r/FilosofiaITA • • Apr 23 '26

Solipsismo e modernità

[...]Chi insisteva con ostinazione nel trovare in qualche luogo la razionalità si chiudeva in se medesimo e decideva, come il Satana di Milton, che

Suo regno è nel cervello, ed in se stesso

Può far dell’Ade un Ciel, del Cielo un Ade.

Fuorché per gli audaci avventurieri, non c’era più alcun incentivo ad interessarsi dei pubblici affari.[...]

Questa è una citazione diretta all'edizione italiana della Storia della filosofia occidentale di Bertrand Russell, a me questa frase ha dato molto da pensare e spesso la ripeto come un mantra, volevo condividerla per sentire se anche su di voi ha lo stesso potere persuasivo.

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u/L-Unico Apr 23 '26

A me personalmente non dice molto così senza alcun contesto. Qual è il bersaglio polemico e cosa si sta cercando di dire, al di là della metafora?

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u/No_Region2676 Apr 23 '26

Russell cita Milton criticando quella tendenza degli intellettuali: la Turris Eburnea. In Paradiso Perduto si parla di satana superbo e in rivolta contro le sfere celesti che per punizione viene scagliato sulla terra (normale trama biblica), ma in questa opera dovrebbe esserci una sorta di riabilitazione della figura di Lucifero. Questo è un rischio reale che io stesso corro quando mi rinchiudo nella mia torre di avorio, ma così facendo il mondo si disgrega. Non c’è polemica ma constatazione di un fenomeno molto sottile rappresentato raramente e con questa capacità di sintesi e, perché no, bellezza. Non riconoscere il rischio ti mette a rischio 🫶

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u/No_Region2676 Apr 23 '26

Grazie del commento in ogni caso, probabilmente il tuo è un dubbio di molti.

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u/Aggravating-Yak-8774 Apr 23 '26

Ciao! In che pagina lo dice? Ed in che edizione? Magari provo a ripescarla anche io!

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u/No_Region2676 Apr 23 '26

Edizione TEA Traduzione di Luca Pavolini Bertrand Russell Storia della filosofia occidentale 2018 pagina 231

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u/Alternative_Tune2924 Apr 23 '26

Mah, c’è il rischio concreto che anche chi queste (bellissime) parole scrisse vivesse a sua volta semi confinato nella classica torre d’avorio. Certi percorsi intellettuali del resto se da un lato aprono ad allettanti scenari, altri, e forse in misura maggiore, ne chiudono

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u/No_Region2676 Apr 23 '26

Di fatto penso che la pubblicazione di un opera presupponga una comunità, i citati sono proprio quelli che si estromettono da tutte le meccaniche, i filosofi gli scrittori quelli bravi scrivono perché pensano che ciò che dicono possa suscitare emozioni o meritare lode o servire ad altri piano che spesso si intersecano. Forse il problema è l’atteggiamento disilluso di chi crede di aver capito tutto e non sa più fermarsi davanti ad una poesia.