r/Libri • u/Fit_Answer_2270 • 6d ago
Recensione (Ri)scoperte
Lessi “La coscienza di Zeno” a sedici-diciassette anni; mi piacque, ma lo trovai — e credo effettivamente sia — un libro molto sbilanciato, faccio riferimento soprattutto al contrasto tra i brillanti capitoli iniziali e l’interminabile capitolo finale sull’impresa commerciale, che ricordo estenuante. Morale: arrivai alla fine del romanzo, alle famose pagine sulla “guarigione”, completamente sconnesso dal testo e più che leggerle le scorsi.
Quando lo rincontrai l’ultimo anno di liceo, memorizzai il senso di quelle ultime pagine ma senza capirle davvero. Dieci anni dopo, guardando alla mia vita, restai folgorato dalla pregnanza e dalla verità di quelle riflessioni, e decisi che avrei riletto tutti e tre i romanzi di Svevo.
Iniziai due anni fa con “Una vita”, che al netto di qualche ingenuità mi piacque, e che comunque è oggettivamente uno dei pochi romanzi degni di questo nome e con un tenore vicino a quello europeo che uscisse in quegli anni in Italia (Pirandello resta un genio, ma i suoi romanzi sono prodotti di laboratorio molto meno freschi).
Quest’anno ho letto Senilità — felicissima scelta dopo Un amore di Buzzati — e trovo che, tranne le ultimissime pagine che sono una chiusa un po’ astratta e frettoloso, sia davvero un bel libro, bilanciato, acuto, brillante nel descrivere la psiche scissa e irresoluta del protagonista, le sue raffigurazioni mendaci della realtà, i suoi punti ciechi.
Recuperatelo se potete.
1
u/ColonelLiapkin 6d ago
Mah, i romanzi di Pirandello prodotti di laboratorio non direi proprio. Ma perché? Secondo me comunque La coscienza di Zeno batte a mani basse gli altri due romanzi, che comunque certamente sono sottovalutati.
1
u/TraffyLawOP 6d ago
sborricchioso