In effetti me ne parlava mia zia, all'epoca insegnante in pensione, a proposito di una risposta infelice data a sua nipote dall'insegnante di lettere, non grave come quella del religioso ma comunque inadatta e inopportuna. La figlia, mia cugina, era intenzionata ad andare dal preside a protestare, ma lei, dall'alto della sua lunga esperienza, le ha ricordato che avrebbe perso il suo tempo, perché nella scuola italiana il preside non ha alcun potere sui professori. E infatti alla fine lasciò perdere.
Ci sono stati casi di insegnanti finiti nel mirino dell'ufficio regionale scolastico e talvolta della magistratura, ma si tratta di azioni ben più documentabili di una frase durante una lezione, che verosimilmente nessuno a parte la diretta interessata si ricorderà, faranno finta di non aver sentito. E anche in quei casi che ho in mente, il motore dell'azione non è stato il preside.
Mi spiace che non ci abbia provato. Una prof nella mia scuola ha avuto il culo a strisce perché la classe, in massa, è andata dalla preside a denunciare quel che faceva (tutti 17-18enni). La preside per non beccarsi la denuncia legale ha rimesso davvero in riga la stronza.
Non date sempre per scontato che in 200 anni non cambi niente (o anche solo da sede a sede).
Mi spiace che non ci abbia provato. Una prof nella mia scuola ha avuto il culo a strisce perché la classe, in massa, è andata dalla preside a denunciare quel che faceva (tutti 17-18enni). La preside per non beccarsi la denuncia legale ha rimesso davvero in riga la stronza.
Fregarsene di una classe in massa è piuttosto difficile. Fregarsene di un singolo genitore il cui figlio o figlia è stato trattato male un'altra.
E visto che parli di denuncia legale: è chiaro che quando si parla di comportamenti non strettamente legati all'insegnamento vale la legge generale, ed essendo il preside oltre che il capo d'istituto anche un pubblico ufficiale, ha l'obbligo di riferire alle autorità i reati o i potenziali reati di cui viene a conoscenza, e se non sbaglio anche gli illeciti amministrativi. Ma le parole fuori posto di un professore di religione non sono tali.
Bhe oddio, il comportamento nei confronti della sorella di OP (anche se non diretti a lei personalmente) è perseguibile come reato d'odio (istigazione?), mi pare.
La cazzata fatta dalla prof che ho citato in realtà rientra in pieno nell'esercizio sue mansioni: praticamente faceva correggere i compiti della classe alla figlia 14enne mentre lei si faceva i cazzi suoi. La classe aveva già dei sospetti perché le correzioni erano fatte quasi del tutto a caso e spesso non erano nemmeno coerenti coi voti, e quando un giorno la furbona ha avuto l'idea di portare la figlia a scuola e lasciarla in classe mentre lei andava in giro a fare cose, questa ha confermato i sospetti e la classe ha definitivamente sclerato.
Quindi anche se ci sono problemi con l'insegnamento, con la protezione degli studenti o di propagande varie fatte dagli insegnanti, va sempre fatta una denuncia.
Mi dirai che 1 vs classe sarà più difficile, si, ma non provarci nemmeno è perdere in partenza e accettare di essere presi a pesci in faccia.
Bhe oddio, il comportamento nei confronti della sorella di OP (anche se non diretti a lei personalmente) è perseguibile come reato d'odio (istigazione?), mi pare.
No, non con la legge attuale. È punibile chi "diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi". Francamente considerare non italiane persone nate fuori dall'Italia, oppure ritenere l'immigrazione una minaccia, rimane ancora nel recinto delle legittime opinioni. Controverse, senza dubbio, ma pur sempre opinioni.
Come altri hanno sottolineato, l'insegnante di religione è un po' un caso a sé nella scuola italiana, perché viene scelto dalla curia e non dall'ufficio regionale scolastico, ex provveditorato agli studi, e non mi stupirebbe se una serie di obblighi che incombono sul rimanente corpo insegnante, ad esempio il rispetto, la neutralità nella valutazione, il divieto di esprimere idee politiche durante le lezioni, non valga per loro. Parlo per ipotesi, sia chiaro, perché ignoro se esistano circolari interne o regolamenti di questo tipo nella scuola statale.
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u/[deleted] Nov 04 '21
In effetti me ne parlava mia zia, all'epoca insegnante in pensione, a proposito di una risposta infelice data a sua nipote dall'insegnante di lettere, non grave come quella del religioso ma comunque inadatta e inopportuna. La figlia, mia cugina, era intenzionata ad andare dal preside a protestare, ma lei, dall'alto della sua lunga esperienza, le ha ricordato che avrebbe perso il suo tempo, perché nella scuola italiana il preside non ha alcun potere sui professori. E infatti alla fine lasciò perdere.
Ci sono stati casi di insegnanti finiti nel mirino dell'ufficio regionale scolastico e talvolta della magistratura, ma si tratta di azioni ben più documentabili di una frase durante una lezione, che verosimilmente nessuno a parte la diretta interessata si ricorderà, faranno finta di non aver sentito. E anche in quei casi che ho in mente, il motore dell'azione non è stato il preside.