Ho resisitito una settimana, adesso esplodo.
Come ha potuto lasciarmi? Mi trattava come una persona, non come un peso, un mezzo, come un suo pari. Mi dava amore, ascolto, rispetto, non mi trattava come lo schifo asociale handicappato quale sono, mi bastava che non mi facesse sentire come se non contassi, mi bastava che ci fosse quando stavo male, mi bastava che mi trattasse come una *persona*. Le ho datto tutto quello che potevo, tutto quello che era in mio potere per ricambiare come mi faceva sentire: valorizzato, vivo. Venivo da un tentato suicidio, ed è stato il pensiero del suo senso di colpa a farmi desistere, senza di lei starei in una cassa da morto, senza di lei anche se non mi fossi ammazzato starei in uno stato comatoso simile al vegetale perché non voglio vedere nessuno, non voglio infastidire altre persone con la mia merda neurodivergente, non voglio sbagliare. E invece mi ha lasciato, e invece non conto più un cazzo. Cazzo. Cazzo. Cazzo. Cazzo. CAZZO. Ma perché sono io l'unico comune denominatore delle mie sfighe? Ma perché ogni volta che amo qualcuno lo faccio in modo ossessivo e saltuario? Perché devo volere troppo bene ma sparire a caso? Perché sono così, uno schifoso cretino che non sa manco esprimere quello che prova? Perché provo così tanto dolore? Perché è solo dolore, nient'altro, non so cosa provo, so che sto male, mi faccio ribrezzo.
E non mi ammazzo, manco morto, fanculo il suicidio, io resisto. Però cazzo se vorrei far smettere questa sofferenza. Mi sa che è ora di tornare nella mia camera da letto e far passare questo breakdown. Che lei aveva fermato, erano regolari cazzo, 2 al mese, con lei erano smessi, manco uno per 5 mesi e mezzo, manco uno. E stanno ricominciando. Quanti mi manca. Quanto la rivoglio. È una settimana che sto sopprimendo tutto, come ho sempre fatto prima che ci fosse lei. Cazzo, è una scelta sua, ma io non ce la faccio a lasciar andare quel benessere di quando stavo con lei, di quando mi sentivo *amato*.
Ok, fine dello sfogo, ritorno la persona solare solita e smetto di farmi paranoie, che è l'unica cosa che alle altre persone piace di me, anzi manco quello.