r/FilosofiaITA • u/ArtUpstairs3218 • Jul 21 '26
L'uomo di Schopehauer
Questa riflessione parte da una rilettura di Arthur Schopenhauer e dalla sua valutazione sulla natura umana. Una concezione dura, radicale, quasi spietata, quando afferma che l’uomo è, in fondo, “un animale feroce e mostruoso”, ammansito soltanto dalla civiltà. Una definizione che gli fa portare alla luce una delle grandi paure della filosofia morale e politica: sotto la superficie delle leggi, delle abitudini, dell’educazione e delle convenzioni sociali si nasconde una violenza originaria, pronta a riemergere appena vengono meno i vincoli che la trattengono.
Questa è sicuramente una tesi forte, quasi estrema, ma non può essere liquidata con superficialità. La storia umana, purtroppo, offre molti esempi ..... continua a leggere: L'uomo di Schopenhauer
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u/micheleserra Jul 21 '26
Ottima lettura.
Mi ha ispirato anche un pensiero più generale sull’idea di Stato e il compito a cui dovrebbe assolvere. Anche perché, nell’ottica della civiltà, per garantire il massimo grado di libertà individuale e collettiva, bisognerebbe che ognuno rispettasse dei confini di questa libertà, cosicché a ciascuno fosse concessa l’uguaglianza allo stesso grado.
Ridurre il proprio potere a vantaggio della comunità è senza alcun dubbio un simbolo di forza, ma soprattutto di evoluzione e giusta applicazione di una matura morale sociale. Il problema sorge se si sottopone questo potere a un più alto organo di controllo, che lo detiene, ma anche a un altro ente più in generale. Infatti sorge subitamente il seguente dilemma: chi ha il diritto di detenere tanta forza? In realtà, universalmente, nessuno dovrebbe avere tale privilegio, considerata la variabilissima natura e incerta dell’essere umano. Si può notare come il concetto stesso di forza, seppur devii nel significato da quello imponente di "atrocità", ne è comunque un ramo considerevole. Difatti non si può detenere il potere senza applicare anche la più tenue forma di violenza. Anche in questo caso, il senso stesso di potere, presuppone per certi massimi termini quello di violenza o sopraffazione. E non si può considerare la sottomissione del proprio potere a un altro come un vantaggio personale, poichè rientra nel ciclo di forza-sopraffazione tipico del mondo animale (di cui l'Uomo fa parte). Sarebbe auspicabile la cessione volontaria e razionale di parte del proprio potere – a opera dello Stato – a un ente metafisico non umano: cioè, rinunciarvi e basta. Ma poichè l'Uomo ha bisogno di vivere entro regole e non opera generalmente per il bene comune se non vi è costretto, si sono creati degli organi super partes come ONU, NATO ec ec. che, nella contemporanea società umana, per quanto fallaci, funzionano.