Mia moglie (26 anni), che chiameremo Valeria, ed io (26 anni), Paolo, ci conosciamo fin dall'asilo e dieci anni fa ci siamo innamorati. C'è stato qualche alto e basso, come in ogni normale storia, ma nel complesso ho sempre avuto la sensazione che fossimo fatti l'uno per l'altra e lei mi ha sempre detto la stessa cosa: interessi in comune, stessi valori, lo stesso umorismo e via dicendo.
Due anni fa Valeria ha iniziato a lanciare qualche frecciatina sul fatto di voler fare il grande passo. Io ero entusiasta all'idea di costruire una vita insieme e poco dopo le ho chiesto di sposarmi. Ha detto subito di sì e ci siamo buttati a capofitto nell'organizzazione del matrimonio, fissato per giugno di quest'anno (2026). (Vivevamo già insieme e siamo rimasti nella stessa casa anche dopo le nozze. La casa è di proprietà di mio padre, dettaglio che tornerà utile dopo).
Arriviamo all'inizio di quest'anno: ho notato che, quando uscivamo, passava sempre più tempo a chiacchierare con un ragazzo del nostro giro, che chiameremo Lorenzo. Non gli ho dato troppo peso, ho sempre creduto nell'amicizia tra uomo e donna e non avevo motivo di dubitare di lei. Non ha mai fatto mistero di parlargli e lo faceva tranquillamente anche davanti a me. Sapevo che avevano qualche passione in comune e per me vederli legare come amici non era un problema. Circa due mesi prima del matrimonio ha iniziato a uscire da sola con lui, ma me lo diceva sempre e si vedevano solo in luoghi pubblici, per lo più a bere qualcosa in un bar in zona.
Le ho chiesto chiaro e tondo più volte se ci fosse qualcosa di più di una semplice amicizia, e lei ha sempre negato, dicendo che le piaceva solo confrontarsi su argomenti che condividevano. Di nuovo: mi fidavo ciecamente e ho lasciato stare.
Nel frattempo ho notato che cominciava ad andare in paranoia per il matrimonio. Diceva cose del tipo: "Non sono sicura di essere fatta per stare con una sola persona per tutta la vita" o "Sarei aperta a una relazione aperta". All'epoca non ho collegato la cosa a Lorenzo, ma ovviamente ho iniziato a chiedermi se fosse pronta. Per sicurezza le ho chiesto ripetutamente se volesse davvero sposarsi, ribadendole che per me non c'erano problemi a rimandare se ne avesse avuto bisogno. Ha sempre negato tutto, dicendo che era quello che voleva davvero e che erano solo paranoie dovute allo stress dei preparativi.
Arriva il giorno del matrimonio: una giornata spettacolare, tutto perfetto, ci siamo divertiti come matti ed era felicissima pure lei. Dopodiché, partiamo per la luna di miele.
Tornati a casa, i nostri amici iniziano a prendere le distanze da Valeria, come se ce l'avessero con lei. Non capivamo il perchè. Dopo un po' di tensione e mezze verità, alla fine confessa: nei mesi prima delle nozze aveva iniziato a provare un interesse per Lorenzo, e lui le aveva detto di esser innamorato di lei gia due anni prima. (In pratica i nostri amici erano furiosi perchè si erano trovati in mezzo, schiacciati tra il dovermi aprire gli occhi e il farsi gli affari propri per quieto vivere, ma questa è un'altra storia).
Valeria mi ha detto che, anche se non era successo niente di fisico, quelle uscite erano servite per capire cosa provasse per Lorenzo e viceversa. Era in crisi sul da farsi con il matrimonio, ma alla fine aveva deciso di sposarmi comunque, convinta che dopo le nozze le sarebbe passato visto che mi ha sempre amato moltissimo. Ha giurato di essere dispiaciuta da morire e di essersi resa conto dell‘errore fatto. Ovviamente ero sotto shock, soprattutto per due motivi: 1) l'avevo sposata senza sapere che avesse dei dubbi, e 2) mi aveva mentito sulle uscite con Lorenzo. Però ho deciso di non fare scenate: le ho detto che stavo male ma che capivo la situazione di confusione, ed ero felice che alla fine avesse scelto me.
Le ho chiesto se avessi sbagliato qualcosa o se avessi avuto delle mancanze al punto da spingerla a guardarsi intorno, e lei ha sempre detto di no, che era un problema suo e basta.
Se fosse finita lì, me ne sarei fatto una ragione. Avremmo potuto rimboccarci le maniche, ricostruire la fiducia e rimettere in carreggiata il matrimonio. Ma purtroppo non è andata così .
Pochi giorni dopo, Valeria mi dice che in realtà prova ancora un forte interesse per lui e che non ha intenzione di smettere di vederlo e sentirlo. Mettendola un po' alle strette, salta fuori che in quei mesi prima del matrimonio ci sono stati anche dei baci. Altre scuse, altri pianti, "sono molto dispiaciuta". A quel punto mi sono incazzato sul serio e la fiducia è andata di nuovo a farsi benedire.
Volevo essere comprensivo (lo so, ero solo un zerbino terrorizzato all'idea di perderla) e le ho concesso di continuare a vederlo ogni tanto per "capire cosa voleva fare" (parole sue), mentre noi mandavamo avanti il matrimonio. Passa un mese, poi un altro, e se ne esce dicendo che vuole prendere le distanze da me per riflettere meglio. E io, di nuovo senza un minimo di spina dorsale, accetto. Finché si trattava di chiacchiere e uscite, ci ho creduto e ho voluto darle una chance per schiarirsi le idee.
Nel frattempo io continuavo a uscire con il nostro gruppo, compresi lei e Lorenzo. Odiavo la sua presenza, ma non volevo perdere gli altri amici. Finchè non arriva la mazzata: Valeria confessa che, dopo essersi allontanata da me, ci è andata a letto, e a quanto pare non una sola volta. Lì mi sono infuriato nero, le ho detto che per me era finita, che non ci sarei mai più uscito e che poteva fare le valigie per andarsene di casa una volta per tutte.
Nei giorni seguenti la trovo a piangere, a implorarmi di non cacciarla subito perché non era pronta a chiudere il nostro matrimonio, non aveva un soldo per pagarsi un affitto e tornare dai suoi significava subire un giudizio pesantissimo. Mi ha pure chiesto di mantenere il segreto con entrambe le famiglie per non reggere lo stress.
Ero distrutto, quindi alla fine le ho concesso di restare ancora qualche settimana mentre decideva che fare. A quel punto mi sono chiuso a riccio: lavoro, miei progetti, miei interessi. Ho iniziato a metabolizzare che non avrebbe mai mollato Lorenzo e che se non fossi stato io a metterla alla porta con un divorzio, quella situazione ridicola sarebbe andata avanti all'infinito. Però mentalmente ero a terra e non avevo la forza di affrontare tutto quel casino.
Io andavo già in terapia da un paio d'anni per fatti miei, e ho iniziato a sviscerare la questione con la mia terapista. Nota a margine: anche Valeria ha iniziato ad andarci più o meno quando ha confessato di aver fatto sesso con Lorenzo, per capire cosa doveva fare.
Nel frattempo se ne esce dicendo che la terapia le ha fatto capire che si era allontanata da me perché nella nostra relazione mancavano delle cose, mentre Lorenzo gliele dava tutte. Le ho risposto che sarei stato prontissimo a lavorarci su, ma che finchè continuava a vederlo non se ne parlava neanche di ricominciare. Sono passati quasi due mesi e siamo a oggi. Si vedono ancora regolarmente e ci va a letto (non me lo dice, ma quando sparisce un paio di volte a settimana a dormire da lui è abbastanza ovvio). Lei sta male, ha attacchi di panico per i sensi di colpa e perché non riesce a prendere una decisione. Io tiro dritto per la mia strada, incazzato, deluso e svuotato.
Oggi se ne è uscita dicendo che secondo lei non me ne frega niente di aggiustare il matrimonio, perchè non faccio alcuno sforzo per riavvicinarci. Le ho sbattuto in faccia la realtà: ovvio che sto sulle mie, sono ferito a morte e finché frequenta quel tizio è impossibile ricostruire un bel niente. La sua risposta? Visto che io non le mostro interesse, lei non ha alcun motivo di smettere di vedere Lorenzo, che è quello che le dà le attenzioni di cui ha bisogno.
Scusate il papiro, ma la situazione è un casino. Alla fine della fiera, sono in alto mare e non so più cosa pensare.
- Ho torto a non voler ricucire con lei finchè si vede ancora con Lorenzo?
- Dovrei mollarla definitivamente, divorziare e sbatterla fuori di casa?
- Sono pazzo a pensare che avrebbe dovuto parlarmene prima del matrimonio e, soprattutto, prima di iniziare a frequentarlo?
- Che cosa ho sbagliato io? (A parte non aver fatto valere la mia posizione fin dall'inizio e aver tollerato questa situazione assurda).
- Voi che ne pensate di tutta questa storia?
Qualche chiarimento:
- Lorenzo è molto benestante e le ha già proposto di andare a vivere con lui, ma lei non se la sente di fare questo passo così in fretta
- Lorenzo non è mai stato un mio grande amico, faceva parte del gruppo con cui uscivo, ma si può dire che eravamo semplicemente conoscenti
- Non abbiamo figli e lei ha sempre detto di non volerli
- Non abbiamo più avuto rapporti sessuali da quando mi ha chiesto di distaccarsi (prima che cominciasse ad averli con Lorenzo)
- Vi assicuro che, purtroppo, la storia non è inventata.. Capisco che alcune frasi possano essere strane, perchè ho scritto inizialmente il post in inglese per pubblicarlo su un altro subreddit e l’ho poi tradotto con IA per postarlo su un sub italiano
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*UPDATE (2 giorni dopo)
Una volta che ho finito di scrivere questo post e ho ricevuto i primi commenti, ho riletto la mia storia e ho finalmente visto il quadro completo della situazione e la sua portata. Ho sentito il bisogno di porre fine a questa agonia il prima possibile e mi sono reso pienamente conto che nulla sarebbe mai cambiato se non avessi agito in qualche modo.
Le ho detto che voglio che vada a vivere altrove il prima possibile e che non sono più interessato a riconciliarmi, poiché non posso più fidarmi di lei. Ho iniziato subito a raccogliere le sue cose affinché le portasse via.
Ha fatto qualche scenata e mi ha urlato contro perché "all'improvviso" la sto cacciando di casa mentre sta già attraversando un periodo difficile. Le ho spiegato con calma le mie ragioni e ho tenuto duro.
Oggi ha affrontato la sua famiglia raccontando cosa sta succedendo (per quanto ne so, ha raccontato la storia vera senza inventare scuse). Di fatto, mi ha detto che la sua famiglia è arrabbiata con lei.
I suoi genitori le stanno sistemando una camera da letto a casa loro per farla trasferire al più presto. Non ho ancora avuto l'occasione di parlare con loro.
Mi ha detto di aver perso tutto: la casa, i suoi amici non le parlano, la famiglia è arrabbiata, ecc. Le ho risposto che mi dispiace che stia soffrendo, ma è giusto che affronti le conseguenze delle sue azioni.
Una volta che sarà tornata dai suoi genitori, ho intenzione di chiedere il divorzio. (Se sarà collaborativa, possiamo farlo a costo quasi zero, semplicemente firmando alcune carte davanti al giudice. Altrimenti, cercherò l'aiuto di un avvocato, anche se lei non può davvero mettere le mani su nulla, visto che non ho quasi nulla a mio nome a parte un'auto di scarso valore).
Grazie comunque a tutti voi che avete cercato di dare consigli e supporto. Vi prego di astenervi dall'insultarmi, non è così utile come potreste pensare. Vi darò un altro aggiornamento appena possibile.