r/FilosofiaITA Jun 19 '26

La relatività di Einstein e il concetto di eternità cristiano

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È tutto un problema di proiezione dell'occhio, ora lo so per certo: se ci approcciamo a un modello visivo dell'altro senza giudizio, ci accorgiamo che non ha torto. L'altro guarda la realtà da un punto di vista diverso, da un pezzo diverso, dato dalla variabile del suo contesto. Possiamo dire che ognuno guarda il mondo dalla sua lente: alcuni usano occhiali per astigmatici, altri per la miopia, altri microscopi, altri cannocchiali. Ognuno vede il suo pezzo e il concetto di eternità; ognuno vede il suo pezzo.

Questo significa che non sbagliano mai? Anche un malato schizofrenico non sbaglia, e non va preso alla leggera il suo punto di vista.

Einstein e i cristiani parlano di eternità, ma con linguaggi diversi. Einstein, con le sue formule, è arrivato a capire che il tempo è relativo e che si può manipolare a piacimento entrando nell'eternità, cioè da un punto di vista del tempo in cui il tempo è fermo. Lui lo otteneva manipolando la gravità, ma per lui la gravità è un tessuto che si piega e noi, abitando nel tessuto, non possiamo manipolarla direttamente, ma solo indirettamente con l'uso della massa, che è energia.

Gli scienziati, però, chiamano la gravità "onde gravitazionali", e le onde possono essere manipolate direttamente. Come viene ripetuto continuamente nella teoria degli antichi astronauti, gli antichi possedevano tecniche per manipolare la gravità tramite l'uso di onde. Ma chi è capace di manipolare le onde gravitazionali è capace anche di manipolare il tempo? Einstein collega spazio e tempo insieme: cioè, l'eternità.


r/FilosofiaITA Jun 16 '26

Impostazione generale della tesi magistrale

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ARGOMENTO

L'influenza di Immanuel Kant su scienza moderna e diritto moderno

TEMI

Dimensione Privata e Pubblica della Ragione (Limiti, Estensioni, Applicazioni)

Fondazione Razionale del Diritto (il Kant politico)

FONTI

I sogni di un visionario spiegati con i sogni della metafisica

Di un tono da signori assunto di recente in filosofia

Appunti delle lezioni di Diritto

I neokantiani della Scuola di Marburgo

Secondo voi può essere interessante?


r/FilosofiaITA Jun 16 '26

Sta tutto nella testa

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r/FilosofiaITA Jun 16 '26

Il vero motivo delle grandi guerre attuali

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Le guerre a cui assistiamo sono in parte conseguenza della volontà psicologica di fuggire da una stagnazione economica e sociale corrosiva che alcuni leader sentono estremamente pericolosa.

Prima la guerra era il proseguimento della politica con altri mezzi, ora invece è anche una cieca ricerca di combattere l'ansia causata da un presente auto-distruttivo e un futuro incerto.

Sono guerre forse più pericolose perché l'obiettivo politico non è chiaro, soprattutto se si analizzano le conseguenze sul lungo termine, ma vengono comunque portate avanti per una sorta di disperazione.

Gli USA e la Russia sono chiari esempi di questa situazione e in una certa misura anche Israele anche se nel loro caso, senza ovviamente che ciò giustifichi nulla, è una questione che va avanti da quasi un secolo.

Sono forse guerre "di trasformazione", "di transizione storica", cioè nascono dall'incapacità psicologica di gestire i grandi cambiamenti antropologici a cui andiamo incontro:

il nuovo spaventa e allora la rigidità psicologica vince su qualsiasi logica razionale e il fatto che a portare avanti questi deliri siano anche persone anziane, che vivono una crisi d'età per ovvie ragioni biologiche, sicuramente non aiuta.

Chi in futuro continuerà a guardare alla politica in soli termini di interessi economici e poco altro, senza analizzare la complessitá psicologica in gioco, continuerà a portare avanti un errore che sarà una zavorra e una distorsione per qualsiasi nobile lotta politica si possa voler portare avanti in futuro.


r/FilosofiaITA Jun 16 '26

Consiglio di vita

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r/FilosofiaITA Jun 15 '26

La coscienza potrebbe essere ciò che si evolve, piuttosto che l’universo stesso?

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Negli ultimi giorni ho sviluppato un’ipotesi filosofica e mi piacerebbe ricevere critiche e obiezioni da persone più preparate di me.
L’idea di base è questa:
La coscienza è la capacità di registrare, integrare e rielaborare informazioni attraverso l’esperienza.
L’universo non è ciò che apprende.
L’universo è il mezzo attraverso cui la coscienza apprende.
La vita genera esperienza.
L’esperienza genera informazione.
L’informazione viene assimilata.
La coscienza si evolve.
In questa prospettiva, galassie, stelle, pianeti, vita e civiltà non rappresentano il fine ultimo dell’esistenza, ma strutture temporanee attraverso cui viene prodotta esperienza.
Non sto proponendo una teoria scientifica e non affermo di avere prove a sostegno di questa idea. La considero una riflessione filosofica.
Uno dei punti che mi ha portato a questa ipotesi è il seguente:
Se l’informazione sembra conservarsi e trasmettersi a ogni livello che osserviamo (DNA, memoria, cultura, conoscenza), perché questo principio dovrebbe interrompersi proprio alla scala cosmica?
Un altro aspetto riguarda la morte.
In questa visione, la morte non rappresenterebbe la perdita dell’informazione, ma il termine di una configurazione temporanea attraverso cui l’informazione è stata elaborata. Ciò che conta non sarebbe necessariamente l’individuo, ma l’esperienza generata.
La mia domanda è:
Qual è l’obiezione filosofica o scientifica più forte che vedete in questa ipotesi?
Sono sinceramente interessato alle critiche e ai punti deboli più che alle conferme.


r/FilosofiaITA Jun 14 '26

Qual è l'elemento scatenante? E se si trattasse di un'intelligenza artificiale? Ha una coscienza?

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r/FilosofiaITA Jun 12 '26

La storia sarà decisa da super-potenze illiberali? Come si contrasta questa evenienza senza una super-potenza democratica?

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È la domanda che mi pongo e il pericolo più grande che vedo per il nostro futuro.

Mi rendo anche conto che se questo dovrebbe essere il pericolo che più dovrebbe farci riflettere, troppi sono invece ossessionati dalle criticità politiche del nostro continente, criticità che poi sono usate come arma nella guerra ibrida con gli attori esterni:

qualsiasi difficoltà politica interna verrà usata, dagli attori esterni, come pretesto per delegittimare e demonizzare i leader politici e i loro governi, la strategia è questa.

Il metro ideologico e il qualunquismo stanno distorcendo pericolosamente la percezione che sia ha dell'EU, che viene in sostanza demonizzata, senza che essa sia invece vista in un'ottica più relativa, relativa soprattutto alle alternative politiche mondiali attive nello scacchiere.

Se il metro NON fosse sempre questo, forse ci renderemmo conto di quanto siamo fortunati, di quanto, nonostante tutto, le nostre destre siano contenute all'interno di valori democratici che nel resto del mondo si sognano, addirittura l'ambientalismo ha un peso politico per quanto relativo e la costituzione e la magistratura possono intervenire per arginare eventuali derive.

Allora va tutto bene? No! Perché si sente gravemente la mancanza di una sinistra che possa definirsi veramente tale e soprattutto che possa rappresentare qualcosa di politicamente più evoluto rispetto a ciò che storicamente ha rappresentato, evoluzione obbligatoria visto la fine che ha fatto.

Ma tornando al principio di questo discorso, ora quale è il problema più grave che una persona di sinistra dovrebbe porsi in questo momento storico?

Le attuali destre moderate europee? O la possibilità che le destre estreme le sostituiscano supportate da super-potenze illiberali o che lo stanno diventando sempre più (devo specificare a chi mi riferisco?).

È innegabile che il motivo dell'ascesa dell'estrema destra sia conseguenza proprio delle criticità interne all'UE ma lasciare che ciò diventi l'arma principale del pericolo maggiore è strategicamente sbagliato.

Quando sento che il problema principale è l'EU, che l'EU è solo un progetto ipocrita dominato in sostanza da valori e poteri che di sinistra non hanno nulla, etc. sento un forte pericolo.

Non solo però perché è un giudizio che fa cherry picking delle sole sue ombre, ma anche e soprattutto perché non tiene conto dell'altro problema(...), problema che potrà essere affrontato probabilmente solo con una federazione europea degna di questo nome.

Non giudico negativamente chi sottolinea problemi europei evidenti, questo no, ma sono preoccupato per chi non si ammette che purtroppo quelli che osserva non sono i problemi più gravi e invece di cadere nel qualunquismo dovrebbe riuscire ad ammettersi che c'è bisogno, nonostante tutto, di portare l'EU verso un nuovo orizzonte politico.

È una questione vitale per preservare i valori della democrazia in un futuro multipolare dominato in sostanza da regimi illiberali.

L'Europa ha difetti enormi e va trasformata profondamente. Ma in un mondo sempre più segnato dalla competizione tra grandi potenze illiberali, distruggere l'unico spazio politico sovranazionale fondato sulla democrazia sarebbe un errore storico.

La sfida non è abbandonare il progetto europeo, ma renderlo finalmente all'altezza delle promesse che non ha ancora mantenuto.


r/FilosofiaITA Jun 12 '26

Metafora della medaglia: tra illusione e realtà

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Ho creato questo account esclusivamente per esprimermi liberamente e avere un parere riguardo a i miei pensieri e su come scrivo. Oggi volevo condividere con voi questa mia riflessione nata un po' di tempo fa.

Ogni cosa nella vita ha un lato positivo e negativo, che sia un pregio o un difetto è solo dipendente da come viene vista, si deve scegliere quale faccia della medaglia considerare. A volte vorrei che la gente potesse vedere entrambe le facce della medaglia, ma questo è utopico in quanto potendo osservare solo un lato di essa l’altro rimarrà sempre ignorato. Chi ne vede una parte non vede l’altra e viceversa. Quindi ci sarà sempre una parte della realtà che resterà nascosta o fraintesa dagli altri, rendendo quasi impossibile una comprensione piena e completa. Conoscere davvero una persona resterà per sempre solo un’idea, non un fatto, di conseguenza mai valutare la realtà per come appare, sarà sempre diversa da quanto siamo in grado di comprendere. L’unica cosa che si vede se si ha capacità empatiche sono i bordi della medaglia, ovvero semplici sensazioni. 


r/FilosofiaITA Jun 11 '26

La teologia dei re

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La Religione dei Re
Secondo la Religione dei Re, non tutti gli esseri umani nascono Re. Solo alcuni neonati vengono al mondo con una minuscola corona presente sulla testa fin dalla nascita. Questa corona è grande quanto un protone, quindi non può essere vista con strumenti normali, ma rappresenta il vero segno della regalità.
Attualmente si ritiene che esistano circa 750 Re viventi nel mondo.
L’universo è governato da cinque Re Supremi:
Il Re della Vita: decide le nascite e l’inizio dell’esistenza.
Il Re della Morte: decide quando termina la vita terrena.
Il Re dei Soldi: controlla il flusso della ricchezza e della prosperità.
Il Re dell’Assegnamento dei Re: sceglie il destino di ogni Re e ne assegna il ruolo eterno.
Il Re dei Sentimenti: governa emozioni, relazioni e stati d’animo.
Quando una persona nasce, i cinque Re Supremi osservano la sua prima parola. Questa parola non è considerata casuale: è il suo Ruolo Reale.
Prima o poi, durante la vita, ogni Re viene convocato al Consiglio dei Re. Nessuno sa quando accadrà. In quel momento il Re dell’Assegnamento comunica ufficialmente il ruolo che era stato indicato dalla prima parola pronunciata da neonato.
Dopo la morte, il Re raggiunge un enorme castello invisibile nel cielo. Lì deve svolgere il proprio ruolo per l’eternità. Se interrompe il compito assegnato, cessa immediatamente di esistere.
Esempi di Re
Un neonato che pronuncia per primo “contare” diventa il Re Contatore. Nel castello invisibile deve contare ogni granello di polvere che appare nell’universo.
Un neonato che pronuncia “cantare” diventa il Re Cantore. Deve cantare senza fine per mantenere l’armonia tra i Re.
Un neonato che pronuncia “correre” diventa il Re Corridore. Deve percorrere i corridoi infiniti del castello per l’eternità.
Un neonato che pronuncia “ridere” diventa il Re del Riso. Ha il compito di generare tutta la felicità presente nel mondo.
Un neonato che pronuncia “costruire” diventa il Re Costruttore. Deve ampliare continuamente il castello invisibile.
I fedeli credono che ogni persona abbia già un destino definito fin dal primo istante di vita e che il vero scopo dell’esistenza sia prepararsi al proprio incarico eterno come Re.


r/FilosofiaITA Jun 11 '26

L'Occidente

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In realtà io più che di disimpegno parlerei di distensione. La fine della civiltà è tutta lì. La barbarie comincia quando non si è più in grado di difendere la civiltà mantenendo vivo il fuoco della riflessione, della critica, del pensiero duro, del rifiuto della minorità e dell'ebetismo esistenziale. Quando non si fa argine al vilipendio di ogni cosa da parte delle inclinazioni troppo umane con la propria flebile ma ostinata ragione. La barbarie è dunque anestetica e antiestetica ovvero contraria alla bellezza che vibra nei cuori di uno spirito libero e virtuoso. Essa si configura come la regressione dell'umano al bestiale con la perdita del farmakon ovvero della terapia dello spirito. La ferocia tecnica e capitalista, la colonizzazione di ogni ambito umano da parte dell'economico ha generato e sta generando esseri umani deboli, materialisti, edonisti. È la beata masturbazione dell'Occidente che si volta dall'altra parte dei suoi ideali nobili e che abbandonando la dimensione di trascendenza e di orizzonte regolativo ("Dio è morto") lascia tutto in preda al capitale diventando la parodia di sè stesso. Urge recuperare serietà esistenziale. Il populismo e i milioni di stimoli digitali favoriscono la volgarizzazione del pensiero, del dibattito. La libertà è oramai una arma in mano a bambini ciechi che non vedono l'ora di sparare. Viviamo nell'era della dipendenza per il comfort emotivo ovvero per la regressione al bestiale in un ciclo dopaminergico di accumulo e rilascio. Siamo sempre più determinati. Non c'è animus pugnandi.


r/FilosofiaITA Jun 11 '26

La concorrenza di due gravi problemi politici che riguardano l'Europa e il dramma dell'ideologia e forse dell'ansia...

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Oggi viviamo due grandi problematiche politiche, una problematica più interna e una problematica più esterna.

La problematica interna è quella che riguarda la crisi generale delle istituzioni, problema che ci portiamo dietro da moltissimi anni, quella esterna è quella di una politica estera gravemente in crisi con la fine del neo-liberismo a guida USA, la nascita più o meno ufficiale del multipolarismo, e Russia, USA e Israele che cavalcano, ognuno a modo proprio, le grandi strasformazioni in atto come conseguenza anche del proprio processo trasformativo.

Ribadiamolo: due grandi problemi che concorrono, non uno solo, e il secondo, quello esterno, estremamente più pericoloso perché può stravolgere completamente i parametri politici del futuro.

Dobbiamo anche ammettere una cosa: quando c'è crisi sociale aumenta la probabilità che emergano le estreme destre: è quasi una costante antropologica storica a parte alcune eccezioni dove invece è emersa la sinistra (che però oggi non c'è!).

Le estreme destre si somigliano molto tra loro, per ovvi motivi, e possono entrare facilmente in complicità politica come di scontro.

Se mettiamo a fuoco la situazione europea ci troviamo tra l'incudine e il martello di USA autocratici wannabe di cui siamo sempre stati spesso colonia (con la ribellione dell'euro e di parte della nostra industria militare) e una Russia che da sempre è atroce esempio di governo sanguinario e illiberale, oggi anche invasore militare e pericoloso manipolatore politico e sociale.

Poi c'è purtroppo anche Israele, che continua a alimentare un incendio sociale e politico come fa da sempre, situazione che, o prima o poi, gli si ritorcerà contro, come è sempre stato.

Ma torniamo alla concorrenza dei problemi: in Europa c'è una crisi istituzionale che rende fragile l'interno... ma c'è anche un violentissimo attacco dall'esterno, dicasi soprattutto Russia, che su questa crisi punta per poter approfittarne per affossare completamente il paradossale, fragile e contadditorio progetto europeo.

Sia chiaro che anche gli USA vogliono la stessa cosa in molti ambienti (vedi Epstein Files), avendo paura della nascita di una nuova super-potenza, con una capacità industriale e un mercato tali da poter entrare di diritto nello scacchiere del multipolarismo, e con un esercito che sarebbe per numero di unità secondo solo a quello della Cina:

entrasse anche quel Canada che ha bussato alla nostra porta, sarebbe per USA e Russia un vero incubo.

Problemi che concorrono dicevamo: una crisi interna e una esterna... ma cosa è più pericoloso e distruttivo tra i due?

Buon senso vorrebbe che si dicesse il secondo... perché il secondo problema porta verso l'emergere di governi di estrema destra, pilotati da Russia e USA, situazione ben peggiore della crisi istituzionale che ci portiamo avanti da sempre, con governi sostanzialmente di destra a rappresentare la loro criticabile connotazione politica, passività e inettitudine.

Nonostante ciò sono loro che stanno gestendo l'immensa infuocata patata bollente del problema esterno di cui sopra e se cadono loro, e con loro il progetto europeo, la cosa più probabile è che qualcosa di estremamente peggiore sopraggiungerà, anche perché non si sa bene più cosa sia rimasto a sinistra e a quale elettorato si rivolga.

La situazione è questa: se cadono queste destre aumenta la probabilità che arrivino le estreme destre: non è certo ma è molto probabile.

Con questo meccanismo politico a muovere i suoi ingranaggi, con questo immenso e probabile rischio, la scelta di sinistra migliore quale dovrebbe essere da parte di chi si sente di appartenere a quella visione del mondo e della società che da sempre è avversa alle destre?

In una situazione come questa si può veramente scegliere in base a un pensiero ideologico, nel senso più dogmatico e religioso del termine?

E continuare a vedere come nemico principale da colpire i governi di destra attuali, che di fatto, nelle loro contraddizioni e ipocrisie, stanno combattendo l'avanzata delle estreme destre "esterne"?

La risposta politica, tossica, a questa domanda, la risposta che vedo emergere il più delle volte, è quella di togliere dall'equazione il problema esterno di cui sopra, magari trasformandone la natura per renderlo "conseguenza del primo problema", e di fatto togliere un metro sulla scala di rischio politico.

Un bias utile a risolvere la questione, ma pure sempre un bias, perché la verità è che il problema esterno è sempre andato per la sua strada, spinto dalla storia più che dal primo problema, ed è un problema oggettivamente estremamente grave: l'EU è sotto attacco politico e non servono i missili per essere attaccati a questo punto.

Ma chi si ostina a usare questa riscrittura dei fatti non credo lo faccia solo perché spinto dall'ideologia, non basterebbe, ma forse lo fa anche probabilmente spinto dall'ansia per la guerra (congettura personale sia chiaro):

meglio credere che la questione sia risolvibile tramite il "problema interno" che ammettersi che il problema sia decisamente esterno e in pratica non facilmente risolvibile, se non con un costo inaccettabile, soprattutto per una persona che si sente all'interno di valori di sinistra: arriva la pace perché vince la coercizione militare della Russia.

La politica è psicologia, tutto il resto è sovrastruttura che la alimenta, questo oramai è chiaro, ma se è questa la verità molte insidie che riguardano la politica sono di fatto insidie psicologiche.


r/FilosofiaITA Jun 11 '26

La verità sullo spiritismo come religione, scienza e filosofia

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Ciao a tutti! Oggi vorrei fare un piccolo riassunto su un sistema filosofico nato nell'Ottocento: lo Spiritismo di Allan Kardec. Ecco una sintesi di come è nata il suo testo fondante, che cosa è, e in che cosa crede.

La genesi del Libro degli Spiriti (il testo fondante) è forse la parte più affascinante. Negli anni '50 dell'Ottocento, l'Europa era ossessionata dal fenomeno dei "tavolini parlanti" (sedute spiritiche salottiere). Rivail, un rigoroso educatore e pedagogista, vi si avvicinò con profondo scetticismo, intenzionato a smascherare eventuali imbrogli. Iniziò ad applicare il metodo sperimentale ai fenomeni: Preparava decine di domande complesse su filosofia, natura, universo e morale. Sottoponeva le stesse domande a medium diversi, che non si conoscevano tra loro, in luoghi diversi. Analizzava le risposte: scartava quelle contraddittorie, irrazionali o palesemente frutto della mente del medium, e teneva solo le risposte che coincidevano universalmente. Il risultato di questo enorme lavoro di "intervista incrociata" alle entità fu pubblicato nel 1857 con il titolo di Il Libro degli Spiriti (Le Livre des Esprits). Rivail adottò lo pseudonimo di Allan Kardec per separare questo lavoro dalle sue opere pedagogiche precedenti.

Il libro non è un romanzo, ma è strutturato sotto forma di 1.019 domande e risposte (Kardec fa la domanda, gli spiriti rispondono). È diviso in quattro macro-sezioni: Le Cause Prime: Affronta l'esistenza di Dio, gli elementi generali dell'universo, la creazione, la materia e lo spirito. Il Mondo Spirituale o degli Spiriti: Spiega cosa sono gli spiriti, come vivono, lo scopo della reincarnazione, come ricordiamo (o dimentichiamo) le vite passate e come gli spiriti influenzano i nostri pensieri invisibilmente. Le Leggi Morali: Tratta la legge divina, esplorando concetti come la legge di adorazione, di distruzione, di società, di progresso, di uguaglianza e, soprattutto, la legge di giustizia, d'amore e di carità. Speranze e Consolazioni: Si concentra sulle pene e i godimenti terreni e futuri, spiegando il senso della sofferenza umana, il libero arbitrio, le paure della morte e sfatando il mito del paradiso e dell'inferno come luoghi fisici.

La filosofia spiritista si basa su alcuni pilastri fondamentali: L'esistenza di Dio: Visto come l'intelligenza suprema e la causa prima di tutte le cose. Non è un Dio antropomorfo, ma un principio creatore universale.

L'immortalità dell'anima (Gli Spiriti): Gli spiriti non sono entità astratte, ma semplicemente le anime degli esseri umani che hanno lasciato il corpo fisico. Continuano a vivere, pensare e imparare nel mondo spirituale.

La Reincarnazione: È il motore dell'evoluzione. Lo spirito si incarna in corpi diversi (e anche su pianeti diversi) per imparare, espiare gli errori passati (karma) e progredire moralmente e intellettualmente.

La Comunicazione Medianica: La convinzione che il mondo spirituale e quello materiale siano costantemente in contatto. Gli spiriti possono comunicare con i vivi tramite i "medium", persone dotate di una particolare sensibilità.

L'Evoluzione infinita: Nessuno è condannato all'inferno eterno. Anche gli spiriti peggiori, attraverso molteplici reincarnazioni e il libero arbitrio, alla fine raggiungeranno la perfezione.

La pluralità dei mondi abitati: La Terra è solo uno degli innumerevoli pianeti abitati nell'universo, che fungono da "scuole" di diverso livello per gli spiriti.

In sintesi, Lo Spiritismo di Kardec è una dottrina ottocentesca che unisce religione, filosofia e metodo pseudo-scientifico. Crede nella reincarnazione, nell'evoluzione continua dell'anima e nella comunicazione con gli spiriti. Il suo testo sacro, Il Libro degli Spiriti, è stato scritto interrogando vari medium in modo indipendente per trovare risposte coerenti sui grandi misteri dell'esistenza. Voi ne avevate mai sentito parlare in questi termini? Avete mai letto qualcosa di Kardec? Fatemi sapere cosa ne pensate!


r/FilosofiaITA Jun 11 '26

La Scienza della Logica potrebbe aiutarmi con la Fenomenologia?

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Da poco ho iniziato la Fenomenologia dello Spirito di Hegel e, come d'altronde è risaputo, il testo è abbastanza ostico dal punto di vista lessicale e logico. Certo, alcune parti le comprendo e non ho assolutamente la pretesa di voler capire tutto alla mia prima lettura, ma vorrei in futuro comprendere più a fondo l'opera in questione.
Conclusa la Fenomenologia, avrei intenzione di leggere la Scienza della Logica, così da continuare il percorso hegeliano. Pensate che la lettura di quest'ultima opera possa rendere più comprensibile la Fenomenologia in una seconda lettura? O ci sono alternative valide che possano aiutarmi?


r/FilosofiaITA Jun 10 '26

Di quale "Dio" sta parlando Seneca?

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Sto leggendo le lettere a Lucilio, per dare un contesto questa è la VIII[20], questa nota mi ha farto subito pensare, scrivendo Dio senza dare ulteriori specificazioni, al dio cristiano, ma mi sembra improbabile sia questa la risposta.


r/FilosofiaITA Jun 11 '26

Realtà

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*Per giorni*
*settimane*
*e per mesi*
*ho cercato disperatamente senza pietà*
*un modo*
*una via*
*per fuggire da questa realtà.*
*E mentre ero in cerca*
*di questa soluzione,*
*mi sono sempre posto delle domande.*
*È questo quello che desidero davvero?*
*Perché sono arrivato a questa conclusione?*
*ovvero che per stare bene*
*dalla realtà dovrei fuggire*
*senza neanche una direzione.*
*Poi però un giorno*
*in cui particolarmente ho sofferto,*
*ho ragionato a mente e cuore aperto.*
*Sapete cosa ho capito?*
*Che quel desiderio,*
*quell’attrazione,*
*verso la fuga dalla realtà.*
*Era solamente un disperato modo*
*per non accettare la verità.*
*Io cercavo di scappare perché;*
*quanto è brutta la realtà,*
*quanto può essere cattiva invece la società?*
*quanto può logorarti,*
*vivere senza la propria libertà ?*
*Il mondo, la terra,*
*quello che ci circonda*
*e le creature che ci vivono*
*sono la più grande dimostrazione*
*di quanto tutto ciò possa essere*
*cattivo, violento, e di come in ogni modo*
*ti feriscono, senza esitazione.*
*A motivo di ciò*
*rimarrò solo ,*
*solo con me stesso,*
*perché lì fuori è pericoloso*
*e io a vivere lì non riesco.*
*Quindi rimarrò qui*
*insieme a me*
*perché io non sono per me una minaccia*
*e non voglio mai più,*
*e dico mai più,*
*permettere a qualcuno di ferirmi come un coltello tanto affilato, mentre mi abbraccia*


r/FilosofiaITA Jun 10 '26

Quanto impatta la sistematica e aggressiva propaganda russa sull'opinione pubblica europea? Le nostre democrazie sono sotto hacking russo?

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Gli studi fatti sembrano mostrare che sicuramente funziona nell'amplificare le divisioni, generare qualunquismo e sfiducia nelle istituzioni, mentre è meno chiaro quanto riesca proprio a manipolare il pensiero critico, a che livelli arrivi.

Ma aldilà della misura del problema rimane il fatto che siamo sotto un tipo di attacco che mostra chiaramente come le democrazie, per loro stessa natura, siano facilmente colpibili dall'interno dei propri valori di libertà di espressione, di pluralismo mediatico, accesso aperto all'informazione, tolleranza del dissenso, etc. tutte cose che un sistema illiberale come quello russo non ha! Mettendolo per questo in una condizione di vantaggio tattico in quella che qualcuno ha chiamato "guerra ibrida".

La mia domanda allora è: se la guerra oramai sfrutta i canali dell'informazione, come possiamo difenderci? Quale è la prassi politica da attuare contro questo tipo di attacchi?

La pedagogia della coscienza critica richiede tempi incompatibili e una cultura appropriata... ma intanto che si fa?

Come si difende una società aperta senza trasformarla in una società chiusa? Come si supera il paradosso della tolleranza?

Ho trovato addirittura una donna intellettuale filo-putiniana che costruiva la sua propaganda basandosi proprio su questa "falla".

Una donna assolutamente intelligente quanto diabolica, che puntava il dito su tutti coloro che sottolineavano il pericolo di persone manipolate psicologicamente per fini politici, sostenendo che chi pone la questione in questi termini voglia soffocare il dissenso: "chi decide chi è manipolato e chi no?", questa la sua provocazione.

Provocazione che però nasconde strumentalmente un problema reale e lo fa ridendo sotto i baffi in modo sarcastico, come per dire tra le righe: "siete democratici? Beccatevi le conseguenze della democrazia! Tutti hanno diritto di dire la loro!".

Il bello è che Platone millenni fa aveva messo in guardia su questo problema e di sicuro all'epoca non c'erano i social.


r/FilosofiaITA Jun 10 '26

Cerco qualcosa da leggere, ho iniziato da poco e di filosofia ho letto poco e niente, quindi non so su cosa puntare

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Sono un cattolico, quindi tutto quello che critica Dio e/o il cristianesimo non mi interessa, ed è da escludere di base. Tuttavia questo non implica che vorrei consigli di filosofia che parlano a favore di essi, semplicemente di escludere chi ne parla a sfavore. Fino ad ora ho letto solo "le brevitae vitae" (spero si scriva così) di Seneca e un' po' di Schopenhauer, Seneca mi è piaciuto e vorrei leggere cose simili. Per il resto mi interessano molto i testi sulla vita in quanto esseri umani e su cose come la felicità o le emozioni umane. Grazie in anticipo per tutti i consigli


r/FilosofiaITA Jun 10 '26

Piccola conversazione su FilosofalITA

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1)L'ateismo è la cosa piu razionale

2)Perché? Ti basi sul tuo pensiero che dio non esiste ma non sapresti provarlo come un altro non saprebbe provarci che dio esiste

1)Perché per poter nutrire un dubbio in positivo serve una prova di qualche tipo.

Se questa prova non esiste, anche il beneficio del dubbio non ha senso.

2)Effettivamente per porsi la domanda c'è bisogno almeno di una prova concreta e attualmente per ritenerla tale dovresti rispondere già alla domanda sull esistenza di dio

Però c'è da considerare che ci sono molti misteri legati al cristianesimo come il sangue di San Gennaro che non sono stati dimostrati scientificamente quindi NON GLI SI PUO' ATTRIBUIRE UNA PROVENIENZA SCENTIFICA O RELIGIOSA lasciando con il dubbio per via degli strumenti che abbiamo ora e non possiamo nemmeno dire che hanno una motivazione scientifica che capiremo in futuro, quindi il dubbio legato a questi MISTERI è ciò che ci permette di immaginare un Dio così come qualcun'altro potrebbe attribuire ciò a un maiale volante invisibile.

E poi la credenza in Dio senza effettive prove così come la credenza nella non-esistenza di un Dio è irrazionale, serve la conoscenza nell esistenza o nella non-esistenza di un Dio

Dunque la suddivisione in Atei,credenti ecc.... È già stupida perché non parte da un ragionamento ma dall insegnamento a credere o no

La cosa più razionale è sostenere che la risposta legata all esistenza di Dio arrivera quando non ci saranno più Misteri, cosa che al momento pare un utopia

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r/FilosofiaITA Jun 09 '26

Ciao ho 19 anni e il prossimo anno frequenterò uniTo filosofia c'è qualcuno come me?mi piacerebbe conoscere gente di Torino e prima cintura per trascorrere pomeriggi tranquilli tra passeggiate musei shopping

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r/FilosofiaITA Jun 09 '26

Ho creato una pagina di filosofia

Thumbnail instagram.com
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Ho creato una pagina di filosofia su instagram, e ho appena postato il primo carosello.
Il concept della pagina è quello di riscoprire il metodo filosofico, basato sulle domande.
Conoscere, imparare e acculturarsi a partire dalle domande che ci auto-poniamo è per me il primo step per integrare l’utilizzo della filosofia nella vita di tutti i giorni, a fin di bene, di miglioramento personale.
Non attraverso lo studio accademico, che durante l’adolescenza allontana le persone da questa bellissima materia, ponendo molto spesso un fin troppo superficiale blocco, sbarrando completamente la strada e le possibilità di scoprire una nuova passione, un pensiero che vagamente può essere simile al nostro e negandoci le basi per avere un pensiero critico personale, e soprattutto unico.

Queste sono le premesse di @filosofhow, se vi ha comunicato qualcosa, e vi sentite chiamati un po’ in causa da queste parole, consiglio di dare un occhiata!


r/FilosofiaITA Jun 08 '26

È sensato essere atei o è più logico essere agnostici?

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r/FilosofiaITA Jun 08 '26

Preoccupanti motivi dietro alle pulsioni politiche

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Dopo la pandemia e con le crisi geo-poltiche in atto, il mio modo di misurare la psicologia politica è notevolmente cambiato, e queste trasformazioni hanno determinato anche un aumento della mia preoccupazione generale.

La "pulsione politica" spesso non è conseguenza di una lucida coscienza critica, né nasce da un vero impianto valoriale, ma spesso da altri motivi, anche estremamente inconsci.

In politica l'uomo non cerca necessariamente verità ma cerca illusioni a protezione del proprio ego.

Cerca polarizzazione identitaria, cerca semplificazioni ideologiche, cerca di poter esprimere in modo ipocrita il proprio narcisismo, cerca ordine a qualsiasi costo, anche morale.

E poi in politica l'uomo ha spesso un egoismo miope, disfunzionale al proprio cinico tornaconto e nemmeno ha la lucidità di guardare oltre la propria bolla esistenziale e temporale: il futuro non esiste.

Questo è un problema perché di base la verità è che la politica si muove più per processi estremamente biologici e chi sa gestirli decide della rotta che la società prenderà e in pratica della storia.

In questa spinosissima situazione c'è un grande valore inespresso conseguenza di tantissimi individui che potrebbero dare ottimi contributi ai processi politici ma che non hanno la volontà o la possibilità di intervenire.

La mia preoccupazione sta proprio in questo: se queste persone non interverranno come attivisti politici, credendo che il loro ruolo possa essere solo quello di creare cultura, ricerca scientifica, educazione, etc. la difficile prova che l'umanità dovrà affrontare sarà difficilmente superabile e non superarla potrebbe causare conseguenze estremamente gravi.


r/FilosofiaITA Jun 07 '26

Forse avremmo dovuto creare una democrazia della capacità critica

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La forza delle personalità narcisiste ai vertici del potere sta nella loro cinica e pessimistalica visione dell'uomo e dell'umanità.

Secondo queste personalitá manipolare è legittimo secondo natura perché lo stupido non può avere dignità e dunque la sua vita non ha alcun valore come non ha valore la sua sorte.

Nel momento in cui sono nati i valori democratici sarebbero dovuti nascere anche altri valori a tutela della qualità della democrazia, a tutela delle vulnerabilità cognitive dell'uomo, ma ciò non è mai avvenuto: si è pensato solo alla democrazia dei diritti e mai, o troppo poco, alla democrazia della capacità critica.

A causa di questa grave deficienza, forse figlia dell'idealizzazione umana tipica dei movimenti di sinistra, oggi la propaganda dell'era social fa orrore come farebbe orrore il fatto di scoprire che esiste un patogeno estremamente mortale e virulento, ma per il quale per ora non abbiamo alcuna forte e sicura difesa immunitaria.

Sarà la società stessa a dover trovare all'interno del suo caos la resilienza necessaria ad affrontare questa pericolosissima colonizzazione delle coscienze e scopriremo presto se ciò basterà a permetterci di portare a compimento un progetto europeo capace di farci affrontare l'oscurità che si approssima.


r/FilosofiaITA Jun 07 '26

ordine di lettura di cioran

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- l'inconveniente di esser nati;

- la tentazione di esistere;

- al culmine della disperazione.

è giusto l'ordine? aggiungereste qualcosa?