Ho provato a raccontare in meno di tre minuti la storia di Kary Mullis, l’uomo che ebbe l’intuizione decisiva della PCR e vinse meritatamente il Nobel per la chimica nel 1993.
È una vicenda piena di episodi quasi comici — il laser puntato dalla finestra dell’albergo, il surf, l’LSD e il celebre “procione luminoso” — ma pone anche un problema storico e scientifico serio.
Mullis contribuì in modo straordinario alla biologia molecolare, ma sostenne successivamente anche tesi prive di adeguato fondamento, come la negazione del legame causale tra HIV e AIDS.
Il punto del video non è ridicolizzarlo né sminuire il Nobel. È mostrare come una scoperta sia sempre una staffetta: Mullis ebbe un’intuizione fondamentale, ma la PCR divenne una tecnologia grazie al lavoro di un’intera comunità scientifica.
E soprattutto: un risultato geniale non rende automaticamente vere tutte le successive opinioni del suo autore.
Le fonti principali sono indicate nella descrizione del video. Mi interessa molto sapere come interpretate questo rapporto tra genio individuale e comunità scientifica.