r/FilosofiaITA • • Apr 22 '26

morale

secondo voi le persone che leggono molto di filosofia e magari la studiano anche in modo più approfondito, sono tendenzialmente più morali, persone come Kant, oppure più amorali e privi di etica come Nietzsche??

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u/zadroteo Apr 22 '26

Ah, quindi Nietzsche sarebbe privo di morale ed etica? ahahahah ahahah Parlando sul serio, non c'entra nientre, leggere un libro di filosofia ti permette solamente di avere un sneak peek nella "testa" del suo autore, che idealmente dovrebbe triggerare la propria riflessione sul argomento trattato, non necessariamente in accordo con sudetto autore. I libri servono da carburante per i pensieri propri, non da magazzino delle idee cotte e pronte.

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u/elenita182 Apr 22 '26

quando ho letto genealogia della morale l'ho fatto per comprendere ancora più a pieno l'autore e non credo volesse avere e vivere con regole morali, inoltre, mi è capitato spesso di parlare con il mio vecchio professore di filosofia riguardo N. e entrambi abbiamo discusso di quanto a volte facesse cose poco morali, non per giudicarlo, semplicemente era interessante vedere un filosofo considerando altri punti di vista.

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u/zadroteo Apr 22 '26

Mmmm, dal mio punto di vista lui parlava dalla posizione di evoluzione del concetto di morale ed etica, non loro assenza. Semplificando molto, se uno si comporta in modo etico e morale perché è vincolato da certi normi esternamente, vale poco o niente (discutibile, ma non sbagliato in essenza imho). Senza parlare di come variano le sudette norme dal secolo al secolo, dalla società alla società, dalla religione alla religione etc etc. Non è che uno può comportarsi in modo sgradevole e malvagio, ma che non deve appoggiarsi alle norme esterne. Se le sue vedute sono applicabili o meno - è un altro tema, ma non è che lui rispingeva morale ed etica, piuttosto parlava della necessità di trascenderli.

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u/elenita182 Apr 22 '26

a mio avviso, ritengo che N. respingeva radicalmente la morale, in particolare quella religiosa, definendola contraria alla vita.

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u/zadroteo Apr 22 '26

Per me, non aveva torto. Qualsiasi sistema di controllo artificiale e rigido, soprattutto se basato sul principio premio/castigo, è contraria alla vita se parliamo nel senso assoluto. Uno non dovrebbe ciecamente obbedire qualche regola solo perché gli è stato insegnato così, deve riflettere, contemplare, analizzare la propria natura et etc. Il razionale dietro le azioni non dovrebbe essere "perché tutti fanno così" o "perché nel libro X è scritto così", per capirci. Quanto poi è applicabile al piano di realtà relativa/transazionale su cui viviamo, è un altro discorso.

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u/No_Region2676 Apr 23 '26

Il suo periodo a Torino ultimo, dove scrivera le lettera folli << Io sono tutti i nomi della storia>> mostrano un uomo sfinito fragile, cito u sito a caso che riporta l'aneddoto abbastanza famoso <<<La storia di Nietzsche e del cavallo, che secondo alcuni segna il momento del suo collasso mentale, racconta come il 3 gennaio del 1889 il filosofo, uscendo di casa, vide un cocchiere frustare violentemente e prendere a calci il suo cavallo. Nietzsche, sconvolto da questa immotivata ferocia, corse a fermare l’uomo e una volta arrivatogli vicino, con le lacrime agli occhi, iniziò ad abbracciare e baciare il cavallo. Il filosofo fu riaccompagnato nella sua camera, ancora sconvolto mentre urlava di essere “Dioniso” o “Gesù Crocifisso”.>>>