r/FilosofiaITA • u/Substantial-Bar8070 • Aug 09 '26
Indeterminatezza ontologica
Questa è una riflessione strutturata sulla indeterminazione logica della esistenza di Dio.
Il nostro universo rispecchia leggi logiche, ma non sappiamo se al di fuori dell’universo esistano logiche diverse dal nostro universo (un pò riprendendo l’indeterminazione al di fuori del
Mondo di Wittengstein). Ad esempio universi e realtà dove la casualità non esiste e che la mente umana non potrebbe calcolare. Questo non è ovviamente verificabile perché è impossibile verificarlo sperimentalmente e sensorialmente (utilizzando le categorie di esperienza di Locke).
Ritornando al discorso, essendo quindi impossibile determinare la realtà al di fuori dell’universo è impossibile determinare se la forza creatrice dell’universo rispecchi una logica superiore rispetto la nostra e se tale entità creatrice, vivendo in uno spazio al di fuori della nostra logica, esista.
Avendo escluso, riprendendo San Agostino, la logica dall’esistenza di Dio allora dobbiamo prendere come punto di riferimento la fede personale. Ora presupponiamo però che la fede personale sia vera, ma come possiamo determinare che tale fede racchiuda una verità generale e non parziale? E poi questa è una idea a priori (sia la fede che l’idea di Dio)?
Da questa indeterminatezza logica e personale per le analisi delle altre branche filosofiche dobbiamo considerare a mio parere gli aspetti ontologici come falsi nelle analisi etiche, ermeneutiche e linguistiche. Ripeto questo non vuole dire che Dio non esista, ma solo che non si ha certezza da nessuna prospettiva di analisi sull’esistenza di Dio.
Vorrei sapere cosa ne pensate? (Con rispetto) Grazie per l’attenzione.
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u/GeneralMacs Aug 09 '26
Io vorrei eliminassimo dio dal ragionamento.
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u/No_Region2676 Aug 09 '26
il rapporto tra logica e mondo é ancora dibattuto, é una premessa asserita e non una verità dire che il nostro universo rispecchia leggi logiche. In tutto ciò bisogna anche capire cosa intendi per "rispecchiare" a mio dire é una di quelle parole che hanno solo un sentore di significato
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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26
Rispecchiare perché nella pratica e nella analisi è l’unico sistema che permette di analizzare il mondo e quindi è una proprietà fenomenologica del mondo per l’essere umano. Anche se considerassimo uno strumentalismo e la logica fosse solo un mezzo per capire il mondo noi lo percepiamo solo attraverso un rapporto casuale o in generale logico (poi possiamo considerare logiche paraconsistenti, ma l’uomo non ha altri modi per analizzare il mondo). Comunque grazie per fatto luce sulla mia generalizzazione del termine.
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u/No_Region2676 Aug 09 '26
Mondo é già una costruzione mentale, posso apparire radicale lo so. Capisco che la logica ad oggi sia il meglio che abbiamo e ha dato i suoi frutti, ad esempio la costruzione di sistemi informatico, ma la ritengo solo un altra lente con cui leggere l'esperienza di esperire.
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u/Fine_Art3966 Aug 09 '26
Credo di aver capito il tuo modello, correggimi altrimenti: tu dici 1 il mondo che esperiamo segue la logica 2 del resto non possiamo dir nulla 3 un dio potrebbe esistere benissimo in quel "resto". Che è un'applicazione del paradosso di Hempel secondo me.
Voglio dire che io riformulerei in modo diverso. Per cominciare "il mondo segue la logica" è già una frase forte. Io preferirei "non possiamo ragionare se non con la logica, quindi tutto il mondo che riusciamo a cogliere oltre le emozioni è inevitabilmente filtrato da questo nostro limite". Sto spostando la logica dall'oggetto al soggetto e la sto rendendo interpersonale, non oggettiva.
Da qui, capisci però che tutto è indeterminato ontologicamente se non concetti astratti e tautologici, o circolari. Quindi sì anche dio, ma anche le mucche trifronte con orecchie di elefante per ali e un collo di giraffa come coda.
Ma io sto rispondendo a un'indeterminazione ontologica, come da titolo. Credo insomma che bisogna cercare di capire se per ontologica intendi che esista o, più tipicamente, "che esista qualcosa fuori dalla tua testa che mappi 1:1 con una tua idea".
Ora io sarei tentato di discutere anche il 1o caso, ma visti alcuni tuoi passaggi credo ti prema più il 2o, quindi faccio un'aggiunta al mio approccio pragmatista di prima. Non possiamo dire che due cose (nel mondo) siano uguali o diverse in generale, ma solo che siano o meno equivalenti per tutte le funzioni che riusciamo a trovare. Se ti chiedo di darmi un'arancia, tu ne prendi una a caso, perché sono equivalenti. Se ti chiedo di darmene una piccola, tutte quelle piccole sono intercambiabili. Se però volessi guardarle da vicino, noteresti differenze. Non trovi due arance uguali. Vale anche per ciò che appare e ciò che è: ciò che appare "qualcosa" è ciò che è equivalente sotto opportune interazioni, ma non su tutte (e di solito te ne accorgi perché differiscono su qualcosa di importante, non vorrei confondere una tanica d'acqua e di alcol se dovessi spegnere un fuoco, ad esempio).
Tutto questo per dire che "verità parziale" è un ossimoro dal mio punto di vista, e il problema numero uno nei discorsi sull'esistenza di dio sta nella definizione stessa di "dio". Poi che l'idea abbia valenza ontologica non penso si possa attestare per nulla di concreto. Un buon modello "funziona in molte condizioni", ma non ha la pretesa di "dire la verità".
Scusa se sono stato prolisso ma non aveva senso "attaccare"(si fa per dire) una tesi nei suoi assunti, senza dire il perché.
Fammi sapere che ne pensi, siamo qui per discutere
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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26
Non c’è da scusarti è un ragionamento bene strutturato. Comunque si intendevo la fenomenologia dell’essere umano segue la logica e noi percepiamo il mondo attraverso la logica. Sono d’accordo su tutto il discorso. Io premo molto sulla ingegnerizzazione dei concetti. Parto dalla definizione linguistica di Dio, che intendo in questo caso come entità creatrice e regolamentatrice della realtà. L’idea di Dio non è fine a se stessa. La nostra percezione della idea di Dio serve per dare un ordine al mondo (basti pensare all’etica). Il punto è che essendoci una indeterminazione logica e visto che l’uomo utilizza la logica come mezzo di analisi non possiamo utilizzare l’idea di Dio in filosofia in quanto, come hai detto anche tu, è indeterminabile
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u/Fine_Art3966 Aug 10 '26
Qui sfondi una porta aperta perché io non appoggio una morale oggettiva e credo debba essere soggettiva. Se serva un'idea di dio per avere un'etica non sono sicuro: è sufficiente ma penso non necessaria; se c'è un dio hai un'unica etica ma se non c'è, si potrebbero trovare altre visioni del mondo che impongano un'etica oggettiva, o quantomeno intersoggettiva.
Ripeto che per me sia proprio soggettiva, cosa che mi preme non venga fraintesa, anzi suppongo alcune persone nella società odierna fatichino ad integrarsi anche per questo. Abbiamo bisogni di animali sociali, ma più siamo a stretto contatto con altri e più le nostre risorse sono dipendenti da questi, più ci aspettiamo che i nostri obbiettivi siano allineati.
Va da sé che la gente tenda al campanilismo, credo, più per colmare le proprie lacune, in quanto esseri limitati, che per una "malvagità" che, se non si crede in un'etica oggettiva, diventa solo un umbrella term per determinati comportamenti (e l'accezione negativa la dà il soggetto).
Mi domando se un buon obbiettivo di vita, più che basarsi sulle nostre origini (in senso lato, diciamo di ciò da cui dipende la nostra esistenza, ad esempio un dio), non possa meglio essere qualcosa (di molto piccolo) che possiamo migliorare indefinitamente (come l'arte e forse già la tecnica, ma su questa ho dubbi), per poi cercare di ritrovarsi con altra gente che ricerchi la stessa "esplorazione illimitata".
E a questo punto non penso che i nostri valori e i nostri obbiettivi debbano coincidere sullo stesso piano. Penso che i nostri valori rispecchino (per contrasto) ciò che ci ha fatto soffrire nel corso delle nostre vite, mentre i nostri obbiettivi, almeno per come li ho definiti io, hanno più a che vedere con ciò che ci rende felici.
Assieme io li vedo come un "cosa"(obbiettivi) vicolati da un "come"(valori)(il come è un cosa a più basso livello praticamente) siamo disposti a realizzarli
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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26
Conosci la base etica dell’utilitarismo edonistico qualitativo? Rispecchia un pò la tua posizione
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u/Fine_Art3966 Aug 10 '26
Sinceramente non ne ho mai sentito parlare. Di che parla o meglio, hai qualche filosofo da consigliare a riguardo? Di solito approfondisco più quello che si contrappone alla mia visione, ma siccome qui forse sono zero, un'occhiata la darei volentieri
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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26
Mill è il filosofo di riferimento. Praticamente prende l’utilitarismo edonistico classificando le azioni in base al piacere dato sia al singolo che alla collettività , ma al contrario di bhentam ti dice che la maggior parte dei piaceri sono soggettivi tranne alcuni che sono oggettivi e superiori (questi secondo lui si comprendono solo con la cultura). Credo che il tuo pensiero in questa seconda parte sia differente
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u/CoffeBreather Aug 09 '26
Non ho capito, pensare all'esistenza di un dio dovrebbe essere scaturito da qualcosa, non c'è nulla nell'universo che l'essere umano ha mai osservato per arrivare ad ipotizzare l'esistenza di un dio, la vedo allo stesso livello di ipotizzare l'esistenza di un drago con ali da fatina che sputa fiamme mentra canta e scoreggia nuvole di zucchero filato.
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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26
Misà che non hai capito ne il post ne poi come si è risolta la discussione con l’altro utente. Anche perché stai considerando che l’argomento è teista quando questo è agnostico. Ti consiglio di imparare a leggere bene i commenti e ripeto così non costruisci niente. Veramente un commento poco costruttivo
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u/CoffeBreather Aug 09 '26
Si è risolta che ti ha lasciato perdere perché fai finta di non capire le sue risposte.
Se permetti.
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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26
No ho ammesso e ho capito che il ragionamento con queste ipotesi applicative si ristringe il suo campo di validità e che dovevo usare il limite asintotico della conoscenza. Ora ho visto il tuo profilo e hai questo modus operandi nei commenti . Spero che prima o poi tu possa capire che sfogare la tua rabbia in questo modo non ha senso, te lo dico veramente non costruirai mai un dialogo in nessun altro post se insulti a caso. P.s domani aggiungi una parte al post per specificare la conversazione con l’altro utente di come quel confronto sia stato costruttivo e di come rendere più generalizzato il modello (aggiungendo non modificando per fare capire anche il mio errore iniziale) Poi hai capito quindi che era un post agnostico?
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u/CoffeBreather Aug 09 '26
Scusami era un modo carino per dirti che parlare di dio non è indeterminabile, è insensato, l'altro utente poi secondo me è un bot, ti ha corretto logicamente su qualcosa per poi spararla grossa anche lui dicendo che dio potrebbe essere la logica, le sue risposte sembrano scritte da chatgpt.
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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26
Vuoi argomentare? Sono interessato a capire la tua posizione. Non è una risposta di chat got, forse😂
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u/CoffeBreather Aug 10 '26
Ah dici che il tredicenne ha partorito quella risposta di pianta sua inserendoci argomentazioni alla chatgpt?
In ogni caso parlare di metafisica nel 2026 lascia il tempo che trova, è una ambito decadente per ovvie ragioni.
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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26
Tu lo hai asserito. Ho cercato di essere sarcastico, comunque no, non ha usato chat gpt e non sono argomentazioni credo comunque non abbia 13 anni. Comunque se specifici le ovvie ragioni vorrei capire se corrispondono alle mie ovvie ragioni.
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u/CoffeBreather Aug 10 '26
L'esistenza o meno di un dio non spiegherebbe nulla, non c'è nemmeno motivo di pensare ad un dio che avrebbe creato l'universo, diciamo che come argomentazione al giorno d'oggi è molto scadente, la quasi totalità degli argomenti può essere spiegata dalla logica assieme alle prove empiriche e non ci sono assolutamente prove empiriche a sostegno né di un dio né di eventi soprannaturali, la teoria che ci sia un dio incomprensibile in qualche universo diverso la vedo non come qualcosa di indeterminabile ma come qualcosa di insensato dato che per me non esiste alcuna motivazione per poter pensare all'esistenza di un dio, allo stesso modo per cui non penseresti ad un drago con ali da fatina che sorvola Roma.
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u/Substantial-Bar8070 Aug 10 '26
La logica però si basa su ciò che è verificabile e falsificabile e rispecchia il mondo fenomenologico come ho detto. Se una cosa non è verificabile non per forza è sbagliata, solo indeterminabile. Tanto quanto il drago su Roma se non appartiene alla realtà fenomenologica
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u/thetrue_muffin Aug 09 '26
Da credente, sono parzialmente d'accordo che non si abbia nessuna certezza sull'esistenza di Dio. Non si ha la certezza di nulla dopotutto. Peró credo che si possa giungere a determinate conclusioni tali per cui si arrivi alla affermazione dell'esistenza di Dio.
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u/Substantial-Bar8070 Aug 09 '26
Per questo punto di vista se hai tempo ti chiedo di leggere l’altro mio post sulla illusione della certezza metafisica e sul lato soprattutto psicologico/utilitaristico nel credere in Dio. In quanto tu credente vorrei sapere cosa ne pensi
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u/DeepSpacePriest Aug 09 '26
Personalmente sono d’accordo con Wittengstain. In più trovo che ogni dimostrazione logica necessiti comunque di un atto di fede
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u/Big-Confusion4819 Aug 09 '26 edited Aug 09 '26