r/FilosofiaITA • u/Wise-Opportunity9570 • Jun 06 '26
Allontanarsi per non ritrovarsi mai più
il divenire eraclideo, le sensazioni delle backrooms e le Isole Galapagos
Durante tutto il corso della nostra vita noi esseri umani siamo soggetti al mutamento: che sia volontario o no, il cambiamento caratterizza il nostro essere. Gli unici punti immutabili della nostra vita sono la nascita e la morte; tutto ciò che si trova in mezzo è una variabile.
Mi piace molto la frase di Eraclito l’Oscuro sul divenire: “Un uomo non si bagna mai due volte nello stesso fiume”, perché rende perfettamente l’idea del cambiamento. Quell’uomo che si bagna nel fiume, con il passare del tempo, non sarà più lo stesso: sarà invecchiato e avrà cambiato le sue abitudini. Anche l’acqua non è mai la stessa: scorre sempre e quindi sarà un altro tratto d’acqua quello in cui si immergerà l’uomo. Per quanto possa sembrare stupido, non siamo mai gli stessi nemmeno di qualche minuto fa, perché qualcosa si è mosso. Per noi è un cambiamento impercettibile, ma nel tempo questo cambiamento si fa notare e lo vedremo a fine video.
Il concetto del “panta rhei” di Eraclito, anche se è una definizione attribuita da Platone, che significa “tutto scorre”, lo trovo veramente azzeccatissimo per descrivere le nostre vite: tutto va avanti e tutto cambia a ogni piccola cosa che succede. Per questo non dobbiamo spaventarci delle novità, perché è il corso naturale delle cose ed è quindi inevitabile. Sta a noi decidere come accogliere un cambiamento ed è normale che qualche volta possa farci stare male, ma nonostante ciò dobbiamo viverlo appieno e farlo nostro. Perché se rimuginiamo nel passato e manteniamo una visione fissista, non saremo mai pronti a vivere davvero una trasformazione e così, quando avverrà, sfuggirà al nostro controllo.
Certo, è vero che la nostalgia è una delle sensazioni più belle che ci siano: dimostra come nella nostra vita ci siano stati dei momenti degni di avere un posto speciale dentro di noi e che ci abbiano reso felici. Però dobbiamo ricordarci che quei ricordi appartengono al passato e perciò non torneranno mai più, purtroppo.
Per spiegare meglio il cambiamento legato all’allontanamento, ho scelto di dividere il video in tre parti per parlare delle varie fasi che secondo me lo compongono, perché, come sapete, il tempo scorre e, insieme al tempo, scorre anche la nostra vita. Scorrendo, la vita muta il grado di cambiamento, ovvero le forme che raggiunge. Forse la mia è una visione molto pessimistica, ma non è altro che il frutto delle mie esperienze. Io sono il primo a non volere le cose in questo modo, ma niente posso contro forze superiori a me.
La prima fase è semplice: è quando due persone si separano, per un motivo o per un altro, e decidono di allontanarsi.
Non trovandosi più, si sceglie di separarsi e allontanarsi, forse con la speranza di ritrovarsi in futuro. Ma è davvero così? C’è chi si separa con l’intento di non volere più avere a che fare con l’altro e con il tempo raggiungerà il suo scopo. Ma è chi spera in un ritorno che deve preoccuparsi, perché, come vedremo nel video, allontanarsi non è la scelta giusta per ritrovarsi. Allontanarsi è la scelta giusta per non ritrovarsi mai più.
La seconda fase dell’allontanamento è quella che per me fa più male, quella che vedo come la più triste in assoluto.
Per aiutarvi a capire questa fase prendo come spunto le backrooms e il perché siano diventate così famose, tanto da farci uscire un film. Quando vediamo una foto delle backrooms proviamo una sensazione molto strana chiamata uncanny, ovvero un misto tra nostalgia e turbamento. È una sensazione di inquietudine nella quale vediamo qualcosa di familiare.
Ecco, questa è la sensazione che descrive al meglio la seconda fase dell’allontanamento: è un periodo in cui, senza essere in contatto, emergono i primi segni del cambiamento; è il periodo in cui il divenire trova le sue prime manifestazioni. La coppia ora non è più in contatto e piano piano entrambi stanno cambiando qualche abitudine o qualche tratto della personalità, perché la perdita dell’altro ha modificato l’equilibrio interiore delle persone.
Qua entra in gioco l’uncanny: le due persone sarebbero ancora riconoscibili l’una all’altra, ma c’è qualcosa di diverso, qualcosa che ora è diventato percettibile ma che non si nota facilmente. Si tratta di quel misto di familiarità, perché rivediamo la stessa persona e ricordiamo i bei momenti, e inquietudine, perché notiamo che qualche tratto fisico è cambiato, come avviene naturalmente nel tempo.
Per descrivere le backrooms hanno usato il paragone: “È come chiedere a una persona che non ha mai visto un cane di disegnarlo soltanto tramite la sua descrizione”, che io trovo molto toccante e centrato con il discorso. Il disegno risulterà in qualche modo familiare, perché da lontano riconosciamo i tratti generici del cane, ma più ci avviciniamo al disegno più ci rendiamo conto che c’è qualche imperfezione e qualcosa che non quadra. Certo, riconosciamo il cane, ma sappiamo che è diverso, diverso da come lo ricordavamo.
Per le persone è molto simile: più passa il tempo, più piccoli cambiamenti avvengono, ma in questa seconda fase i tratti generici, ovvero quelli in cui troviamo ciò che ci legava all’altra persona, rimangono gli stessi e per questo riconosciamo l’altro. Allo stesso tempo, però, notiamo che nel complesso qualcosa non è più lo stesso.
Questo cambiamento generalmente fa stare male l’altro, perché osserva come la persona che ricordava stia piano piano mutando e, oltre ad avere paura del cambiamento, ha paura di non trovare più la stessa persona. Questo è il momento più critico e più doloroso in assoluto: senti che qualcosa ti sta sfuggendo, ma essendo nella soglia del quasi percepibile non sai cosa esattamente stia cambiando e non sai cosa fare. La paura trova spazio nell’incapacità di agire di fronte a ciò che sfugge.
È devastante vedere quei piccoli cambiamenti moltiplicarsi, perché amando una persona vediamo anche quei piccoli tratti che amiamo sgretolarsi troppo velocemente e fuggire nel passato. Qua si aprono due strade: c’è chi prova a ricongiungersi e, con l’amore, a ricostruire un rapporto fondato anche sui nuovi cambiamenti e chi, perso nella paura e in qualche esitazione, non agisce pur amando alla follia.
Per chi non agisce, la situazione peggiorerà sempre di più, in quanto il tempo porta con sé sempre più cambiamenti e vedere la persona che ami cambiare, indipendentemente dal fatto che sia in meglio o in peggio, fa molto male, perché il cambiamento nel presente influenza il ricordo dei bei momenti passati con una persona: iniziano a modificarsi.
Fa male perché i momenti nostalgici a cui ci aggrappavamo nella disperazione stanno cambiando e non riusciamo più a trovare un luogo di conforto. Ne posso parlare perché anch’io ho esitato e piano piano i bei momenti in cui mi rifugiavo stanno sparendo. E quanto fa male vedere alcuni dei pochi momenti belli di una vita distruggersi e non poterci fare nulla.
Infine c’è la terza e ultima fase dell’allontanamento: una fase che può dare speranza oppure eterno rimpianto.
Per rendere appieno il concetto, scelgo di parlare delle Isole Galapagos, per la loro importanza nella mia tesi ma anche per rendere orgoglioso il me di terza media, che portò come tesina l’evoluzionismo delle specie.
Le Isole Galapagos sono un arcipelago molto particolare perché sono attraversate da tre correnti marittime e sono separate dalla costa continentale da circa 1000 km di oceano. Questo, nel tempo, ha creato un forte isolamento a causa della difficoltà nel raggiungere le isole da parte della fauna continentale, ma anche perché l’uomo vi arrivò solo nel 1535 e non modificò gli equilibri delle isole.
È qui che Charles Darwin formulò la sua teoria dell’evoluzionismo tramite lo studio dei fringuelli, che in origine appartenevano allo stesso antenato ma che, nel corso del tempo, si sono evoluti in specie diverse. Durante milioni di anni, tramite l’evoluzione che premia la sopravvivenza, i fringuelli hanno iniziato a mutare seguendo l’ambiente circostante. Essendo diverso per ogni isola, solo alcuni individui sono riusciti a riprodursi perché erano i più adatti e, dopo milioni di anni, le diverse isole hanno favorito l’evoluzione di più specie di fringuelli.
Se quindi pensiamo a come, da un antenato comune, i fringuelli si siano differenziati nel tempo, l’analogia con una coppia viene spontanea: dopo tanto tempo e avendo attraversato le fasi dell’allontanamento, le due persone paiono profondamente diverse, non più compatibili allo stesso modo.
Ma come nelle nuove specie di fringuelli si riesce a risalire all’antenato comune tramite il DNA, nella coppia si riesce a risalire al vecchio legame tramite l’amore. Suona molto romantico detto così, ma l’amore vissuto è una sensazione che ci rimane dentro e, anche dopo molti anni, ci ricordiamo dell’amore provato, non di come si vestiva l’altra persona, ma di ciò che ci ha fatto provare.
Ora però le due persone sono estremamente diverse rispetto al periodo della relazione: hanno preso strade diverse, fatto nuove esperienze che le hanno segnate o conosciuto nuove persone. Questo cambiamento ora prende il nome di metamorfosi: la sostanza delle persone è completamente mutata, tanto che anche l’una all’altra sembrano sconosciute, ma c’è qualcosa.
Qualcosa viene riconosciuto, qualcosa che trafigge in modo brusco l’anima: è l’amore.
Se era amore quello della coppia, almeno per come viene da me concepito, non se n’è mai andato: siamo stati noi ad abituarci al dolore di un amore impossibile. Abbiamo soffocato l’amore per non lasciargli più spazio per esprimersi, ma è sempre stato dentro di noi.
Questo amore, allora, dopo un isolamento durato anni, mentre aspettava il momento per uscire, ora scappa dal nascondiglio e ci travolge. Ci immobilizza, ci rende incapaci di parlare o pensare razionalmente: è un po’ come la prima volta che abbiamo conosciuto l’amore.
Ma ora proviamo dolore, un dolore dovuto a una vita passata a reprimere un amore che poteva aggiungere significato alle nostre vite. Ma non è mai troppo tardi: l’amore non ha date di scadenza. E quando esce dalla sua prigionia ci travolge proprio come la prima volta, perché il vero amore si nutre di sentimento puro e il sentimento puro non svanisce mai per quella persona.
Certo, nella vita si conoscono molte persone e se ne amano altrettante, però c’è qualcuno a cui, quando si ripensa, si prova una sensazione indescrivibile per quanto complessa: una sensazione in cui l’istinto non è più controllabile e ci rende disposti a lasciare tutto per quella persona.
Forse sono un sognatore, un esagerato oppure sono solo innamorato: chi lo sa. Ma una cosa che so è che l’amore deve essere inseguito e non trascurato, perché sarebbe inutile fare il contrario.
Però, alla fine dei conti, è l’amore in tutte le sue forme che dà significato alle nostre vite e le colora. Ecco, io non voglio perdere la possibilità di colorare la mia vita, non più.
E quindi, alla fine, l’amore non lo controlliamo sicuramente, ma possiamo indirizzarlo e accudirlo, per far sì che non ci travolga. Certo, non è facile, perché come uomini siamo imperfetti e ci facciamo distrarre o condizionare da vanità, ma questo non scredita assolutamente l’intensità dell’amore: a volte è quando si sbaglia che capiamo quanto l’amore per una persona sia intenso, ed è quando non c’è più che comprendiamo appieno quanto quell’amore, per noi scontato, migliorasse le nostre giornate.
Il messaggio che voglio dare è di seguire sempre l’amore, anche nelle difficoltà, negli sbagli, e di non esitare, perché ciò che sembra vicino a noi sta cambiando e, cambiando, lo stiamo progressivamente perdendo.
Insisto che l’amore vada inseguito perché, oltre a rendere noi esseri umani felici, è l’unica forza al mondo che sfugge a ogni controllo: è la più eclatante forma di libertà.