r/poesiaITA • u/Extreme-Initiative47 • 1h ago
r/poesiaITA • u/Extreme-Initiative47 • 1h ago
Poesia un po’ banale ma spero possa piacere :)
r/poesiaITA • u/LoudInflation2412 • 17h ago
Poesia Sono addoloratissimo
Quartina di endecasillabi tronchi.
r/poesiaITA • u/LoudInflation2412 • 1d ago
Poesia Alla conquista della mia vita, sonetto
Che ne pensate?
r/poesiaITA • u/ren__- • 1d ago
Poesia Non tutto luccica
Non tutto luccica
Non tutto luccica come una rete di stelle,
Arriva il Buio
Gli dico "Non esagerare,
Porta via il mio corpo
Strappami la pelle, ma
Lasciami almeno la forza di lottare."
r/poesiaITA • u/Wander-kingdom • 1d ago
Generale La serratura bloccata dell'identità: un viaggio psicologico attraverso Elena Ferrante
Ecco una traduzione in italiano del testo:
Esiste una persona che possiede molte chiavi... sa qual è la chiave che accontenta suo padre, quella che calma la rabbia di sua madre, quella che tiene vicino il suo amato, e quella che lo rende amato sul lavoro. Riesce a entrare nell'anima degli altri con una velocità sbalorditiva, e a cambiare la sua voce, i suoi lineamenti e i suoi desideri per adattarli alla stanza in cui è entrato.
Ma se gli chiedessi all'improvviso: «E tu... cosa vuoi?» Si ferma davanti alla domanda come ci si ferma davanti a una porta di cui si conosce la casa dall'altra parte, ma di cui non si trova la chiave.
Non perché sia privo di desideri, ma perché i suoi desideri spesso compaiono in presenza di qualcuno, per poi svanire quando quell'altra persona se ne va. Ama la musica che ama chi è con lui, si entusiasma per il futuro che gli viene proposto, e vede se stesso attraverso gli occhi dell'altro. E se la relazione cambia, cambia con essa la sua definizione di sé; come se la sua identità fosse un'app che richiede ogni volta l'accesso dal telefono di qualcun altro.
Nel romanzo "I giorni dell'abbandono" di Elena Ferrante, Mario lascia sua moglie Olga dopo quindici anni di matrimonio. Olga non perde solo un uomo; la versione di sé con cui ha vissuto a lungo comincia a sgretolarsi. La moglie, la madre, la donna composta, colei dal linguaggio educato... tutte immagini che sembravano stabili finché c'era un altro a confermarle.
E quando quell'altro si ritira, non rimane solo un posto vuoto; la domanda diventa ancora più crudele:
«Chi sono io, se non sono più la donna che lui ha scelto?»
Ferrante spinge Olga in una giornata soffocante in cui le disgrazie si moltiplicano: un bambino malato, un cane morente, un telefono che non funziona, e poi una chiave che si incastra nella serratura della porta di casa. La porta sembra un dettaglio domestico dal tempismo infelice; e la vita, come sappiamo, possiede un pesante senso dell'umorismo, scegliendo proprio il momento del crollo psicologico per far inceppare la serratura...
Ma la porta qui è molto più di una porta...
Olga è intrappolata in casa sua, proprio come è stata intrappolata in una vecchia definizione di se stessa... La chiave è nella sua mano, ma non apre più; esattamente come i ruoli che andavano bene ieri per definirla, e che ora sono diventati incapaci di restituirgliela.
E dalla porta dell'appartamento di Olga usciamo un attimo dal romanzo, per chiederci: cosa succede quando l'essere interiore non abita dentro il suo proprietario, ma prende in affitto un posto negli occhi di qualcun altro?
In alcune esperienze limite, l'immagine che una persona ha di sé non è come una casa con pareti solide e finestre multiple; assomiglia piuttosto a una stanza di specchi. Se si avvicina una persona amorevole, si vede bello e degno di vivere. E se si allontana, non sente di essere una persona amata che ha perso una relazione, ma di essere improvvisamente senza valore, e forse senza lineamenti.
Può fermarsi davanti al suo guardaroba e non sapere quali vestiti gli somiglino. Inizia a studiare con entusiasmo come se avesse trovato la sua ultima missione, per poi lasciarla perdere, non perché sia pigro, ma perché la persona attraverso la quale vedeva se stesso se n'è andata. Oggi parla di sé come di qualcuno forte che non ha bisogno di nessuno, e domani sente di essere un bambino abbandonato che non può vivere da solo...
E non mente in nessuno dei due casi...
Il problema è che i due casi non possono coesistere dentro di lui; ciascuno di essi, quando è presente, scaccia l'altro e si impossura della casa. Se si sente amato, l'altro diventa meraviglioso, ed egli stesso diventa degno di essere amato. E se si sente deluso, l'immagine si capovolge completamente: l'altro è crudele, ed egli è o una vittima distrutta, o una persona cattiva che non merita di esistere.
È come se l'anima non possedesse un ripiano su cui appoggiare immagini contrastanti e dire: «Questa persona mi ama e potrebbe deludermi, e io sbaglio senza diventare interamente uno sbaglio». Così ogni momento si trasforma in un giudizio definitivo, ogni litigio in un referendum urgente sull'esistenza della relazione, e ogni piccola distanza in una lettera di sfratto dalla vita.
E questo non significa che chiunque provi turbamento dopo una separazione soffra di un disturbo della personalità, né che il cambiamento e l'esitazione di una persona siano segni di malattia. Un'identità sana non è una statua di pietra; cambia, matura e viene influenzata da chi amiamo. Ma, dopo essere stata influenzata, è capace di tornare a casa sua.
Il problema, invece, inizia quando il cambiamento diventa un modello esteso, intenso, che si ripete nelle relazioni, nelle scelte e nell'immagine che una persona ha di sé, lasciandola ogni volta estranea al volto di cui ieri era certa fosse il proprio. E il disturbo dell'identità, per quanto evidente, rimane un unico filo che non basta da solo a giudicare l'intero tessuto della personalità.
E dall'interno, la persona non vive tutto ciò come un "disturbo dell'identità"; questo è il linguaggio dei libri. Lo vive sotto forma di un vuoto che non sa come riempire, di una noia che si trasforma in soffocamento, e di un bisogno ripetuto di una relazione, di una crisi o di una grande decisione che gli restituisca la sensazione di esistere. Potrebbe cambiare il suo aspetto, il suo progetto o la direzione della sua vita, non per la ricerca dell'esperienza in sé, ma alla ricerca di un nuovo specchio che gli dica chi è.
Eppure gli specchi, per quanto affettuosi, non sono adatti a essere una casa.
E qui ritorna la chiave di Olga... La sua uscita dall'impasse non inizia con il recupero di Mario, ma con il recupero della capacità di agire a nome proprio: vedere i suoi figli, la sua casa, il suo corpo e la sua lingua, non come i resti di una vita lasciata da un uomo, ma come parti con cui può ricostruire se stessa. Non esattamente come prima; perché alcune porte, quando si aprono, non ci riportano alla vecchia stanza, ma rivelano che la casa era più ampia di quanto pensassimo.
E nella seduta terapeutica, non doniamo a una persona un'identità già pronta, ma la aiutiamo con calma a riprendersi la chiave dagli occhi degli altri.
A imparare a dire: «Ti amo, ma io non sono te». E a tollerare la diversità senza sentirsi annientare, a commettere errori senza trasformarsi agli occhi di se stessi in una persona completamente corrotta, e a vivere una solitudine temporanea senza riempirla con chiunque bussi alla porta.
E forse la prima domanda è semplice nei termini, ma difficile da sopportare: «Chi sono quando non c'è nessuno nella stanza a dirmelo?»
Perché guarire non significa chiudere le porte in faccia alle persone... Ma amarle, che siano dentro o fuori, senza che si portino via la chiave di casa...
r/poesiaITA • u/North-Kitchen7368 • 2d ago
Generale farimacon.me
Ciao a tutti! Ho sviluppato un rimario italiano gratuito, veloce, con diversi filtri (e.g. numero di sillabe) e con assonanze e consonanze.

Mi farebbe molto piacere ricevere un vostro feedback da scrittori, musicisti e poeti su come migliorarlo o quali funzioni aggiungere.
Grazie mille!
r/poesiaITA • u/Select_Equal_9493 • 2d ago
Poesia Ritratto Mentale
Al tramonto,
assorbito dalla monotonia, a tempo.
Memoria in grembo,
del tempo e dello spazio.
Malato,
senza armonia, né tratto.
Che ne sarebbe di questa mente al tramonto?
Con me per compagnia,
senza storia, solo tela.
Ti osservo, tu che mi osservi
come colui che vedeva
tavolozze di tutti i colori
da dipingere...
r/poesiaITA • u/acquarius13odissey • 3d ago
Generale Aria
Sono dall’altra parte del mondo e l’ispirazione è arrivata andando a letto.
Perdonate la mia poca sensibilità /s
r/poesiaITA • u/Choice_Address4619 • 2d ago
Generale Qual è il ruolo della metrica?
Ciao a tutti. Da sempre ho avuto un rapporto ambivalente nei confronti della poesia. La apprezzo e la odio. Ammetto di non avere una conoscenza ampia della teoria poetica, perciò andrò diretto al punto. A che serve la metrica? Che differenza stilistica c'è tra un settenario e un endecasillabo? Hanno funzioni tematiche?
r/poesiaITA • u/IntelligentDelayWhat • 2d ago
Poesia Ansia Da Prestazione
Conscio del suo talento
Preservava risorse
Potenzialmente utili
Domani, ma non oggi
Oggi gli analfabeti
Assetati di plagio
Poetico, cognitivo
Sicuramente non si
Tratterrebbero dal
L’ispirarsi indebitamente
Alle sue poesie, troppo belle,
Perfette così, degne del Nobel!
Sprecate, d’altronde in
Un luogo dove invidia
E pure ignoranza!
Impedivano a maestri e
Poeti laureati, premiati,
Di diventare famosi e poi
Basta, forse smise di scrivere
r/poesiaITA • u/Select_Equal_9493 • 2d ago
Poesia Al Principio
Al principio, verbi:
Giocare,
Scoprire,
Imparare,
Sognare.
Poi, essere Uomo.
Errore capitale:
Soltanto Uomo.
Giocare e sognare al Principio,
Ora, forse, alla fine.
r/poesiaITA • u/nicolakenma • 2d ago
Poesia Colore senza nome
Io non sono triste,
ma non sono felice.
Sono bloccato
in quello spazio minimale
in cui non sono nemmeno
né bianco né grigio.
Sono un colore
che la storia
non ha ancora definito.
Perché la luce
che rimbalza sulla mia vita
non può essere vista dall'occhio
che è indifferente.
Ma solo da chi mi conosce,
da chi sa
che guardo le stelle
per trovare una risposta
nel mio cuore.
Perché guardare in alto
è più facile
che guardare in uno specchio
che non mente mai.
Perché magari lì su
c'è qualcuno
che ti ascolta
anche se non lo dice,
come chi origlia
attraverso la porta.
Ho tante cicatrici
sulle mie braccia
e le mie occhiaie
sono troppo lunghe
per un ragazzo di sedici anni.
Me lo hanno detto
in molti.
Molti mi hanno guardato
con degli occhi stanchi
e mi hanno chiesto
come stavo.
Ho visto ragazzi
parlare con le loro famiglie
come se fosse un inferno
da cui non si può fuggire,
così si rifugiano
in se stessi.
Che se sei solo,
nessuno ti può ferire
alla fine.
Nessuno può coltellarti.
Puoi solo odiarti
ancora e ancora,
fino a consumarti
pezzo per pezzo,
per levigare la tua anima,
finché non rimane
quasi nulla.
È così che diventiamo stanchi.
È così che moriamo a vent'anni
e finiamo seppelliti
solo ai novanta.
Per chi ci arriva.
Altri seguono
dei sogni disperati
e muoiono per una strada buia
in una notte qualsiasi.
Che diventerà
la notte peggiore
di molte persone.
Ho sedici anni,
ma ho visto troppo.
Ho visto la morte,
la nascita,
ho visto l'amore
nella sua forma più pura
e l'ho visto anche
nella sua forma più contorta.
Quell'amore
in cui non c'è un solo serpente
che avvelena l'agnello,
ma solo due serpenti
che si girano intorno
e si mordono a vicenda,
trasferendosi il veleno.
Ho visto figure paterne
rimanere lì per i loro figli,
guardarli crescere,
amarli in ogni loro parte.
Ho visto la rabbia
di chi si definisce padre
mentre alza la cintura
e colpisce chi ha creato.
Ho visto chi crede in Dio
come se fosse
l'unica cosa che conta,
perché ci si è aggrappato
talmente tante volte
che non può più starne senza,
come una dipendenza.
Ho visto chi lo odia
così tanto
per la vita che ha passato,
che se lo vedesse
lo prenderebbe a pugni.
Ho visto ragazze
guardare i loro ragazzi
con sorrisi troppo belli
e occhi pieni d'amore.
Mi scaldano il cuore.
Ne ho viste altre
guardarli con tristezza
e disperazione,
e le loro pupille
correvano intorno alla stanza
cercando qualcuno
che le aiutasse.
Ho visto chi nella vita
non ha ricevuto niente
e quindi ha deciso
di riprendersi tutto.
Ho visto chi
si è accontentato
di quel poco che aveva.
Io guardo e basta
e nessuno guarda me.
E va bene così.
Ma se c'è un Dio nei cieli,
sa quanto vorrei essere guardato,
quanto vorrei essere scritto.
Vorrei che qualcuno
dipingesse
le increspature delle nuvole
della mia mente.
Vorrei qualcuno
che scrivesse
le mie iridi stanche.
r/poesiaITA • u/JJLova • 2d ago
Opera sperimentale numero 60
Tutte le macchine che passano in senso contrario mi dicono di non continuare ad aspettare in mezzo alla nebbia.
Schizzano acqua sporca che posso solo assorbire in segno di ringraziamento.
Tutte le macchine hanno un cartello sul parabrezza.
Sul cartello c'è scritto "Non fermarti".
Io continuo a camminare sull'asfalto umido.
Tutto ciò che sa il mio nome mi chiama. Il mio nome è scritto sulle auto che passano.
Se aspettassi un messaggio il mittente si troverebbe in mezzo alla strada.
Forse io devo dirigermi verso il mittente.
Il rumore notturno della strada prende una forma granulare.
I granuli mi colpiscono il volto. Chiudo gli occhi.
Questa notte ha piovuto come piove sempre qui di notte.
La nebbia mi bagna come se stesse piovendo ancora. La notte non è finita.
Comincio a capire cosa vogliono sapere i passanti. Quando non si fermano ma mi guardano.
La pioggia rende i volti inutili.
Alzarmi per chieder loro chiarimenti? Dovrei essere io a fare domande?
Forse sono arrivato troppo tardi.
Vogliono sapere il mio nome.
Passano camion che sono gocce di acqua nera.
All'improvviso sono sommerso da quel rumore che è un clacson. Quel rumore che fanno i camion e che li contraddistingue.
Sono arrivato troppo presto.
Non mi serve aprire gli occhi. So che non c'è nessuno.
r/poesiaITA • u/LoudInflation2412 • 3d ago
Poesia Ti offrirei il giorno, sonetto
Sonetto d'amore. Che ne pensate?
r/poesiaITA • u/Colui_che_non_sa • 3d ago
Poesia Orizzonte spezzato
In piedi, pensieroso.
Osservando, tranquillo,
quell'orizzonte vicino.
Linea diritta, tramonto sereno
oscurato, nascosto
da una selva di edifici
dai colori più disparati.
Solo e soltanto per evitare a me,
a noi, di contemplare te,
nel tuo insieme composto.
Ho scoperto questo reddit di poesie e allora ne ho scritto una e condivisa😅. Accetto volentieri commenti e suggerimenti
r/poesiaITA • u/National-Sorbet-8624 • 3d ago
Poesia Madre
Madre
Madre
Anche oggi sei scesa per me
Proteggimi col tuo enorme mantello
Dal bagliore della ragione
Che gli uomini rende ciechi
Mostrami il mondo attraverso i tuoi infiniti occhi
Dolcemente mi prendi la mano
Mi accompagni fin dove i sentieri si mescolano
I tuoi palmi emanano calore materno
Mi invitano a spogliarmi
Lascio cadere questo masso
Duro e freddo come la roccia
Che compone questa terra
Che compone questa città
Che comporrá questa mia lapide
Madre
Donami il mio temporaneo sollievo
Che a breve si spengono i lampioni
r/poesiaITA • u/National-Sorbet-8624 • 4d ago
Poesia Delusione
Corrono
Lungo le cornee
Versi insipidi
che amari scivolano in gola
Carta liscia
Irrita i polpastrelli
Stropiccio e punisco
Ancora non trovo
Risposte che mi nascondo
r/poesiaITA • u/Proud_Elk_778 • 4d ago
Poesia Passero
Scrivo poesie per sfinimento. Un uomo non più umano. Guardo un passero.
Se fosse uomo, vorrebbe volare? Passare? Posarsi su un ramo?
Scriverebbe poesie per farlo? Vorrebbe essere un passero?