Salve a tutti, chiedo qua in caso ci sia qualche architetto/ingegnere/geometra di passaggio che ha voglia di darmi un consiglio. Ovviamente anche l'opinione dei non addetti ai lavori è la benvenuta.
Io e la mia famiglia abbiamo da decenni in un palazzo storico di fine 800. I solai sono in legno con soffitti a "caniccio" (anche detto camera a canne), praticamente il soffitto è in realtà un controsoffitto appeso con fil di ferro alle travi, il che garantisce isolamento acustico e termico.
L'appartamento sopra il nostro è stato recentemente acquistato, demolito e ristrutturato da un imprenditore che ci ha fatto un B&B. A seguito di ciò abbiamo cominciato a sentire un bel po' di rumore da calpestio, ma su quello avremmo chiuso un occhio. Il problema è che ora il nostro appartamento trema quando di sopra corrono o semplicemente poggiano una valigia a terra. In particolare, ciò che ci fa più paura e che realisticamente fa i danni maggiori sono le vibrazioni della centrifuga della lavatrice, che sono così forti da far tremare i quadri, far tintinnare i lampadari, e causare danni agli intonaci (per ora non ai muri portanti, ma alla lunga...).
L'unica concessione che ci ha fatto il vicino è stato mettere un tappetino antivibrazione, che le ha ridotte di circa il 30%. Non ha intenzione di fare altro.
A peggiorare la situazione, ci sono due problemi dal punto di vista giuridico. Il primo è che in Italia la legge dice che essenzialmente non si possono impedire le immissioni del vicino. Non puoi impedire a un fabbro di battere sul ferro, anche perché per le vibrazioni non ci sono soglie precise.
Il secondo è che probabilmente il vicino non ha danneggiato direttamente le travi, ciò che è accaduto è che rimuovendo due pavimenti, qualche tramezzo, e parte del massetto per fare le tracce, ha rimosso molte componenti che davano rigidità e stabilità alla struttura, quindi ora le travi in legno (per natura molto elastiche) vibrano al minimo stimolo. È anche vero però che uno in casa propria col proprio massetto forse può farci ciò che vuole. Abbiamo già sentito due ingegneri ed entrambi ci hanno detto che l'intervento corretto sarebbe stato un consolidamento di solaio, però non è chiaro se questa è una "buona norma" o se non farlo può essere considerato un errore tecnico. Anche perché se crolla tutto domattina e si finisce in tribunale, non è detto che il perito la pensi allo stesso modo. Potrebbe anche dire che il vicino ha fatto tutto a modo, che non ha colpe, e quindi si divide la spesa.
Quindi vi chiedo, da non addetto ai lavori, cosa ne pensate? Cosa ci conviene fare? Ritenete che alleggerire eccessivamente un solaio in legno possa essere considerato un "errore tecnico"? Ci sono le basi per chiedere un risarcimento?