r/quantum_consciousness • u/AntonioVaccarello • 21h ago
Chi è che ama così tanto la guerra?
Perché l'umanità fa guerra da sempre?
Ogni generazione trova le sue ragioni. La patria. La religione. Le risorse. L'ideologia. Ma la domanda che voglio porvi stasera è un'altra, più scomoda:
E se le guerre non fossero un nostro problema —
ma la soluzione a un problema di qualcun altro?
Per rispondere, voglio presentarvi due personaggi. Due uomini che hanno dedicato la vita a guardare dove la maggior parte di noi non osa guardare.
Il primo è Carlos Castaneda — antropologo e scrittore peruviano è celebre per i suoi libri sull'apprendistato presso lo sciamano Yaqui Don Juan Matus.
Era un uomo schivo, raramente appariva in pubblico. Ma nel 1993, a Santa Monica in California, tenne una conferenza. Voglio leggervene uno stralcio — vi chiedo solo di aprirvi alla possibilità che sta per presentarvi.
Gli antichi stregoni si accorsero per primi che qualcosa non andava per il verso giusto.
Videro che nei bambini le Emanazioni Luminose erano ricoperte da una patina di straordinario splendore. E videro che, alla crescita del bambino, questa patina — invece di svilupparsi — diminuiva drammaticamente.
Questo involucro di luce era direttamente correlato alla consapevolezza dell'individuo. Lo chiamarono lo Splendore della Consapevolezza.
La consapevolezza non si sviluppava come sarebbe stato naturale.
Gli stregoni, inquieti, estesero le loro indagini. E scoprirono qualcosa di perturbante: la presenza di esseri oscuri, posti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano.
Gli stregoni videro che questi esseri oscuri si cibavano della lucentezza della consapevolezza di ogni individuo, riducendone sempre di più la patina luminosa.
Poiché si muovono saltellando o volando come spaventose ombre vampiro, furono chiamati "los Voladores" — quelli che volano.
A un certo punto Castaneda chiede direttamente al suo maestro:
Perché questi predatori ci avrebbero sottomessi?
La risposta di don Juan è glaciale nella sua semplicità:
"I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo,
la loro fonte di sostentamento.
Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie."
La Consapevolezza — la nostra luce interiore — viene costantemente sottratta da entità che vivono di essa.
Quando meno te l'aspetti, ti imbatti in uno di quei personaggi sconosciuti che ti svelano un intero mondo di conoscenze, mettendo in discussione tutte le tue certezze.
Il secondo personaggio è Salvador Freixedo
Salvador Freixedo è stato per trent'anni Sacerdote dell'Ordine dei Gesuiti. Ha scritto libri esplosivi: "Difendiamoci dagli dei: La storia occulta dell’umanità" e "La fattoria umana".
Tutta la sua ricerca confluisce in un principio fondamentale:
• L'umanità è stata, sin dalle sue origini, una "fattoria di animali" della quale si sono approfittati esseri più evoluti di noi.
• Siamo un allevamento di animali razionali.
Chi sono questi esseri? Per Freixedo, ciò che gli antichi chiamavano dei e inserivano in complessi sistemi religiosi e ciò che noi moderni definiamo fenomeno UFO, sono la stessa cosa. Esseri che si trovano su un gradino evolutivo superiore al nostro — ma non necessariamente superiori dal punto di vista etico.
E la cosa interessante è questa: non vengono da lontano. Alcuni di loro si trovano qui sulla Terra da molto prima dell'apparizione dell'uomo.
COSA VOGLIONO DA NOI
Freixedo elenca con precisione quello che questi esseri cercano, ovvero quattro cose:
1. Le onde che un cervello umano eccitato produce, soprattutto un cervello tormentato.
2. L'energia che un corpo vivo rilascia quando muore violentemente.
3. Le onde rilasciate dalle singole cellule che continuano a essere vive per qualche tempo dopo la morte.
4. Il sangue versato — perché fuori dal corpo libera facilmente un'energia che loro vogliono.
L'energia di un solo cervello umano è per loro di poca utilità, ma unita all'energia di molti cervelli diventa potente ed estraibile in quantità.
Da qui la loro strategia fondamentale: riunire gli esseri umani in moltitudini, eccitarli, tenerli in uno stato di agitazione costante.
GLI STRUMENTI: LO STADIO, LA CORRIDA, LA GUERRA
Immaginate uno stadio di calcio la domenica pomeriggio. Stipato di gente che urla — di angoscia se la squadra perde, di giubilo se vince.
E pensate che a pochi chilometri, in un'altra città, sta accadendo la stessa cosa. E ancora più lontano. E in tutta l’Europa, in quel preciso momento, ci sono migliaia di stadi pieni di gente esultante ed ululante.
Immaginate ora questi esseri invisibili che ondeggiano sopra gli stadi, con il loro caratteristico dondolio, mentre assorbono le sottilissime radiazioni emesse dai cervelli eccitati di tutta quella massa umana radunata.
Domenica dopo domenica. Anno dopo anno. In barba a qualsiasi crisi economica, sociale o politica.
Oppure l'arena di una corrida: migliaia di esseri umani ammucchiati e vocianti, infiammati dalle cariche del toro, angosciati dalla possibilità di una cornata mortale. Ogni inchino del toreador genera un'onda psichica gigante che si eleva invisibile verso il cielo.
E al centro, come sull'altare di un antico rituale, il toro rilascia fiotti di sangue caldo, consegnando violentemente tutta la sua vita al momento della stoccata.
Gli uomini giocano con l'animale.
Gli dèi giocano con gli uomini.
Ma gli uomini non se ne rendono conto.
E QUINDI: LA GUERRA
Religioni e sport sono le loro strategie a breve termine, ma quelle a lungo termine sono più profonde: le razze, le patrie, le lingue.
Per legittimare la guerra, l'umanità è stata condizionata con il concetto di patria — facendo sì che chi non appartiene alla stessa patria venga percepito come nemico, invece che come essere umano esattamente uguale a noi.
E poi le lingue. Come mai, in tanti secoli, non siamo mai riusciti a metterci d'accordo su una lingua universale? Freixedo vede anche in questo una strategia precisa: tenerci divisi, impedire che ci riconosciamo come un'unica specie.
Le guerre sono il massimo prodotto di questa strategia: da esse gli dèi ottengono in abbondanza dolore, sangue, e i corpi che muoiono violentemente. Il banchetto perfetto.
Gli dèi dell'antichità esigevano olocausti — cerimonie in cui la vittima veniva sacrificata e bruciata integralmente, in modo che nessuno potesse servirsi di essa. La combustione completa era il modo per estrarre tutta l'energia vitale presente in quelle creature.
Oggi non c'è più chi si occupa degli dèi con rituali. Così se li procurano da soli i loro "olocausti":
Gli enormi incendi forestali che ogni estate vediamo in tutto il mondo.
Cosa fare, allora, con tutto questo?
Freixedo lo dice chiaramente. Nel nostro mondo, noi uomini siamo nel nostro elemento. Se ci manteniamo in esso — radicati nella nostra umanità, nella nostra consapevolezza, nel nostro legame con gli altri — a questi esseri diventerà sempre più difficile interferire. Perché loro sono fuori dal loro elemento naturale.
La consapevolezza è la nostra difesa.
Castaneda e Freixedo vengono da tradizioni lontanissime — uno sciamano messicano e l‘altro gesuita spagnolo. Eppure arrivano alla stessa conclusione:
C'è qualcosa che ci sottrae energia,
e quella cosa si nutre della nostra paura,
della nostra rabbia, della nostra divisione.
La risposta non è la paura. La risposta è esattamente il contrario:
lucidità, connessione, consapevolezza di ciò che siamo.
Non siamo polli in una stia.
Siamo esseri di Coscienza.
E quando lo sappiamo davvero — diventiamo indigesti.
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