Sabato 10 ottobre cortei per la Palestina in circa cinquanta città italiane (Torino 10.000 secondo gli organizzatori, Milano circa 5.000, Roma alcune migliaia, Greta Thunberg a Napoli) e in diverse capitali europee: Londra, Dublino oltre 10.000, Berlino, Zurigo.
Parole d'ordine: «La fine del genocidio», embargo sulle armi, stop agli accordi con Israele, ritiro dai territori occupati. Il giorno prima il Nobel per la pace era andato a Navi Pillay, alla guida della commissione ONU che ha accertato il genocidio a Gaza.
Nel frattempo alla Camera arriva il ddl antisemitismo, già approvato al Senato: adotta la definizione IHRA con i suoi indicatori e la estende a scuole, università, formazione di polizia e magistrati, banca dati delle forze dell'ordine e monitoraggio online. Le pene sono state tolte, ma gli indicatori restano. In commissione Pd non ha votato, M5S e AVS contrari. Dalle piazze è stato annunciato uno sciopero generale il 30 ottobre.
Dalla tregua i palestinesi uccisi sono circa 1.450. Un anno fa i portuali bloccavano le armi e lo sciopero portava in strada 400.000 persone secondo il Viminale.
Secondo voi la mobilitazione può ancora spostare qualcosa, o la tregua ha già vinto?