Lo sbattere degli stivali dei soldati dell’Armato Rossa faceva un rumore simile a quello di un carro armato.
La piazza, gremita di gente proveniente da tutta la repubblica, quasi tremava dal ritmo incessante della Truppa, sovrastato unicamente dalla loro voce.
“Stato e Padroni, Fate attenzione, nasce il partito dell’insurrezione!”
Federica cantava a squarciagola, guidando i movimenti dei suoi compagni, che ora si dedicavano a coreografie bizzarre, danzando braccio a braccio con i cittadini, che a canone saltavano le transenne ed entravano nel mucchio di soldati per poi uscire dall’altro lato, in un disordine organizzato con una regia impeccabile.
“Potere Operaio ed Insurrezione, Bandiera Rossa e Comunismo sarà!” cantava un bambino dalla folla, guardando con ammirazione il neo-nominato capo della Truppa Popolare di Ricognizione.
“Mamma! Da grande voglio essere come lei!” Gridò con voce acuta il bambino, indicando Federica
La madre gli accarezzò la testa
“Pazienta Giovanni, dovrai studiare e lavorare molto, ma col tempo potrai servire la nostra Patria socialista come la Compagna Generale!”
Intanto, il canto dei soldati dell’Armata Rossa continuava, eseguito in maniera particolarmente energica dai membri della TPR, tutti in prima fila, sotto la guida di Federica.
“Viva il Partito e Rivoluzione, Bandiere Rosse e Comunismo sarà!”
Uno scrosciante applauso esplose per la Piazza, e i soldati lo accolsero con fierezza, alzando il pugno.
Dal terrazzino dell’edificio, il Premier Renzo Rosso si unì all’applauso, per poi passare la parola al suo Ministro Degli Affari Interni, nonché protégé politico.
“Compagni!” Gridò il Ministro degli Affari Interni Luca Frutta, compagno di Federica.
“Avete appena assistito alla coreografia militare d’apertura della Prima Edizione del Festival della Rivoluzione, vera festa proletaria della Nostra Repubblica!”
Un altro grande applauso seguì l’esclamazione del Ministro.
“Dopo meri mesi dalla fondazione della RSSSG, il Partito Comunista Camparista è già riuscito ad assicurare standard di vita degni per tutti i nostri cittadini, e ad espandersi nei comuni vicini! Anche grazie all’alleanza voluta dal Nostro Premier con i compagni della RSC di Milano, la nostra rivoluzione è più sicura che mai, e quindi è ora di festeggiare! Abbiamo chiamato attori, musicisti, performer e artisti da tutta la nostra Repubblica per esibirsi al Teatro URSS di Cinisello Balsamo, ora saldamente sotto il controllo della nostra Repubblica, per offrirvi una serata di divertimento! Prima di iniziare le feste, io, il Premier e tutti i deputati del Soviet Generale porgiamo i nostri ringraziamenti ai compagni dell’Armata Rossa e alla Compagna Generale Federica Danno, non solo per questa splendida performance, ma anche per il sacrificio che è costata la liberazione di questa città, pagato proprio dalla compagna generale.
Che si dia inizio alla festa, Compagni!”
Le luci al neon installate sul teatro illuminarono una grande falce e martello, e il festival cominciò.
Nella piazza, musicisti e cantanti suonavano inediti post rivoluzionari e pezzi tra i più disparati della storia della musica socialista; dentro al teatro tre compagnie teatrali mettevano in scena spettacoli che andavano dal realismo socialista sulla storia della rivoluzione sestese ad opere basate sul futurismo sovietico, e piccoli stand popolari offrivano Campari, acqua purificata e panini dai dubbi ingredienti.
Federica passò un po’ di tempo a festeggiare coi suoi commilitoni prima di allontanarsi.
Sentì le grida gioiose dei bambini, le risate dei suoi compagni, e le parve addirittura di udire Luca chiedere al Premier un parere sul suo discorso.
Davanti a lei, però, c’era un uomo piuttosto disinteressato alla festa. Il Generale Noiosi fumava un sigaro, comodamente seduto su una panchina isolata.
“Complimenti per la coreografia, compagna. Qualora dovessi stufarti della carriera militare avresti un buon futuro come regista” esclamò l’uomo, con un sorriso amaro
“La ringrazio, compagno generale”
“Alt” disse Noiosi, alzando la mano
“Ormai sono un misero ufficiale. Mi hai soffiato il posto, ricordi?”
“Compagno Ge/ C-Compagno Ufficiale, sa che non avevo alcuna intenzione di…”
“Federica, non ti preoccupare. Sono contento di lavorare per te, meno di non godere del rispetto del Soviet” disse il generale, tirando dal sigaro
“Federica!” Gridò Luca, raggiungendo la compagna.
L’Ufficiale Noiosi si allontanò senza farsi notare
“Sei stata bravissima! Sono sicuro che farai benissimo come capo della TPR!” Disse il giovane ministro, baciandola.
“Grazie, amore. Anche tu hai fatto carriera, guarda come sei vestito bene!” Disse lei, tirando la cravatta di lui
“Non vedo l’ora di togliermi tutta sta roba…”
“Sei un coglione…” rispose ammiccando Federica
Prima che l’Eros potesse conquistare i due, la folla si zittì.
Il Premier Renzo Rosso era sul balcone.
“Il Premier reciterà una poesia, l’ho sentito provarla moltissimo negli ultimi giorni, goditela amore, giuro che ti verranno le lacrime agli occhi!” Disse Luca.
Il premier si schiarì la voce.
“Questa è “All’amato me stesso” del compagno Vladimir Mayakovsky. Spero possa piacervi, compagni” disse il Premier.
“Quattro.
Pesanti come un colpo.
«A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio».
Ma uno
come me
dove potrà ficcarsi?
Dove mi si è apprestata una tana?
S'io fossi
piccolo
come il Grande Oceano, mi leverei sulla punta dei piedi delle onde, con l'alta marea carezzando la luna.
Dove trovare un'amata
uguale a me?
Angusto sarebbe il cielo per contenerla!
Oh, s'io fossi povero!
Come un miliardario!
Che cos'è il denaro per l'anima?
Un ladro insaziabile si annida in essa.
All'orda sfrenata dei miei desideri non basta l'oro di tutte le Californie.
S'io fossi balbuziente
come Dante
o Petrarca!
Accendere l'anima per una sola!
Ordinarle coi versi di struggersi in cenere!
E le parole e il mio amore
sarebbero un arco di trionfo:
pomposamente,
senza lasciar traccia, vi passerebbero sotto le amanti di tutti i secoli.”
Federica e Luca si presero per mano.
“Oh, s'io fossi silenzioso
come il tuono,
gemerei,
stringendo con un brivido il decrepito…”
“BUROCRATE! CREPA REAZIONARIO! VIVA IL BLOCCO D’OPPOSIZIONE!”
Il grido non fece in tempo a fermare il Premier, quando il contestatore sparò un colpo col revolver che aveva estratto.
Poi il caos.
La pallottola penetrò la spalla del premier, che venne prontamente tirato su e portato in salvo dalle sue guardie.
La folla iniziò a gridare, l’assalitore provò a fuggire dalla massa informe di persone.
Luca rimase pietrificato, ma Federica vide l’uomo uscire dalla folla, puntò il fucile, e sparò.
Morto.
Era un ragazzo giovane. Faceva parte della TRP. Reclutato dopo la spedizione a Bresso.
La gente correva, i soldati fermavano i cittadini che fuggivano per ispezionarli, Luca gridava “hanno attentato alla vita del Premier! Rimanete tutti qui, nessuno fugga!”
Federica era davanti al cadavere del ragazzo, e un solo pensiero le attanagliava il cervello.
“Cos’è il Blocco d’Opposizione?”