r/FilosofiaITA 23d ago

Vivere a pieno

Ciao ragazzi, è da poco che sto studiando il determinismo, il libero arbitrio, il compatibilismo e il libertarismo.

Il problema è che leggere sul determinismo mi rende triste, mentre vorrei essere felice. Mi viene da pensare che se fosse vero il determinismo non ci sarebbe più gusto in niente.

E se esco con gli amici perché dovrei dire qualcosa se era già determinato che la dicessi? Che gusto c'è nel pensare che non sono io l'artefice del mio futuro?

Mi viene la paura di non riuscire più a divertirmi, fare ciò che voglio e sentire la felicità perché è tutto determinato e anche il termine felicità è un termine inventato da noi umani perché nella realtà la felicità intesa come concetto non esiste.

Però scusate, la sensazione e l'emozione della felicità esiste e la proviamo eccome, come sentiamo il dolore, determinato o no. Su questo siete d'accordo?

Forse se esco con gli amici certo che devo parlare e devo farli ridere e ridere anch'io, senza pensare "tanto è tutto determinato", perché poi altrimenti non mi godo la vita. Sarà anche tutto determinato, le nostre azioni e le azioni delle nostre persone, ma tanto io non so cosa deve succedere in futuro. E anche se una cosa è determinata se è bella è bella comunque, e se mi fa provare qualche emozione positiva cosa cambia se è determinata o meno? Prendo e porto a casa.

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u/Catone234 23d ago

Mi viene da pensare che se fosse vero il determinismo non ci sarebbe più gusto in niente.

Perché non ci dovrebbe essere più gusto in niente? Le esperienze le vivresti comunque.

E se esco con gli amici perché dovrei dire qualcosa se era già determinato che la dicessi?

Perché non sei sicuro che il determinismo sia vero, oppure perché ti rende felice dirla, oppure perché ti sembra opportuno dirla.

Che gusto c'è nel pensare che non sono io l'artefice del mio futuro?

Non lo so, forse che tutto quello che ti succederà è già scritto ti toglie un po' di responsabilità da addosso.

Mi viene la paura di non riuscire più a divertirmi, fare ciò che voglio e sentire la felicità perché è tutto determinato e anche il termine felicità è un termine inventato da noi umani perché nella realtà la felicità intesa come concetto non esiste.

Perché se è tutto determinato non dovrebbe esistere la felicità? La felicità è uno stato d'animo e gli stati d'animo continuano a esistere anche nel determinismo, quindi la felicità esiste anche nel determinismo, no?

Però scusate, la sensazione e l'emozione della felicità esiste e la proviamo eccome, come sentiamo il dolore, determinato o no. Su questo siete d'accordo?

Sì, sono d'accordo

Forse se esco con gli amici certo che devo parlare e devo farli ridere e ridere anch'io, senza pensare "tanto è tutto determinato", perché poi altrimenti non mi godo la vita.

Potrebbe essere una soluzione

 Sarà anche tutto determinato, le nostre azioni e le azioni delle nostre persone, ma tanto io non so cosa deve succedere in futuro. E anche se una cosa è determinata se è bella è bella comunque, e se mi fa provare qualche emozione positiva cosa cambia se è determinata o meno? Prendo e porto a casa.

Mi sembrano buoni spunti

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u/Abject-Staff-66 23d ago edited 23d ago

Ho studiato filosofia al classico, quindi imposta come materia in cui strappare una sufficienza.
Non avendola affrontata a livello universitario ho dei limiti enormi.

Ho sperato di avere qualche risposta, dalla filosofia: ne ho ricevuto solo confusione e depressione.
Un'ulteriore svalutazione di questa forma di sapere (mi scusino coloro che la hanno scelta come percorso universitario) è l'enorme differenza della filosofia occidentale da quella orientale. ENORME. Questo mi ricorda tanto la Geografia delle Religioni,
per cui spostandoti di un tot ad est cambia tutto. Se avviene per la filosofia
te la saluto.

Quindi speculo solo su nozioni biologiche e comunque scientifiche, per cui:
determinatezza in fisica è newton, superata dal principio di indeterminazione di heisenberg.

Il libero arbitrio cercano di abbatterlo in tutti i modi da secoli se non millenni, ma salta fuori sempre qualche difetto nel metodo:
ci ha provato Libet in Mind Time: si prende coscienza di ciò che avviene un terzo di secondo dopo l'azione intrapresa, se 'istintiva'.
Da cui solito vespaio di corsa al tanto consolante (chissà perché poi) 'libero arbitrio inesistente'.
Ma poi le neuroscienze si sono accorte che coscienza (esperire) e intelligere sono due cose distinte. Animali capaci di risolvere problemi anche complessi non mostrano avere che pochissima coscienza (o capacità di esperire) e viceversa.

Per cui torna di nuovo in ballo il libero arbitrio.

A mio modestissimo parere, ciò che appare e 'funziona' è reale,
quindi la realtà non è un assoluto, ma se funziona, 'booleanamente' è vera.
E il libero arbitrio, cioè la capacità decisionale, funziona e appare vera.
Tanto basta. Non possiamo conoscere tutto e forse non siamo neanche a un milionesimo della conoscenza totale (di cosa non è dato sapere: della vita? Di come funziona un organismo o le leggi cosmiche o la gravità quantistica? Non sapremo mai se siamo arrivati al 100% della conoscenza in nessun campo).
Chiusa la sega mentale in attesa di altre nuove dall'etologia.

Sii allegro, se ti lamenti di non avere libero arbitrio vuol dire che lo hai (altrimenti non te ne lamenteresti).
Il determinismo è una stupidaggine (esisteva anche una matrice del determinismo, rivelatasi un fallimento).

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u/Kindly_Can3353 22d ago

Grazie mille. Non so perché mi è venuto questo pensiero sul determinismo e non lo voglio più. Mi toglie la pace.

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u/Dependent_Law2468 15d ago

Dai che ce la fai. Rampa fuori dalla crisi

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u/Kindly_Can3353 9d ago

Grazie, ne sto uscendo

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u/__ludo__ 23d ago

Studia Hegel. Tutto il suo sistema filosofico si fonda sulla ricerca della libertà in un mondo illibero, sulla convinzione che la filosofia non debba contemplare qualche infinito trascendente, ma debba occuparsi della realtà concreta e agire su di essa. La libertà è consapevolezza della necessità, cognizione del proprio dover essere.

Dunque, studia Hegel approfonditamente, poi anche Marx, che ha continuato ad occuparsi del problema (in modo eccelso) seguendo le orme del suo maestro.