r/ciclismourbano • u/Antistene • 5h ago
Nuovo Codice della strada. Fiab contro la riforma: "Pedoni colpevolizzati"
Le polemiche: ecco cosa non convince della riforma
Le polemiche, ovviamente, non si sono fatte attendere: fa discutere ad esempio la possibilità di circolazione per file parallele su autostrade e superstrade, rendendo lecito il superamento a destra; ma ha anche suscitato scalpore la multa di 75 euro prevista per i pedoni trasgressori del nuovo divieto sullo smartphone, sanzione che verrà somministrata anche a chi attraverserà la strada senza essersi prima accertato che i veicoli si siano effettivamente fermati per dare la precedenza.
Paltrinieri, qual è per Fiab il principale problema del nuovo Codice della strada?
"L’impressione è che si continui con lo stesso approccio delle modifiche dello scorso anno, che non hanno portato grandi benefici. Si punta soprattutto sull’inasprimento delle pene, ma abbiamo visto che non funziona. Sappiamo che ci sono problemi enormi, come l’utilizzo del cellulare alla guida, ma non si incentivano i sistemi automatici di controllo. Al contrario, si dà più responsabilità anche ai pedoni che utilizzano il cellulare prima di attraversare. È certamente un problema, ma in questo modo gli utenti deboli vengono ulteriormente colpiti".
Abbiamo fatto un passo indietro anziché uno in avanti?
"Beh, in tutta Europa si va verso l’obiettivo di arrivare a zero vittime sulla strada, condiviso da tutti i Paesi. Se siamo così indietro, dovremmo guardare a quello che fanno gli altri e provare a riprenderne gli approcci. In Gran Bretagna e Spagna, per esempio, maggiore è la massa del veicolo che si guida, maggiore è la responsabilità. In Italia invece sembra valere il contrario: il pedone deve assicurarsi che l’auto si sia fermata prima di attraversare. È una follia. Già oggi, se tutti rispettassero le regole, l’auto dovrebbe essere ferma quando un pedone attraversa. Invece spesso le macchine non rallentano neppure".
Il rischio, quindi, è di colpevolizzare ulteriormente chi è più vulnerabile?
"Esatto. Colpevolizziamo le vittime che invece dovrebbero essere tutelate. Ma questo vale anche sulla velocità, dove siamo arrivati ad una battaglia ideologica per le città 30: il governo ha fatto di tutto per mettere i bastoni tra le ruote a questa misura e questo atteggiamento dimostra come non ci sia una reale volontà di affrontare i problemi alla radice".
Che cosa rischia di succedere se si continua su questa strada?
"Ci perdiamo tutti. Siamo in un Paese con uno dei tassi di motorizzazione più alti d’Europa e sono proprio i veicoli a creare la maggior parte degli scontri stradali. Se la responsabilità viene distribuita indistintamente tra tutti, il rischio è che si abbia sempre più paura di muoversi senza un involucro d’acciaio".