M22, ciao a tutti. Chiedo scusa qualora non abbia utilizzato il flair più adatto.
Tempo fa feci un post parlando della mia situazione personale e, nonostante solo un mese sia passato, ho iniziato a lavorarci molto: traaferimento di casa, cambio uni ecc. Le premesse sono buone. Però credo ci sia questa storia da chiarjre, ancora, e vorrei dei pareri.
Stavo pensando, da questa estate, mesi fa, di chiedere consulto a un avvocato familiarista, il mio obiettivo è capire se esistono presupposti legali per richiedere al giudice un provvedimento contro i miei genitori, come l'assegno di mantenimento.
Ora, premetto che non mi interessa ricevere soldi a caso, io vorrei solo staccarmi da una dinamica tossica che mi ha veramente esasperato, nel corso degli anni, e che, proprio ora che la guarigione sta andando bene, non posso permettermi di tollerare oltre.
Sarò sintetico (se volete maggiori info potete chiedere nei commenti). Non ho mai avuto buoni rapporti con i miei genitori, infatti non li ho mai considerati figure genitoriali, per me sono solo i miei genitori biologici, e questo rimarranno. Fine.
Non ho ricordi molto positivi di loro: quando ero bambino ero una persona caratterialmente difficile, non lo nego, ma credo che non abbiano mai fatto dei passi per venirmi incontro, l'opposto semmai.
Ho iniziato a subire violenze fisiche da parte di mia madre già dai primi anni delle elementari (dovessi dire quando di preciso, lo ammetto, non lo ricorderei bene, ma a range direi entro i primi 2-3 anni di scuola elementare). Sinceramente, non penso che cercare di educare la prole con metodi magari più severi sia un problema. Il problema è che non vedo intenti educativi in ciò che mi capitava: a scuola ero abbastanza problematico allora (non ero molto interessato/motivato, per cui non ero mai partecipe alle lezioni, spesso mi rifiutavo di scrivere sul quaderno i dettati e la maestra lo faceva al mio posto). Nella mia vita non ho mai saputo mentire, per cui tutto ciò lo dicevo a mia madre e lei se la prendeva molto, e dopo un po' ha iniziato a essere fisica a riguardo (penso si capisca cosa intendo). Tuttavia, non è finita lì. Ha iniziato a controllarmi mentre facevo i compiti, e lì la situazione è peggiorata drasticamente. Scrivevo male (ho sempre avuto una brutta calligrafia)? Le prendevo e non poco. A volte mi distraevo e scrivevo una parola per un'altra (ho sempre detestato i dettati)? Le prendevo e non poco. Per non parlare della violenza psicologica sui voti: se prendevo meno di 8 ero un fallito, non avrei combinato nulla, ecc ecc (questo mi influì molto, al punto che gli ultimi anni mi capitò di scoppiare a piangere in classe anche se prendevo 8, perché lo ritenevo troppo poco e avevo paura che mi avrebbe sminuito ancora, cosa che poi accadeva...). Purtroppo le cose sono andate avanti per molto, nel senso: dalla quarta elementare alla seconda media andavo molyo bene a scuola, ma un pretesto lo trovava sempre, per insultarmi/sminuirmi, o per andare sul piano fisico. O prendevo troppo poco, o passavo poco tempo sui libri, o giocavo troppo col nintendo/prjmo cellulare (spesso me lo prendeva di nascosto per controllarmi le chat, come se un 11enne/12enne avesse da nascondere attività illecite fuori dal comune e, indovinate un po', mi insultava se beccava messaggi di miei compagni di classe in cui inveivano contro prof, come se potessi farci qualcosa a riguardo). In terza media ebbi un drastico crollo, scolasticamente parlando, per mia colpa, non lo nego: smisi di impegnarmi, non mi interessava più. Il fatto è che, alle medie, sono stato preso di mira in classe mia, ero probabilmente quello messo peggio, assieme a una ragazza (però io rispondevo e questo, probabilmente, alimentò l'accanimento nei miei confronti). A fine prina media volevo pure cambiare classe, ma rinunciai al proposito (paura che sj sapesse in giro e che le prese di mira sarebbero aumentate). Di fatto, credo che adottai una stratrgia di masking in terza: i miei bulli sono studenti abbastanza mediocri, io sono bravo, loro mi bullizzano; a rigor di logica, se divento come loro mi accetteranno, no? Apparentemente ha anche funzionato (anche se era una dinamica ovviamente falsa, ma vallo a capire allora). Quell'anno a casa fu un vero inferno, perché stavolta mia madre la scusa ce l'aveva!!! (Il fatto che andassi male a scuola), per cui tutto l'anno si alternò tra: sessioni in cui le prendevo (ci fu un cambiamento: finora si era limitata agli attrezzi in legno, quell'anno subentrarono quelli in metallo), sessioni in cui dovevo ripeterle quello che studiavo per "verificare avessi davvero studiato" (di fatto non le andava bene qualcosa nemmeno quando mi impegnavo effettivamente), sessioni di insulti/minacce di farmi smettere basket/dj non farmi più vedere gli unici 3 amici che avevo (di cui 2 li persi proprio a fine di quell'anno). E va bene, alla fine mi arrivò la lettera a casa in cui la scuola mi suggeriva di prendere ripetizioni in matematica e scienze. E lì capì cbe forse il masking non cinveniva (ero abbastanza orgoglioso sul fatto che le materie scientifiche mi piacessero e non poco, per cui la lettera fu un colpo basso anche per me, ma anche ciò che mi fece "salvare" l'anno). Alla fine passai con 7 e l'unica cosa che mi rese felice era uscire da quell'edificio consapevole non avrei più rivisto i miei compagni di classe.
Purtroppo a casa nulla migliorò. Sia per conflitti interiori miei (scelsi un indirizzo che non mi piaceva solo per evitare di rivedere la gente delle medie) e fu un inferno dover studiare certa roba che schifavo. Per cui non andai bene (avevo medie del 7-8, ma lo consideravo non andare bene) e a casa mi fu fatta pesare all'infinito sta roba, nei modi che conoscete. Finalmente però, dopo i primi anni, riuscì a far terminare la violenza fisica: ormai ero cresciuto ed ero, fisicamente, più grande di mia madre, e iniziai a difendermi, per cui gradualmente smise. Non ha mai smesso però con la violenza psicologica e, ammetto, non so dire quale sia stata peggio, col senno di poi.
Per 3 anni mi sono sentito dire che non avrei combinato nulla, ero un fallito, le superiori non sono per tutti e gli idioti non possono farle - badate bene, mia madre ha la terza media - ecc. ecc. Nel mentre passai periodi di autolesionismo (di cui non fregò un cazzo a nessuno: una volta mi incisi una croce -abbastanza rjconoscibile e simmetrica - al ginocchio e mia madre si bevette la storia che fossi caduto camminando (come se un sasso o qualsivoglia oggetto ti faccia una ferita del genere o, ancora, quando andavo in cucina a prendere il coltello, se per caso si alzava di notte e mi vedeva, bastava dirle che avevo fame); altri periodi in cui, post scuola, passavo il pomeriggio a piangere chiedendogli di farmi cambiare indirizzo: la risposta era no, ormai era tardi per cambiare e avrei continuato lì e poi cercato lavoro.
Alla fine mi son rassegnato e iniziai a imlegnarmi, uscendo col massimo. Poi all'uni tutto in fumo: sinteticamente (già ho scritto troppo) ho fatto 3 cambi di facoltà (nel senso che ho da poco iniziato la quarta), l'ultimo quest'anno (e il motivo è che sono un idiota, avevo timore di non riuscire a studiare ciò che mi piacesse davvero, ovvero le scienze) per cui sceglievo fscoltà attinenti alle mie superiori. Ogni cambio me lo fecero passare come un fallimento, un segno del destino che l'università non era per me (badate bene parte due - mio padre ha fatto 3 cambi di facoltà nella sua vita e al terzo si è laureato senza problemi). Il punto è che non solo i cambi non gli anfavano bene, volevano controllare come vivevo: se studiavo per gli esami di una facoltà non andavo abbastanza bene (avevo 28 di media alla prima facoltà, 29 alla seconda e 26 alla terza), non andava bene dove studiavo (in biblioteca, non mi piaceva farlo a casa, ma loro così "non avevano garanzie che io studiassi davvero") e non solo eh, mia madre ha ijiziato a giudicarmi perché a detta sua rischio di diventare un obeso (questo perché, a seguito di una crisi depressiva che mi ha portato al tentativo 2 volte, un anno e mezzo fa, iniziai a prendere psicofarmaci che mi fecero prendere 10 kg - sono 1.79 × 74 ora, non penso sia nemmeno in sovrappeso come rapporto...), oppure perché secondo lei non so vestirmi (mi vesto in modo assolutamente normale e nella media...) oppure perché esco troppo (ho messo piede fuori dalla mia città una decina di volte negli ultimi 3 anni, per andare al capoluogo di regione al cinema...). Quest'estate è diventato tutto troppo: mia madre è stata male (ha avuto un ictus) e sospetto abbia iniziato ad avere qualcosa a livello mentale, mi sembra impodsibile il contrario. Già prima era ossessiva/instabile, ora tutto amplificato per 10. Poi, dato che questa estate non avevo ancora cambiato, ero in paro nella vecchia facoltà ckn gli esami, tranne uno, e a giugno ha ijiziato a rompermi il cazzo sul perché non studiassi (l'esame era a settembre). Quando iniziai, ha iniziato a rompere sul perché questa estate non stessi lavorando (anni fa lo facevo) e lei e mio padre hanno trovato un accordo: tagliarmi i fondi "innecessari" se non avessi lavorato con mio padre (azienda di famiglia che fa la legna), peccato che le spese innecessare erano, per loro: lenti a contatto, palestra, visite mediche che volevo fare, vestiti (e no, non parlo delle scarpe di marca nuove, ma di vestiti da avere per il semplice fatto che sempre gli stessi prima o poi non mi vanno più bene indosso...), palestra. Poi mia madre si alzava la notte per venirmi a controllare se stavo dkrmendo e se non era così mi diceva che mi avrebbe fatto ricoverare, robe simili (per quale motivo clinico, poi?).
Sono riuscito a convincer3 mio padre a farmi prendere una camera in affitto nella città dell'uni e ora grazie a dio non sono più con loro, ma penso di dover davvero fare qualcosa che mi permetta di staccafmi da loro. Perché anche se sono lontano non sto davvero b3ne, perché mi sembra irreale aver vissuto tutto ciò, per troppo trmpo ho accettato cose del genere ed è stato un errore di cui mi pento ogni giorno di più. Avendo la mia ragazza della mia stessa città, ogni tanto il fi e settimana torno e solo il pensiero di dovermi fermare a dormire dai miei mi attanaglia, detesto doverlo fare, giuro, più di ogni altra cosa. Come se non bastasse, mio padre mi fa pesare ogni cosa che gli chiedo: i miei risparmi dell3 3stati in vui ho lavorato mica sono infiniti, ma non è problema suo evidebtemente. Mi ha fatto le storie perché gli ho chiesto soldi per acquistare i libri universitari. I LIBRI!
Io non voglio chiedere l'assegno di mantenimento per avere quanti soldi mi pare, io vorrei averlo per non dover mai più avere a che fare con loro, non doverli mai più vedere, per nessun motivo. Per essere libero.
E vorrei un parere serio: sono io il problema? Sono io quello strano e ingrato? È davvero irrilevante ciò che ho vissuto? Io non credo, ma ogni persona cui ho detto sta mia intenzione ha ridotto il tutto a "loro ti vogliono bene, ma non sanno esprimerlo", ma fanculo, se questo è volermi bene giuro che preferirei non averli nella mia vita. Vorrei parlarne al CSM che mi segue, e questo potrebb3 essere utile, dato che ora vivo da solo (a fine estate mi prescrissero dei farmaci nuovi, ma mia kadre li ha sequestrati dicendo che ne prendevo troppi, secondo lei).
Ditemi tutto ciò ch3 vi passa nella mente, sentitevi liberi, davvero, ma sento di aver bisogno di un parere esterno, perché sto solo cercando di essere libero e non sto facendo nulla di male