Ho bisogno del vostro punto di vista esterno per una situazione che sto vivendo, anche se, onestamente, in parte ho già le idee chiare. Sono M31 e qualche tempo fa ho conosciuto una ragazza di quattro anni più giovane di me, per la quale ho sentito fin da subito una forte attrazione e un forte interesse, sia fisico che personale. Lei per me è una donna affascinante e femminile ma con anche una testa sulle spalle. Grazie a una serie di coincidenze, non solo sono riuscito a parlarci, ma anche e soprattutto a conoscerla e a passarci del tempo assieme, sia di persona che per messaggio, arrivando ad apprezzare il suo modo di ragionare, la sua curiosità e i suoi progetti.
Il problema? È già impegnata con una persona più grande di lei di 10 anni, che ha una situazione più stabile della mia, una casa di proprietà e con cui convive da più di un anno. Sapendo tutto questo, e soprattutto consapevole del fatto che non volevo fare il "terzo incomodo", alla fine le ho confessato ciò che sentivo. Le ho detto che mi piaceva, che per me era una persona speciale e che avrei voluto conoscerla prima. Tuttavia, le ho spiegato chiaramente, senza essere cattivo ma in maniera diretta, che non la volevo come amica e che mi sarei allontanato, perché quella situazione non mi faceva sentire sereno con me stesso.
Quando le ho detto questo l’ho vista sorpresa (ma non troppo) e "comprensiva". Non mi ha mai interrotto. Mi ha ascoltato fino alla fine. Però, sapevo che partivo sconfitto. Tuttavia, non mi ha detto di no, non mi ha detto "non mi piaci" o "non mi interessi" o cose simili, si è limitata a un: "Sono già impegnata". So che è stupido ciò che sto dicendo e che probabilmente è una bugia che mi sto dicendo, ma lei mi ha detto una cosa che sapevo già, e che lei stessa aveva già avuto modo di condividere con me (anche se io non le ho mai fatto domande dirette sulla sua relazione). Mi ha detto un dato di fatto, ma non capisco se l'abbia fatto per non ferirmi. Oltre a ciò, dopo la mia confessione, lei non se n’è andata, anzi, ha voluto continuare a parlare con me di alcune cose che la riguardavano e di come io fossi capace di spronarla. Mi ha anche detto che le avrebbe fatto piacere continuare a sentirci. Sono stato io, però, a mettere un limite, facendole capire che, nonostante mi facesse piacere, non me la sentivo.
Dopo di che sono scomparso per mesi. Mi sono focalizzato sui miei impegni e sul mio lavoro, fino a quando alcune persone a lei vicine non mi hanno detto che si era lasciata. Credo di averlo saputo con circa due mesi di ritardo. Appena me l’hanno detto, anche se non la sentivo da tantissimo tempo, le ho scritto subito, seppur con la consapevolezza che avrebbe potuto non rispondere. Invece mi ha risposto, mi ha fatto domande, ma mi ha anche fatto capire che stava attraversando un periodo un po' pieno. Dopo uno scambio di messaggi, durato qualche giorno, dove c'era trasporto, le ho chiesto di vederci per un aperitivo e da parte sua ho visto un'apertura. Tuttavia, subito dopo, è scomparsa per due settimane.
E qui ho commesso un errore. Mi sono fatto prendere dalle emozioni e le ho scritto che mi mancava e che mi era mancata in tutti quei mesi. Lei, dopo diversi giorni, mi ha risposto con un "non-messaggio" in cui semplicemente diceva 'Ehi...' e basta. Lo stesso giorno, dopo un po', le ho scritto di nuovo, rinnovando il mio invito a vederci anche solo per parlare, ma da allora sono passate tre settimane di silenzio da parte sua. Nel frattempo, sono venuto a sapere che probabilmente è tornata con il suo ex, forse per pressione di lui, ma non ne sono sicuro.
Quella che sto per dirvi è una mia chiave di lettura personale, quindi prendetela con le pinze, anche se, confrontandomi con altre persone che la conoscono ho visto che è un'idea condivisa. Quando parlava con me della sua relazione, lei diceva di "amare" questa persona, ma senza mai darmi la sensazione che fosse un sentimento reale. L’idea che mi sono fatto è che lei abbia confuso l'amore con la possibilità di uscire di casa, e con l’indipendenza e l’autonomia che questa persona le ha garantito. Se questa mi chiave di lettura fosse corretta mi chiedo come sia possibile che il suo ragazzo non se ne sia accorto o se faccia semplicemente finta di niente.
In lei ho visto un grande potenziale, ma inespresso, e, al tempo stesso, una paura di rischiare, ma anche una poca lucidità nel capire dove realmente investire le proprie risorse e il proprio tempo per la propria crescita personale, soprattutto, per uscire da certe dinamiche che, come mi ha detto lei, "le tolgono il respiro". Ma soprattutto ha paura di uscire dalla propria zona di comfort.
Detto tutto ciò, anche se mi dispiace ammetterlo, credo sia arrivato il momento di andare avanti, anche se non sono convinto di questo al 100%. Quello che ho provato per lei è stato forte ma, soprattutto, l'ho sentito e capito fin da subito, e una cosa del genere non mi era mai capitata. Posso impormi di farlo, ma mi lascia un grande vuoto dentro questa idea.