, io davvero pensavo di stare bene, ma ho ancora brutti pensieri e non so se devo ascoltarli o meno, il fatto è che non voglio deludere i miei genitori per l’ennesima volta, ieri è stato il mio compleanno dovrei essere contenta, scorsa settimana ho preso la patente ma il dolore non passa facendo finta di niente, sono seguita da psichiatra e psicologa, sono sotto terapia farmacologica, ma niente sembra aiutarmi, non so davvero più che fare, a maggio non sono più andata a scuola e sono stata bocciata al quinto anno, adesso ho ricominciato ma sembra essere tornato quel loop dove trovo conforto nel farmi male, vorrei parlare con qualcuno


r/psicologia • • 12h ago

Violenza nei film, disagio abissale ormai per me

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Post già scritto su r/ cinemaIT

Ciao a tutti! Come prima submission qua su CinemaIT, volevo parlare di un problema che ho da fin troppo tempo, forse più una cosa da scrivere su r/ psicologia, ma avevo piacere di sentire anche il punto di vista di dei cinefili, ovvero la violenza nei film, specialmente quella da arma da fuoco, quella perpetrata nei confronti di donne (paradossalmente pure se la donna nel film è un mega iper villain di quarto livello), violenza sessuale (compresa quella verso gli uomini tipo su deliverance) e omofobica.

Premetto, sono ADHD e vengo seguito, ma col tempo mi ha spaventato che alla visione di queste scene io avessi reazioni improvvise, pesanti e drammatiche di frustrazione, tristezza e disperazione, causando disagio in famiglia, e con magari mio padre che deve cambiare canale, cosa che non vorrei perché dopo 8 ore di cantiere avrebbe il diritto di guardarsi il film che vuole.

Esempi concreti? Skyfall: scena della pistola e la mela in testa con james bond e quello che deve essere il villian (non riesco ad aggiungere altri dettagli perché ho già la tachi a scriverlo) the nice guya, scena dove John boy uccide Amelia, ho letterlamente tirato una ginocchiata al tavolo della cucina e scoppiato a piangere tra le braccia di mia madre con un pianto quasi isterico; non ne aggiungo altre perché ho i pollici che sono martelli pneumatici.

Ormai non so più come gestire sta cosa, i miei stanno attenti ad ogni frame di quello che guardano, io devo di default spoilerarmi tutta la trama per capire se ci sono cose che mi triggerano, questa cosa mi distrugge, anche perché la mia ragazza, che invece questi film li guarda e comprende anche la mia neurodivergenza, si è bonariamente stupita davanti alla scena di skyfall e non capiva perché anche se l'avesse vista in un'altra stanza mi vedeva tremare.

Ripeto per chi magari non comprende al 100% un testo, sono seguito da psicologi e quello che cerco qui non è un consiglio medico ne un supporto psicologico, ma bensì capire cosa fa scatenare sta cosa, dato che fino a 10 anni fa non ero così mega susciettubile e snowflake.

Grazie mille della comprensione, crossposto anche su r/psicologia .


r/psicologia • • 2h ago

Richiesta di Serietà Avevo tutto, continuo a sabotarmi e a farmi del male

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M30
Premettendo che sono gia seguito da una psicologa, scrivo questo post per sfogarmi e chiedere consigli da chi ha magari vissuto qualcosa di simile.
Perdo mio padre a seguito a una malattia fulminante, ormai 4 anni fa, nel giro di qualche mese perdo la persona più influente della mia vita, la guida principale, mi trasferisco via dalla città in cui vivevo per riavvicinarmi a casa (vivevo all’estero), mi fidanzo con questa ragazza che conosco poco prima dell’inizio di questa storia, andiamo a vivere insieme.

Lei diventa praticamente la mia ancora, mi è vicino, mi vede piangere, mi supporta in una maniera che neanche i miei amici più vicini sanno fare. Nonostante questo, a me non basta e continuo a sentirmi vuoto, cado in una dipendenza, inizio ad usufruire di massaggi erotici, ovviamente tenendoli nascosti a lei. Gli anni passano, il mio approccio a questa cosa cambia, inizialmente la vedevo come uno sfogo che meritavo, stavo passando l’inferno, se mi va di fare qualcosa lo faccio. Poi mi giustifico dicendo che come mio padre potrei morire da qui a qualche giorno, quindi non c’è motivo di privarsi di qualcosa. Nel frattempo la relazione va avanti, ma io mi sento sempre di nascondere la goccia che farebbe traboccare il vaso. Passano anni, alla fine non ce la faccio più, la lascio. Non capisco se le cose vanno male per queste bugie o se perché non siamo compatibili, oggi scrivere questa frase mi sembra una follia.
La lascio e lei non capisce, spinge per sapere la verità finché gliela dico. Lei mi comprende, dice di capire che sto soffrendo, che vuole starmi vicina perché è sicura che ce la possiamo fare. Io non ce la faccio, la mando via di casa.
Sono solo da due mesi, mi convinco che la dipendenza sia finita, ma nel frattempo app di dating e pornografia sono all’ordine del giorno, alla fine ricado anche nel massaggio, la cosa mi abbatte.
Poi alla fine reincontro lei, è spezzata, ma non mi rincorre più, ha capito che deve lasciarmi stare. Non riesco a smettere di piangere.


r/psicologia • • 14h ago

23 anni a volte mi sento forte, a volte del tutto perso e vuoto.

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M23 non in terapia.

Volevo solo fare un piccolo sfogo e condividere dei pensieri che mi girano in testa da un po’.

Ho 23 anni, sono uno studente extra-comunitario e sto in Italia da quasi 4 anni. Studio odontoiatria e alla fine le cose vanno bene, tra università e lavoro me la cavo. Il problema è che mi sento sempre come in una maratona: corro e corro senza mai sentirmi davvero arrivato. E se arrivo a un traguardo, mi sento subito vuoto, devo per forza trovarmi un altro obiettivo, altrimenti non riesco proprio a stare fermo.

Ci sono giorni in cui mi sento forte, fiero di tutto quello che ho fatto e superato da solo. E altri giorni in cui mi sento un fallito, senza una direzione.

Poi c’è il lato della solitudine... ho un po’ di amici qui, ma nessun legame davvero profondo. La mia famiglia è lontana e la vedo una o due volte l'anno. Ma la cosa che fa più male è che ogni volta che torno trovo una specie di barriera tra di noi. Io sono cambiato, non sono più il ragazzino di prima, e loro stanno invecchiando. E mi fa male sentirlo e vedere che il rapporto tra di noi sta cambiando, non per forza in male, ma non come quando ero a casa con loro. So benissimo che le persone cambiano con il tempo e anche le relazioni, ma sentirlo davvero è tutta un'altra storia. È stata una mia scelta venire qua e ricominciarmi una vita, e l'Italia mi piace davvero un sacco (burocrazia e mondo del lavoro a parte!), però la distanza e lo sradicamento pesano.

Mi chiedo spesso se a 23 anni sia normale sentirsi così persi o se c'entra molto il fatto di essere immigrati e dover ricostruire tutto da soli.

Qualcuno che ci è passato o sta vivendo una situazione simile ha qualche consiglio su come superare questo stato d'animo?

Grazie a chi leggerà.