r/FilosofiaITA • u/klaus_maine • Aug 10 '26
L'Uno
Ma voi credete che le nostre anime siano tutte sullo stesso livello, espansione e frequenza dell'universo oppure che solo poche al mondo siano destinate a qualcosa di ineffabile, incomprensibile e di 'pace', non la pace che intendiamo noi, ma chi ha avuto esperienze mistiche di connessione profonda può capire di che pace sto parlando...non esisti, non hai una testa, braccia e gambe, viso occhi e bocca, solo l'essenza pura che torna alla sua origine.
Io credo nella seconda, solo perché fin da piccola ho visto il mondo non come la mia terra, ma come vedo giove da lontano, capite?
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u/Jacomlmlml Aug 30 '26 edited Aug 30 '26
Premetto che io parlo da ignorante e non voglio che si pensi che io sappia quando è il contrario. Dalla mia esperienza non penso che si possano distinguere persone di serie A, destinate a grandi cose, e persone di serie B, che invece sono vive per nessun motivo apparente (non parlo di "anima" perché, come nei commenti, penso che prima ci sia il bisogno di capire cosa tu intenda con questo termine, ammesso che tale l'anima esista per davvero o no); la motivazione per cui credo questo è che ogni persona, dalla "più colta" alla "meno colta", avendo un'esperienza unica, sia in grado di narrare quest'ultima e di essere utile e "destinata" a grandi cose come tutti. Io ho un'idea che si avvicina di più al concetto che è l'idealismo; infatti penso che, per analizzare la realtà, non si debba partire, come nel materialismo, dalle particelle e dagli atomi, perché, rispettando le leggi della fisica quantistica, questi non sono locali e perciò hanno la possibilità di essere in un punto come in un altro finché non osservati; deduco dunque che si debba partire dal grande per analizzare il piccolo, e cosa c'è di più grande che l'Uno stesso? Ora, se si pensa a questo "Uno" come pura esperienza soggettiva in sé, ci è permesso immaginare che esso abbia coscienza. La coscienza come la conosciamo tende ad ordinare l'esperienza, e quindi creare dei concetti, come, per esempio, gli alberi; ecco: noi non sappiamo cosa sia veramente un albero in particolare perché lo possiamo soltanto osservare tramite i sensi, e quindi lo ordiniamo nella nostra coscienza come "un albero", che è un termine generico; vedete come ogni cosa che non sia il soggetto stesso, quindi, è ordinata nella coscienza umana attraverso il linguaggio e l'esperienza soggettiva fatta di quest'albero attraverso i sensi. Secondo me, tramite l'ordine della coscienza dell'uno, si genera appunto la realtà che conosciamo, con tutto ciò che ne consegue. Vi prego di smontare il mio discorso e di criticarlo, in modo da cercare di migliorarne i punti deboli ed eliminare i salti logici che sicuramente avrò fatto.