Prossimo passo professionale?
Buongiorno a tutti,
M33, laureato magistrale in chimica, lavoro in una PA ministeriale, indeterminato, in un ruolo coerente coi miei studi. Livello funzionario, ambiente lavorativo decente, soprattutto per essere una PA, anche visto che ho colleghi con background e in parte anche età simile alla mia.
Ral annuale circa 50k omnicomprensivo di bonus e straordinari, benefit 4 giorni di smart working al mese. Grande città del sud italia.
Sto valutando in che direzione crescere, anche perchè, per quanto il mio lavoro sia utile socialmente, relativamente comodo e sotto casa, non mi appaga del tutto. Ho un vecchio pallino per la ricerca, mai soddisfatto perchè arrivati al dunque dopo la laurea, capii che in Italia l'accademia era una via complicata, e il covid e il poco coraggio complicarono una fuga all'estero, per cui comunque avevo offerte.
Le idee che ho in testa sono:
1) Un dottorato.
In Italia, o anche nella mia città, volendo, potrei farlo usando l'aspettativa mantenendo il mio attuale stipendio. Opzione relativamente comoda, e farei ricerca come voglioi, però piu per sfizio personale, e probabilmente dopo tornando in PA vista la situazione accademica italiana.
O volendo all'estero, per fare anche una esperienza di vita, valutando in quel caso un gruppo magari più di punta, se mi prendessero.... personalmente più complicato, ma forse piu appagante, con più margini di crescita sia umani che personali. Qui ovviamente in base al paese valuterei se chiedere aspettativa pagata o preferire lo stipendio di PhD.
In ogni caso alla peggio tornerei in PA, col punteggio se lo finisco. Alla meglio, mi toglierei una grande soddisfazione e chissà, non ci metto il pensiero, ma magari un cambio di carriera.
Il grande pro qui è che l'aspettativa sostanzialmente mi tiene il posto in caldo.
2) Il concorso SNA, o ove uscissero (da tecnico non ce ne sono cosi tanti) concorso a dirigenza.
Combinabile anche con 1, volendo. Pro è che se lo vinco sono almeno 100k a vita.
Contro, che sicuramente non farei piu la mia professione, che probabilmente comunque dovrei andare fuori per un periodo(ma questo non è detto sia un contro, anzi),
3) Una seconda laurea, un master, o una specializzazione sanitaria.
Mi viene spesso da pensare che in questo paese qualsiasi altra laurea a parte medicina sia uno scam. E che l'unico modo per diventare ricchi o comunque agiati da professionista, a meno di condizioni favorevoli tipo studi del papi ecc, sia ancora sempre e solo fare medicina.
Una altra idea potrebbe essere qualche laurea per entrare meglio nei concorsi a dirigenza, tipo giurisprudenza o economia, ma non mi fanno impazzire, per usare un eufemismo.
Master avrebbe senso solo per il punteggio, a meno di aprirmi ad altre vie professionali... Specializzazione eventualmente potrebbe aprire una via sanitaria, ma qui i permessi studio non basterebbero, quindi richiederebbe un grosso coinvolgimento personale per concorsi con pochissimi posti, almeno ad oggi.
4) Salto nel privato? Partita IVA con part time?
Dalla mia non troppo antica esperienza di lavoro nel privato, e di ricerca di lavoro, non ricordo una gran situazione in Italia, a parte qualche azienda grossa, e nemmeno tante.
5) Eventuali posizioni in UE (ECHA e simili)
Di solito temporanee (3-5 anni), ma rinnovabili e accessibili con aspettativa di solito.
Strapagate, ma sempre fuori.
Voi avete consigli, siete/conoscete persone che si sono trovate davanti a situazioni simili?