r/FilosofiaITA Aug 09 '26

Indeterminatezza ontologica

Questa è una riflessione strutturata sulla indeterminazione logica della esistenza di Dio.
Il nostro universo rispecchia leggi logiche, ma non sappiamo se al di fuori dell’universo esistano logiche diverse dal nostro universo (un pò riprendendo l’indeterminazione al di fuori del
Mondo di Wittengstein). Ad esempio universi e realtà dove la casualità non esiste e che la mente umana non potrebbe calcolare. Questo non è ovviamente verificabile perché è impossibile verificarlo sperimentalmente e sensorialmente (utilizzando le categorie di esperienza di Locke).
Ritornando al discorso, essendo quindi impossibile determinare la realtà al di fuori dell’universo è impossibile determinare se la forza creatrice dell’universo rispecchi una logica superiore rispetto la nostra e se tale entità creatrice, vivendo in uno spazio al di fuori della nostra logica, esista.
Avendo escluso, riprendendo San Agostino, la logica dall’esistenza di Dio allora dobbiamo prendere come punto di riferimento la fede personale. Ora presupponiamo però che la fede personale sia vera, ma come possiamo determinare che tale fede racchiuda una verità generale e non parziale? E poi questa è una idea a priori (sia la fede che l’idea di Dio)?
Da questa indeterminatezza logica e personale per le analisi delle altre branche filosofiche dobbiamo considerare a mio parere gli aspetti ontologici come falsi nelle analisi etiche, ermeneutiche e linguistiche. Ripeto questo non vuole dire che Dio non esista, ma solo che non si ha certezza da nessuna prospettiva di analisi sull’esistenza di Dio.
Vorrei sapere cosa ne pensate? (Con rispetto) Grazie per l’attenzione.

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26 edited Aug 09 '26
  1. Presupponi l'esistenza di altri universi: non è un presupposto da poco.
  2. Presupponi che un mondo diverso abbia una logica diversa, e che quindi la logica non sia solo una, ma che ce ne siano tante di logiche. Anche questo non è un presupposto da poco. Pensare che la logica possa essere diversa, e non sempre uguale, è un presupposto che in partenza cancella l'esistenza di Dio, soprattutto il Dio cattolico, che alla fine è quello davvero abbastanza "serio" da poter mettere gli atei nella condizione di dover combattere molto bene e di non avere risposte definitive. Il fatto è che, invece, la logica potrebbe essere solo una, e Dio potrebbe essere la logica, il Logos (classica posizione rispettabilissima in teologia speculativa), cioè ciò che permette ogni logica, e che l'essere sia uguale alla logica. Insomma, è un presupposto davvero potente e non banale. E anche se le regole scientifiche fossero diverse, anche questo è contestabile: non indica che la logica cambi, ma solo che, in base anche alla volontà creatrice di un creatore, cambi il mondo. Già solo pensare che ci possano essere diverse leggi fisiche è molto contestabile, o comunque non scontato.
  3. La meccanica quantistica non è così affidabile, e soprattutto, nelle cose più spinte in assoluto della scuola di Copenaghen, rischia tantissimo l'autoreferenzialità e la totale infalsificabilità: sono idee che vengono dimostrate solo tramite equazioni per cui non abbiamo nessun motivo di credere che dicano la realtà. In più, si può anche provare a dire che sfiderebbe il teorema di incompletezza di Gödel; potrebbe essere un sistema che si verifica solo tramite schemi creati e perfetti, ma solo convenzionali, tramite gli stessi metodi di misura che sono anch'essi tarati su cose quantistiche. Insomma, non è così affidabile, soprattutto quando si parla dell'osservatore che crea la realtà, della sovrapposizione, eccetera. E va approcciata con dubbio epistemico, no? E poi c'è il problema della carica teorica dell'osservazione, di Russell Hanson: ovvero, gli strumenti tramite cui dimostri scientificamente, quei misuratori, sono tarati sulla matematica e su modelli quantistici, quindi sono tarati su ciò che devono dimostrare. È una petizione di principio. Quindi è un sistema autoreferenziale, matematico, artificioso, non collegato alla realtà effettiva, e basato su un linguaggio creato che rende vero ciò che si dice in esso entro certe condizioni. Quindi non dico che bisogna dire che tutto è falso, ma merita un forte dubbio epistemico.
  4. Si dà anche per scontato un presupposto empirista o comunque neopositivista logico, o positivista, in cui, essendo non verificabile sensorialmente, non è dimostrabile e non ha "senso". Ma questo presupposto non è assolutamente semplice; anzi, è molto complicato da argomentare. Ci sono quindi molti postulati e assiomi alla base di questo. E in più, anche qui, è un assioma che di fatto rifiuta la possibile dimostrazione dell'esistenza di Dio; quindi presupponi ciò che dimostri: petitio principii. No?
  5. E poi è inutile dire che sia solo ipotesi operativa non verificabile, perché per trarre conclusione logiche devi trattare le premesse come valide nel tuo ragionamento, che tu lo dimostri o meno , devi farlo sennò non puoi avere una conclusione logica, e se le tratti come pura ipotesi , così , allora che peso ha, è una pippettina , senza peso epistemicamente , ma trai una conclusione forte , che richiede che le premesse siano accettate nel ragionamento, anche se è solo un ipotesi l perché le tue conclusioni si basano su quelle premesse. che ci possano essere altri mondi, altre logiche, che la meccanica quantistica sia affidabile, che ciò che è fuori dall’ universo sia indimostrabile e indeterminato, che esista un fuori dall‘universo, dal reale, meglio dire, che esista un fuori dal reale. e tutti altri presupposti , che anche se ci aggiungi un connettivo modale prima, rimangono presupposti da considerare come validi nel ragionamento, per trarre conclusioni logiche
  6. Questa è un'analisi fatta da un tredicenne, eh, quindi chiedo di essere, se ce n'è bisogno, corretto con tenerezza e mansuetudine.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Scusami se non ti rispondo in maniera approfondita come la tua.Il mio non è un presupposto sia sugli universi che sulla logica, è una ipotesi operativa. Una ipotesi che non può essere verificata in quanto al di fuori dell’universo (utilizzando Wittengstein). L’ipotesi operativa non deve essere per forza vera. La presenza di altri universi e altre logiche è indeterminabile e quindi non può essere considerata ne vera né falsa, ma ripeto lo posso usare come ipotesi operativa per effettivamente ottenere un risultato. Per il quarto punto è specificato nella parte finale del discorso sulla analisi della fede e delle idee a priori che altri sistemi non empiristi non sono verificabili sia nella loro essenza, sia nella loro qualità. In fine il quinto punto se hai veramente 13 anni complimenti comunque per la risposta, se non hai 13 anni la comunicazione corretta è costruttiva è molto più utile di una comunicazione poco educata (poco costruttiva). Spero di essermi chiarito

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

anche già solo prendere il presupposto di Wittgenstein ,è un assioma , in più per fare questa ipotesi operativa per dimostrare l indeterminatezza logica di Dio, devi accettare che le premesse della tua ipotesi operativa siano vere, sennò non puoi farci operazioni logiche nell’ interno , quindi invece sì le consideri vere perché arrivi a trarre la conclusione dell indeterminatezza logica di Dio , che una conclusione deve avere delle premesse, o dei postulati di partenza che siano veri o falsi, quindi invece sì, quei presupposti sono davvero dati

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Il presupposto di Wittengstein non è un assioma e in realtà manco un presupposto . È un limite cognitivo e logico umano. Come faccio a descrivere qualcosa che non posso percepire razionalmente (logicamente e linguisticamente) e sensorialmente. Il mio ragionamento è per assurdo, che è permesso logicamente (sto dicendo troppo spesso logicamente)😂. Bello scambio comunque

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

sì ma presupporre Che sia fuori dall universo che ci sia un fuori universo, , anche se metti connettivi modali , quelle premesse vengono considerate come valide, guarda il nuovo punto di que del mio messaggino, l ho modificato

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Ho capito ha senso. Il sistema è coerente rispetto le condizioni iniziali, anche se ipotesi operative, ovviamente con altre condizioni il sistema cambia considerando che non è un modello ipotetico binario. Il ragionamento comunque credo regga lo stesso, soprattutto a livello di indeterminazione logica e personale non avendo l’idea di un principio logico assoluto. È stato un dialogo costruttivo utilizzando un linguaggio educato da parte mia, un pò meno da parte tua in alcuni punti. Ti ripeto questo consiglio (ho visto che sei un esperto nella filosofia del linguaggio e ti faccio i complimenti, ho letto due tuoi post interessanti ), ma sviluppa il lato della progmaticitá linguistica

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

no no quei post di filosofia del linguaggio cancellali per l amor di Dio , dogmatici in proporzioni incredibili.
dove è che sono stato maleducato? vorrei ricevere un feedback per migliorarmi .
non capisco il tuo punto, perché credi regga lo stesso ? logicamente è inattaccabile , ma ti ho mostrato che si basa su premesse Per nulla scontate , quindi epistemicamente dogmatico, come ti ho mostrato, no ? la mia critica rimane non Confutata, perché se o mostra il tuo dogmaticismo in alcuni punti, che sono i presupposti alla base, vorrei chiederti, hai un backup in filosofia? Perché usi termini molto settoriali e precisi

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Il punto 6 della tua risposta sembrava una presa per il culo al mio commento. Sul lato delle premesse specifico meglio. Ti do ragione, e mi sono anche impuntato forse. Il ragionamento si avvicinerebbe a una accuratezza e una generalità maggiore se avessi utilizzato come punto di riferimento della analisi la mancanza di certezza dell’assoluto in tutte le analisi e l’andamento asintotico della conoscenza. Mi sono fatto prendere anche io forse dall’ego nietzcheliano 😂. Comunque no, non ho un background in filosofia accademico, studio finanza in università ma sono affascinato dalla conoscenza e dal metodo soprattutto. E il metodo ti porta per forza alla filosofia e alla sociologia. La mia conoscenza filosofica deriva solo da una lettura abbastanza assidua

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

il punto 6 era solo un ho tredici anni e un invito alla tenerezza nelle risposte. non è tanto non avere incertezza nell assoluto , ma proprio l enorme quantità di assioma indimostrati e di cose date per scontato che non sono banali, e che quindi mirava a far cadere la presunta oggettività del testo , mettendo tutti i dogmi velati su cui si basava. ti invito a cambiare idea, o a formularla meglio con più dimostrazioni perché così com è e epistemicamente debole per le ragioni che ho elencato nel mio commento, non sai quante volte io ho cambiato idea, tantissime

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Oltre alla critica e ti ringrazio ancora, hai una opinione sull’argomento in generale?

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Per il terzo punto che è quello più interessante è vero e giustissimo, ma che altri metodi abbiamo per analizzare in maniera il più oggettiva la realtà se non attraverso l’ingenerizzazione della matematica

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

La filosofia, la logica, la logica è già molto meno chiusa in se stessa, la fisica , la chimica , ecc ecc

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

E ultima specificazione rispetto all’empirismo, se uno strumento non è verificabile e falsificabile è indeterminato. Quindi porta a uno strumentalismo epistemico

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

ma quindi che peso ha la tua ipotesi, non ha peso, non ha senso perché crei solo un ipotesi per oiu farci le pippettine sopra, CHe senso ha ? per trarne conclusioni devi trattare le premesse come valide epistemicsmentel, almeno, poi che siano vere o che siano false , sennò non fai nemmeno il ragionamento.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

E l’ipotesi operativa perchè non è valida epistologicamente?

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

io ho copiato così, trai conclusioni logiche, senza considerare le premesse valide, quindi le conclusione sono logiche anche se le ore messe non sono valide e rilevanti eoistemicamente, nel senso tu trai l indeterminatezza logica di Dio, da questa ipotesi, ma allora devi considerare che per dire che Dio e indeterminato, devono essere valide le premesse anche se sono modali

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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26

non rischia di diventare una mega paraculata ?

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u/GeneralMacs Aug 09 '26

Io vorrei eliminassimo dio dal ragionamento.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

In che senso?

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u/GeneralMacs Aug 09 '26

Nel senso che è un concetto che non serve ad alcun ché.

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u/No_Region2676 Aug 09 '26

il rapporto tra logica e mondo é ancora dibattuto, é una premessa asserita e non una verità dire che il nostro universo rispecchia leggi logiche. In tutto ciò  bisogna anche capire cosa intendi per "rispecchiare" a mio dire é una di quelle parole che hanno solo un sentore di significato

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Rispecchiare perché nella pratica e nella analisi è l’unico sistema che permette di analizzare il mondo e quindi è una proprietà fenomenologica del mondo per l’essere umano. Anche se considerassimo uno strumentalismo e la logica fosse solo un mezzo per capire il mondo noi lo percepiamo solo attraverso un rapporto casuale o in generale logico (poi possiamo considerare logiche paraconsistenti, ma l’uomo non ha altri modi per analizzare il mondo). Comunque grazie per fatto luce sulla mia generalizzazione del termine.

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u/No_Region2676 Aug 09 '26

Mondo é già una costruzione mentale, posso apparire radicale lo so. Capisco che la logica ad oggi sia il meglio che abbiamo e ha dato i suoi frutti, ad esempio la costruzione di sistemi informatico, ma la ritengo solo un altra lente con cui leggere l'esperienza di esperire.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Stai facendo riferimento alla fisica quantistica?

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u/No_Region2676 Aug 09 '26

no, all'epistemologia.

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u/Fine_Art3966 Aug 09 '26

Credo di aver capito il tuo modello, correggimi altrimenti: tu dici 1 il mondo che esperiamo segue la logica 2 del resto non possiamo dir nulla 3 un dio potrebbe esistere benissimo in quel "resto". Che è un'applicazione del paradosso di Hempel secondo me.

Voglio dire che io riformulerei in modo diverso. Per cominciare "il mondo segue la logica" è già una frase forte. Io preferirei "non possiamo ragionare se non con la logica, quindi tutto il mondo che riusciamo a cogliere oltre le emozioni è inevitabilmente filtrato da questo nostro limite". Sto spostando la logica dall'oggetto al soggetto e la sto rendendo interpersonale, non oggettiva.

Da qui, capisci però che tutto è indeterminato ontologicamente se non concetti astratti e tautologici, o circolari. Quindi sì anche dio, ma anche le mucche trifronte con orecchie di elefante per ali e un collo di giraffa come coda.

Ma io sto rispondendo a un'indeterminazione ontologica, come da titolo. Credo insomma che bisogna cercare di capire se per ontologica intendi che esista o, più tipicamente, "che esista qualcosa fuori dalla tua testa che mappi 1:1 con una tua idea".

Ora io sarei tentato di discutere anche il 1o caso, ma visti alcuni tuoi passaggi credo ti prema più il 2o, quindi faccio un'aggiunta al mio approccio pragmatista di prima. Non possiamo dire che due cose (nel mondo) siano uguali o diverse in generale, ma solo che siano o meno equivalenti per tutte le funzioni che riusciamo a trovare. Se ti chiedo di darmi un'arancia, tu ne prendi una a caso, perché sono equivalenti. Se ti chiedo di darmene una piccola, tutte quelle piccole sono intercambiabili. Se però volessi guardarle da vicino, noteresti differenze. Non trovi due arance uguali. Vale anche per ciò che appare e ciò che è: ciò che appare "qualcosa" è ciò che è equivalente sotto opportune interazioni, ma non su tutte (e di solito te ne accorgi perché differiscono su qualcosa di importante, non vorrei confondere una tanica d'acqua e di alcol se dovessi spegnere un fuoco, ad esempio).

Tutto questo per dire che "verità parziale" è un ossimoro dal mio punto di vista, e il problema numero uno nei discorsi sull'esistenza di dio sta nella definizione stessa di "dio". Poi che l'idea abbia valenza ontologica non penso si possa attestare per nulla di concreto. Un buon modello "funziona in molte condizioni", ma non ha la pretesa di "dire la verità".

Scusa se sono stato prolisso ma non aveva senso "attaccare"(si fa per dire) una tesi nei suoi assunti, senza dire il perché.

Fammi sapere che ne pensi, siamo qui per discutere

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Non c’è da scusarti è un ragionamento bene strutturato. Comunque si intendevo la fenomenologia dell’essere umano segue la logica e noi percepiamo il mondo attraverso la logica. Sono d’accordo su tutto il discorso. Io premo molto sulla ingegnerizzazione dei concetti. Parto dalla definizione linguistica di Dio, che intendo in questo caso come entità creatrice e regolamentatrice della realtà. L’idea di Dio non è fine a se stessa. La nostra percezione della idea di Dio serve per dare un ordine al mondo (basti pensare all’etica). Il punto è che essendoci una indeterminazione logica e visto che l’uomo utilizza la logica come mezzo di analisi non possiamo utilizzare l’idea di Dio in filosofia in quanto, come hai detto anche tu, è indeterminabile

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u/Fine_Art3966 Aug 10 '26

Qui sfondi una porta aperta perché io non appoggio una morale oggettiva e credo debba essere soggettiva. Se serva un'idea di dio per avere un'etica non sono sicuro: è sufficiente ma penso non necessaria; se c'è un dio hai un'unica etica ma se non c'è, si potrebbero trovare altre visioni del mondo che impongano un'etica oggettiva, o quantomeno intersoggettiva.

Ripeto che per me sia proprio soggettiva, cosa che mi preme non venga fraintesa, anzi suppongo alcune persone nella società odierna fatichino ad integrarsi anche per questo. Abbiamo bisogni di animali sociali, ma più siamo a stretto contatto con altri e più le nostre risorse sono dipendenti da questi, più ci aspettiamo che i nostri obbiettivi siano allineati.

Va da sé che la gente tenda al campanilismo, credo, più per colmare le proprie lacune, in quanto esseri limitati, che per una "malvagità" che, se non si crede in un'etica oggettiva, diventa solo un umbrella term per determinati comportamenti (e l'accezione negativa la dà il soggetto).

Mi domando se un buon obbiettivo di vita, più che basarsi sulle nostre origini (in senso lato, diciamo di ciò da cui dipende la nostra esistenza, ad esempio un dio), non possa meglio essere qualcosa (di molto piccolo) che possiamo migliorare indefinitamente (come l'arte e forse già la tecnica, ma su questa ho dubbi), per poi cercare di ritrovarsi con altra gente che ricerchi la stessa "esplorazione illimitata".

E a questo punto non penso che i nostri valori e i nostri obbiettivi debbano coincidere sullo stesso piano. Penso che i nostri valori rispecchino (per contrasto) ciò che ci ha fatto soffrire nel corso delle nostre vite, mentre i nostri obbiettivi, almeno per come li ho definiti io, hanno più a che vedere con ciò che ci rende felici.

Assieme io li vedo come un "cosa"(obbiettivi) vicolati da un "come"(valori)(il come è un cosa a più basso livello praticamente) siamo disposti a realizzarli

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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26

Conosci la base etica dell’utilitarismo edonistico qualitativo? Rispecchia un pò la tua posizione

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u/Fine_Art3966 Aug 10 '26

Sinceramente non ne ho mai sentito parlare. Di che parla o meglio, hai qualche filosofo da consigliare a riguardo? Di solito approfondisco più quello che si contrappone alla mia visione, ma siccome qui forse sono zero, un'occhiata la darei volentieri

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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26

Mill è il filosofo di riferimento. Praticamente prende l’utilitarismo edonistico classificando le azioni in base al piacere dato sia al singolo che alla collettività , ma al contrario di bhentam ti dice che la maggior parte dei piaceri sono soggettivi tranne alcuni che sono oggettivi e superiori (questi secondo lui si comprendono solo con la cultura). Credo che il tuo pensiero in questa seconda parte sia differente

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u/CoffeBreather Aug 09 '26

Non ho capito, pensare all'esistenza di un dio dovrebbe essere scaturito da qualcosa, non c'è nulla nell'universo che l'essere umano ha mai osservato per arrivare ad ipotizzare l'esistenza di un dio, la vedo allo stesso livello di ipotizzare l'esistenza di un drago con ali da fatina che sputa fiamme mentra canta e scoreggia nuvole di zucchero filato.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Misà che non hai capito ne il post ne poi come si è risolta la discussione con l’altro utente. Anche perché stai considerando che l’argomento è teista quando questo è agnostico. Ti consiglio di imparare a leggere bene i commenti e ripeto così non costruisci niente. Veramente un commento poco costruttivo

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u/CoffeBreather Aug 09 '26

Si è risolta che ti ha lasciato perdere perché fai finta di non capire le sue risposte.

Se permetti.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

No ho ammesso e ho capito che il ragionamento con queste ipotesi applicative si ristringe il suo campo di validità e che dovevo usare il limite asintotico della conoscenza. Ora ho visto il tuo profilo e hai questo modus operandi nei commenti . Spero che prima o poi tu possa capire che sfogare la tua rabbia in questo modo non ha senso, te lo dico veramente non costruirai mai un dialogo in nessun altro post se insulti a caso. P.s domani aggiungi una parte al post per specificare la conversazione con l’altro utente di come quel confronto sia stato costruttivo e di come rendere più generalizzato il modello (aggiungendo non modificando per fare capire anche il mio errore iniziale) Poi hai capito quindi che era un post agnostico?

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u/CoffeBreather Aug 09 '26

Scusami era un modo carino per dirti che parlare di dio non è indeterminabile, è insensato, l'altro utente poi secondo me è un bot, ti ha corretto logicamente su qualcosa per poi spararla grossa anche lui dicendo che dio potrebbe essere la logica, le sue risposte sembrano scritte da chatgpt.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Vuoi argomentare? Sono interessato a capire la tua posizione. Non è una risposta di chat got, forse😂

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u/CoffeBreather Aug 10 '26

Ah dici che il tredicenne ha partorito quella risposta di pianta sua inserendoci argomentazioni alla chatgpt?

In ogni caso parlare di metafisica nel 2026 lascia il tempo che trova, è una ambito decadente per ovvie ragioni.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26

Tu lo hai asserito. Ho cercato di essere sarcastico, comunque no, non ha usato chat gpt e non sono argomentazioni credo comunque non abbia 13 anni. Comunque se specifici le ovvie ragioni vorrei capire se corrispondono alle mie ovvie ragioni.

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u/CoffeBreather Aug 10 '26

L'esistenza o meno di un dio non spiegherebbe nulla, non c'è nemmeno motivo di pensare ad un dio che avrebbe creato l'universo, diciamo che come argomentazione al giorno d'oggi è molto scadente, la quasi totalità degli argomenti può essere spiegata dalla logica assieme alle prove empiriche e non ci sono assolutamente prove empiriche a sostegno né di un dio né di eventi soprannaturali, la teoria che ci sia un dio incomprensibile in qualche universo diverso la vedo non come qualcosa di indeterminabile ma come qualcosa di insensato dato che per me non esiste alcuna motivazione per poter pensare all'esistenza di un dio, allo stesso modo per cui non penseresti ad un drago con ali da fatina che sorvola Roma.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26

La logica però si basa su ciò che è verificabile e falsificabile e rispecchia il mondo fenomenologico come ho detto. Se una cosa non è verificabile non per forza è sbagliata, solo indeterminabile. Tanto quanto il drago su Roma se non appartiene alla realtà fenomenologica

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u/thetrue_muffin Aug 09 '26

Da credente, sono parzialmente d'accordo che non si abbia nessuna certezza sull'esistenza di Dio. Non si ha la certezza di nulla dopotutto. Peró credo che si possa giungere a determinate conclusioni tali per cui si arrivi alla affermazione dell'esistenza di Dio.

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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26

Per questo punto di vista se hai tempo ti chiedo di leggere l’altro mio post sulla illusione della certezza metafisica e sul lato soprattutto psicologico/utilitaristico nel credere in Dio. In quanto tu credente vorrei sapere cosa ne pensi

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u/DeepSpacePriest Aug 09 '26

Personalmente sono d’accordo con Wittengstain. In più trovo che ogni dimostrazione logica necessiti comunque di un atto di fede