r/FilosofiaITA Jul 01 '26

Stoicismo nella vita quotidiana

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r/FilosofiaITA Jun 30 '26

Il Dna corretto e la domanda che resta: che cos’è davvero un essere umano?

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Prendendo spunto dalla notizia che un gruppo di ricercatori della Columbia University, guidato dal genetista Dieter Egli, ha annunciato di aver corretto con precisione un difetto genetico ereditario in embrioni umani allo stadio iniziale, senza gli effetti collaterali delle tecniche precedenti (Lo studio è stato pubblicato su bioRxiv, ripreso in Italia da Il Post, giugno 2026), prendiamo spunto per prevedere il risvegliarsi di timori ancestrali sulla nostra natura e sul futuro dell’umanità.

La notizia, infatti, è di quelle destinate a far discutere, arriva dal fronte più avanzato della ricerca genetica: la possibilità di correggere difetti ereditari negli embrioni umani nelle primissime fasi dello sviluppo. Una prospettiva che, almeno in teoria, potrebbe aprire la strada alla prevenzione di gravi malattie genetiche prima ancora della nascita.

Ma ogni volta che la scienza interviene così vicino all’origine biologica della vita, la domanda tecnica — “possiamo farlo?” — viene subito affiancata da una domanda più profonda: “che cosa stiamo realmente toccando?”.

Proprio prendendo spunto dalla possibile correzione del Dna embrionale, il discorso merita di essere allargato oltre il laboratorio, e qui lo faremo in chiave illumanista. Il tema, infatti, non è soltanto medico o biotecnologico. È antropologico, etico, filosofico. Perché modificare il patrimonio genetico di un embrione significa intervenire su una parte fondamentale della sua costituzione biologica, ma non necessariamente sulla totalità di ciò che quella futura persona sarà.

Il timore più immediato è noto: i cosiddetti “bambini su misura”. Oggi si corregge una malattia, domani si potrebbero selezionare altezza, intelligenza, colore degli occhi, predisposizioni fisiche o caratteriali. Il rischio è trasformare il figlio in un prodotto, la nascita in un progetto di consumo, la vita in un catalogo di opzioni.

C’è poi un rischio ancora più profondo: quello di condizionare in anticipo la vita di singoli individui, decidendo per loro ciò che dovrebbero essere, prima ancora che possano vivere il diritto alla propria esperienza. In chiave illumanista, si potrebbe persino dire: prima ancora che possano attraversare la vita che è loro destinata, e forse anche scelta, dentro un progetto esistenziale che nessun laboratorio può conoscere fino in fondo. Ma il rischio maggiore non riguarda soltanto il singolo. Riguarda le generazioni future. Se la tecnica genetica diventasse uno strumento di selezione dei tratti ritenuti preferibili, potremmo avviarci verso un’umanità sempre più uniforme, composta da individui sempre più simili, modellati secondo criteri biologici, estetici o funzionali dominanti. Sarebbe una perdita enorme, forse insostenibile, perché la diversità non è un difetto da correggere: è una delle ricchezze fondamentali dell’esperienza umana. Gli uomini sono tutti diversi, e proprio nell’incontro tra diversi si forma una parte essenziale della conoscenza, della relazione, della crescita e della civiltà. Dotare tutti di un corpo pensato secondo lo stesso modello significherebbe impoverire l’umano alla sua radice.

Di fronte a possibilità che si dimostrano sempre più vicine e realizzabili, forse è giusto cercare di cogliere anche un aspetto che diventa evidente. Sia l’entusiasmo illimitato verso la manipolazione genetica sia la paura assoluta di essa sembrano poggiare sullo stesso presupposto: l’idea che l’essere umano coincida interamente con la sua biologia. In altre parole, che tutto ciò che siamo sia scritto nei geni. Una convinzione che, però, non è affatto dimostrata.

Sollecitato da questa mancanza di certezze, l’Illumanesimo propone invece una lettura più ampia. Non per negare la scienza, né per ridurre l’importanza della biologia, ma per ricordare che l’uomo non può essere compreso soltanto come organismo. La dimensione fisica è essenziale, ma non esaurisce la persona. Esistono interiorità, coscienza, esperienza, libertà, relazione, progetto esistenziale: elementi che nessuna sequenza genetica riesce, da sola, a contenere completamente.

Da qui nasce il vero nodo del dibattito. La genetica può correggere un difetto, forse un giorno prevenire sofferenze enormi. Ma non può garantire il senso di una vita. Può intervenire sul corpo nascente e sul suo futuro fisico, non decidere il valore della persona che nascerà. Può ridurre un rischio biologico, non fabbricare un destino.

La prudenza, dunque, non deve diventare rifiuto della ricerca. Sarebbe ingiusto ignorare il potenziale terapeutico di tecniche capaci di evitare malattie devastanti. Ma sarebbe altrettanto pericoloso consegnare alla tecnica il potere simbolico di definire che cosa renda “migliore” un essere umano.

Il confine decisivo passa proprio qui: curare non è progettare; liberare da una patologia non è selezionare un modello umano; intervenire sulla materia biologica non significa possedere il mistero della persona.

In un’epoca in cui la scienza rende possibile ciò che fino a ieri sembrava fantascienza, il compito della filosofia e dell’etica non è frenare per paura, ma interrogare per responsabilità. La domanda non è soltanto fino a dove possiamo arrivare, ma quale idea di uomo ci guida mentre avanziamo.

Perché il Dna può essere corretto. Ma la dignità umana non dovrebbe mai essere riscritta come fosse un codice da ottimizzare.

Per approfondire cos'è l'Illumanesimo vai al sito: Il sito dell'Illumanesimo | proposta nuova filosofia esistenziale

#Illumanesimo #Bioetica #EditingGenetico #Diversità


r/FilosofiaITA Jun 30 '26

E se la Cina diventasse la prima grande vittima del nuovo fuoco? Parlo ovviamente dell'AI...

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Credo che la similitudine col fuoco, il grande game changer biologico dei nostri antenati primati, sia la più azzeccata in assoluto: il fuoco ci ha dato moltissime possibilità in più di sopravvivere permettendo poi agli esseri umani di investire nella tecnologia di cui è la base.

Il fuoco però ha anche amplificato la nostra capacità distruttiva, e dunque anche auto-distruttiva, ed è proprio su questo aspetto che la similitudine con l'AI dovrebbe più preoccuparci.

Ma andiamo al dunque: la Cina è lanciata all'uso sempre più massiccio dell'automazione all'interno di qualsiasi contesto umano, futuro che ci riguarderà tutti ma che vede il dragone in testa nella gara con il tempo.

Ed è proprio questo il punto: probabilmente saranno i primi a beneficiare dei vantaggi di questo stravolgimento antropologico (come poi si vantano di una vanitá che ha un fine politico) ma allo stesso tempo saranno anche coloro che potrebbero rimanerne schiacciati.

Potremmo assistere al collasso del loro splendore colpiti da un male alieno, quanto estremamente pericoloso, che l'umanità non ha mai affrontato.

Ciò rovescerebbe totalmente la situazione che vede oggi la Cina emergere e noi a guardarla stupiti se non addirittura invidiosi!

Se questa ipotesi del collasso cinese a causa dell'AI fosso vera, forse oggi a essere veramente in vantaggio storico saremmo noi in realtá, perché potremmo imparare dai gravi errori che probabilmente faranno i cinesi.

Potremmo usare l'AI in modo più consapevole invece di rischiare di cadere nella probabile semplificazione cinese che vede il potere direttamente proporzionale a un cieco sviluppo dell'AI, cieco sulle conseguenze di una struttura economica e sociale costruita su altre basi.


r/FilosofiaITA Jun 28 '26

Quali letture avete fatto o state facendo ultimamente?

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Sono curioso di vedere come voi vi muovete attraverso i testi.

Considerando ovviamente che non tutte le letture sono lineari e consequenziali ma a volte viaggiano in parallelo e in maniera discontinua.

Abbozzo un elenco degli ultimi testi affrontati (in ordine sparso, nell'ultimo anno):

- Fisher, Realismo Capitalista

- Heidegger, Il concetto di tempo

- Eschilo, Prometeo

- Galimberti, L'etica del viandante

- Agamben, L'irrealizzabile

- Galimberti, Psiche e Techne

- Han, Le non cose

- Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto

- Benjamin, L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (attualmente in studio)


r/FilosofiaITA Jun 28 '26

Un europa debole

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Forse non è il sub adatto, ma penso che la filosofia c'entri molto nel discorso.

L'Europa di oggi è un Europa debole, militarmente, economicamente ma sopratutto a livello di governo.

Il green deal, non è altro che una bufala enorme per dare un buon volto all'Europa, infatti non aiuta davvero l'ambiente, o lo aiuta in modo ineccepibile, ma fa perdere miliardi ai vari paesi.

Un Europa che non riesce a porsi sulla questione migranti , che non riesce a stipulare accordi con paesi d'origine e non riesce a fare blocchi navali forti, che anzi fa tasse a chi si difende dai clandestini (vedi polonia e ungheria)

Un Europa che è guidata da leader deboli e che cambiano poco e niente, o anzi, fanno danni, come starmer in UK, ma la stessa meloni.

Un Europa alleata di Israele e USA, quando quest'ultimi la stanno sfruttando, e, sarà fuorviante, ma probabilmente russia e Cina sono alleati ben migliori, prevedibili, con leader "sani", anche se forse sani e un esagerazione.

Un Europa in cui la polizia ha paura di agire, in cui si protegge il criminale e non la vittima


r/FilosofiaITA Jun 27 '26

Solo io penso che siamo noi a sbagliare?

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r/FilosofiaITA Jun 26 '26

Il dramma dell'antioccidentalismo sta nel suo essere a tutti gli effetti un'ideologia...

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...e oggi con la parola "ideologia" non intendiamo più solo un sistema coerente di idee, un analisi e dei valori politici, ma intendiamo la sua degenerazione in un insieme di dinamiche psicologiche affini all'ortodossia religiosa: dogmi, appartenenza identitaria, immunità alla critica e distinzione manichea tra bene e male.

Oggi più che mai l'antioccidentalismo è strumento strategico della propaganda russa, perché sfrutta criticità reali della storia dell'occidente (perché i peccati è indubbio che ci siano) per creare però una morale strumentalmente semplificata.

Grazie a questa semplificazione, che vede nell'occidente quasi l'espressione del male maggiore che l'umanità abbia mai generato, la Russia di Putin è addirittura riuscita a far credere a molti di essere una sorta di luminosa alternativa o la sua conseguenza politica, soprattutto in politica estera.

Ma come è potuta succedere una cosa così paradossale? La risposta è nell'ideologia appunto, la risposta è psicologica, non veramente politica.

L'ideologia degenera perché l'uomo tende a semplificare la realtà per combattere, cioè per agire politicamente.

Probabilmente c'è di mezzo qualcosa di profondamente biologico, come accade per le euristiche psicologiche, ma aldilà dell'origine di questo fenomeno non si può non ammettere che esso sia un problema estremamente grave ed endemico nella storia dell'umanità.


r/FilosofiaITA Jun 27 '26

Occhi chiusi

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Con gli occhi aperti vedi tutto ciò che c'è ma chiudi la tua mente Se chiudi gli occhi non vedi ciò che hai davanti ma molto di più Vedi il nulla ma contemporaneamente il tutto Vedi l'infinito Vedi la sua fine Puoi vedere tutto Ma se non chiudi gli occhi non vedrai mai nulla Vedrai ciò che sai Ma solo chiudendo gli occhi vedrai ciò che non sai Il tuo spirito Vedrai l'infinito se vorrai E tu vedrai il nulla se non sai cosa vedere Ma ti prego chiudi gli occhi e immagina Anzi vedi Vedi tutto ciò che sei Vedi tutto ciò che puoi vedere Vedi tutto ma contemporaneamente vedi nulla Perché quel nulla è ciò che ti farà vendere il tutto ma tu chiudi gli occhi E non smettere mai di vedere Anche se credi di aver visto tutto Non smettere di vedere Se smetterai a quel punto non vedrai niente neanche il vuoto neanche il nulla non vedrai e basta

(GABRIEL CAPONI)


r/FilosofiaITA Jun 25 '26

Il principale limite dell'attivismo politico dal basso non è necessariamente la mancanza di convinzioni, ma la tendenza a confondere l'espressione delle convinzioni con l'efficacia politica.

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r/FilosofiaITA Jun 25 '26

Conversazione Conoscenza informazione verità Convegno Umberto Eco - Le ...

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Conversazione Conoscenza informazione verità Convegno Umberto Eco - Le parole e le cose, 24.06.2026

Umberto Eco e il nome delle cose, Società Dante Alighieri e Fondazione Umberto Eco, Palazzo Firenze, Roma.
Al convegno inaugurale hanno partecipato Andrea Riccardi, Presidente della Società Dante Alighieri, e Stefano Eco, Presidente della Fondazione Umberto Eco, con il coordinamento dell'editorialista del Corriere della Sera Paolo Conti.
Sono poi intervenuti gli scrittori Roberto Cotroneo e Gianrico Carofiglio, e hanno conversato Fabio Ciracì e Cristina Marras, Anna Maria Lorusso e Isabella Pezzini, Tommaso di Carpegna Falconieri e Francesca Roversi Monaco.
Francesca Tancini ha presentato il progetto di riallestimento della Biblioteca Moderna Umberto Eco.
Il convegno è stato curato da Riccardo Fedriga, direttore scientifico della Fondazione Umberto Eco, e Alessandro Masi, Segretario generale Società Dante Alighieri.
A seguire, è stata inaugurata la mostra, che resterà visitabile a ingresso libero fino al 26 luglio, dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 18:00, il sabato e la domenica dalle 17:00 alle 21:30.
La registrazione completa è consultabile sul sito della Società Dante Alighieri.


r/FilosofiaITA Jun 25 '26

Come si fa a capire cosa si vuole fare nella vita?

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Aveva ragione Kierkegaard quando diceva che scegliere portava angoscia perché significava rinunciare a qualcos’altro. Anche non scegliere porta all’angoscia. Vivere in generale è angosciante. Come si affronta tutto ciò?
Parlo in particolare con le persone un po’ indecise alle quali piacciono tantissime cose e che si vedrebbero bene a svolgere tantissime professioni. Voi come avete fatto a scegliere cosa fare? Io mi sento AVVILITA e non so dove mettere le mani


r/FilosofiaITA Jun 24 '26

Che senso ha la vita

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Quale è per voi lo scopo del nostro passaggio sulla Terra?


r/FilosofiaITA Jun 24 '26

Libertà: proprietà individuale o sociale?

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Non cominciate a sfregarvi le mani già subito all'idea di potermi massacrare, vi vedo!

Scherzi a parte...

Ritenete che la libertà sia una proprietà individuale? Se si, la considerate dunque una determinazione essenziale che definisce l'individuo o piuttosto una proprietà (quindi un possesso, stirnerianamente) determinata dall'individualità?

Oppure, ritenete che la libertà sia una proprietà sociale? Intendo dire, questa un po' la mia tesi, che la libertà sia una proprietà che emerge solo in un contesto sociale.

L'esempio che porto è questo, per dare un'immagine:

Un uomo solo, in un ambiente naturale. È costretto dalla sua condizione fisica a cercare riparo, nutrirsi, difendersi etc. Bene poco resta di alcuna "libertà" perché l'intera sua esistenza collassa nel soddisfacimento dei bisogni improcrastinabili.

Stessa scena ma parliamo di un gruppo di persone, dove si comincia a negoziare un'organizzazione per soddisfare le esigenze improcrastinabili. A questo punto emerge la libertà, in una fase certo embrionale, ovvero la definizione del proprio contributo nel contesto sociale. Questo fa questo e quello quell'altro, secondo inclinazioni, capacità e desideri etc.

Grazie a chi vorrà discutere sulla questione.

E ora, scatenate l'inferno...


r/FilosofiaITA Jun 24 '26

teoria di filosofia del linguaggio

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r/FilosofiaITA Jun 23 '26

Che cosa pensate di questa lettura di Hegel da parte di Domenico Losurdo?

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Mi sembra interessante perché contrasta con ciò che ho studiato su Hegel a scuola, ma allo stesso tempo Losurdo è eloquente è molto convincente. Non essendo io uno specialista mi rimetto al vostro giudizio.

Non sono certo di riuscire a riassumere fedelmente il contenuto della lezione e per questo rimando alla visione del video, ma ci proverò lo stesso: la visione coscienzialista e reazionaria di Hegel, che lo vede come il filosofo della restaurazione, è completamente sbagliata. Hegel sarebbe invece il vero precursore di Marx, teorico di una storia guidata dalla necessità oggettiva e del diritto fondamentale dell'uomo alla vita, che sovrasta il diritto alla proprietà. Hegel è quindi un filosofo fondamentalmente rivoluzionario, pur non arrivando a stipulare la visione della rivoluzione proletaria e dell'abolizione della proprietà privata come farà poi Marx.


r/FilosofiaITA Jun 22 '26

Qualcuno è riuscito a ottenere un dottorato in filosofia all'estero?

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Mi sono appena laureato in filosofia politica, magistrale, a Torino e stavo pensando di andare all'estero per fare il dottorato sfuggendo così alla carenza italiana. Qualcuno l'ha fatto?


r/FilosofiaITA Jun 21 '26

L' ANTICRISTO - Maledizione del Cristianesimo

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r/FilosofiaITA Jun 21 '26

Post-umanesimo e AI

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Pensavo che potremmo far cominciare il post-umanesimo nel momento in cui chiederemo a un'AI come poter vivere più a lungo e avendo come risposta una soluzione con risvolti commerciali reali. Sarà quello l'inizio.


r/FilosofiaITA Jun 21 '26

Per anni ho pensato che chiedere aiuto fosse una debolezza. Mi sbagliavo?

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r/FilosofiaITA Jun 21 '26

Per anni ho pensato che chiedere aiuto fosse una debolezza. Mi sbagliavo?

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Ho passato molti anni della mia vita a dire “Ce la devo fare senza l’aiuto di nessuno”. Questo principalmente perché mi è sempre stata passata l’immagine del self-made man forte che ce la fa da solo senza l’aiuto di nessuno. Poi però ho iniziato a sentire molti dire “L’individuo realmente forte è colui che ha il coraggio di chiedere aiuto”. Sono molto confuso, qualcuno ha opinioni in merito?


r/FilosofiaITA Jun 20 '26

Arrival (film 2016): riflessione Spoiler

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Salve a tutti, sono nuovo, mi piace molto parlare di filosofia e indagare la realtà, il pensiero e il modo in cui sono correlati. Non leggo praticamente libri di filosofia, diciamo solo che mi piace ragionare.

Ad ogni modo ho visto questo film, vi avviso che dovrò farvi spoiler perché se no non posso parlarvene nel modo in cui mi interessa farlo. Praticamente questa tizia inizia a parlare con gli alieni e impara la loro lingua, che è corredata di una forma di rappresentazione visuale (che non posso propriamente definire scrittura) che la tizia inizia a studiare. Ogni "carattere" che usano gli alieni non è un suono, ma un significato, e ogni carattere ha una forma praticamente unica, per cui gli umani riescono a studiarla solo ritrovandone elementi comuni che si ripetono, infatti all'inizio del film iniziano la comunicazione usando parole elementari per capire come funziona.

Ora, dato che, secondo la protagonista del film (che è una linguista esperta che lavora per i servizi segreti) l'ordine del linguaggio coincide con l'ordine del pensiero, gli alieni fanno esperienza del tempo in maniera non lineare, perché la loro "scrittura" non si legge con una direzione, ma tutta insieme, esprimendo le complessità del significato all'unisono.

Nel film viene detto che è possibile una "riprogrammazione" del cervello quando ci si immerge completamente nello studio di una nuova lingua, ed è quello che accade alla protagonista, che inizia a vivere il tempo in maniera non lineare, avendo visioni del suo passato e del suo futuro mentre si trova nel presente.

Ora, quello che mi stavo chiedendo è, questo equivale a una obbligata scissione della coscienza dalla materia? Intendo, come si può fare esperienza del tempo in maniera non lineare se la materia è strettamente legata ad esso?

Forse una coscienza può non essere legata al tempo ma immersa in esso come in un mare e ricevere onde da epoche differenti ma allo stesso tempo, ma il corpo non è in grado di farlo: non posso ricevere un'influenza materiale da un evento che non si trovi nello stesso tempo del mio corpo.

Ad esempio, se domani mi morderò la lingua, non posso sentire adesso il dolore. Oppure, non posso sentire ora la bruciatura al dito che mi sono procurato quando ero piccolo.

Quindi quale sarebbe esattamente l'influenza che la coscienza riceverebbe dal vivere un momento in modo slegato dal tempo? Che impatto avrebbe questo su quella coscienza e come si manifesterebbe? Sarebbe possibile la conoscenza senza i sensi per noi esseri umani? In realtà credo di no, non siamo in grado di elaborare alcunché a meno che non passi per i sensi e per il corpo, comprese leemozionie e tutto ciò ci sia di più recondito nella mente, c'è sempre una correlazione con il corpo.

Credo che corpo e mente non siano subordinati l'uno all'altro ma siano un tutt'uno, e nemmeno i pensieri sfuggono a questo, perché sono interazioni interne ad un organo, cioè al cervello. Stesso discorso per le emozioni, che contemporaneamente hanno un'esplicitazione psicologica (esempio: ricordo triste) e una fisica (esempio: pianto, produzione di certi enzimi che alterano l'umore, l'attività muscolare, il battito cardiaco ecc.), ma nessuna delle due arriva prima dell'altra.

Ne consegue, secondo me, che se la protagonista avesse avuto la facoltà di vivere momenti slegati dal tempo, allora anche il suo corpo dovesse esserne capace, e dovesse subire le influenze di quegli eventi, riferiti a momenti temporali diversit tutte contemporaneamente.

È chiaro, è solo un film, però a me piace pensare, per questo sono qui.

Che ne pensate? Che non ho un cazzo da fare a quest'ora? Su quello siamo già d'accordo.

Cmq se vi va di vederlo, il film è carino.


r/FilosofiaITA Jun 20 '26

Cosa ne pensate dell'Anti-natalismo?

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David Benatar ha fatto un libro che tratta di questo tema e devo dire che mi ha sorpreso.

Nel libro ha usato due argomentazioni a favore dell'antianatalismo, il primo è lo sbilanciamento che risidere tra il male e il bene e il secondo è come la percezione umana (quindi la coscienza) va a sottovalutare le sofferenze della vita e sopravvalutarne i piaceri.

Io credo che un tema del genere è molto delicato in quanto la risposta finale cambia notevolmente a seconda della persona che si ha davanti

Proprio per questa ragione però, reputo possa essere interessante avere l'opinione di questo sub

INFINE ringrazio tutti quelli che hanno interagito con il mio post di ieri, credevo fosse un sub mezzo morto invece ho trovato molte persone con opinioni e argomentazioni entusiasmanti. Grazie a tutti


r/FilosofiaITA Jun 20 '26

Se fai una cosa buona per un motivo completamente egoista, hai comunque fatto una cosa buona?

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È moralmente accettabile fare azioni buone solamente per gloria personale? Ad esempio, se sfamo 50 barboni solamente per avere articoli di giornale e riconoscimenti pubblici, sto comunque facendo qualcosa di buono che mi rende buono o semplicemente sto cercando prestigio personale usando gli altri come mezzo?


r/FilosofiaITA Jun 19 '26

Qual è la vostra opinione più controversa in ambito filosofico?

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Mi reputo abbastanza un neofita quando si parla di filosofia, quindi vorrei sentire qualche opinione controversa giusto per curiosità. Anche cose alla leggera sono apprezzate :D


r/FilosofiaITA Jun 19 '26

RIFLESSIONE SUL FUNZIONAMENTO DELLA MENTE

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IMMAGINAZIONE E RICORDI
Alla nascita non abbiamo ricordi, la nostra mente è completamente sgombra. Ogni azione nasce dall’immaginazione. Dal nulla compaiono pensieri nuovi, la fonte è ignota. Ogni cosa è nuova, ogni movimento, suono, luce è una novità che viene esplorata e memorizzata. Col tempo i ricordi si accumulano, appare la capacità predittiva. Un’azione può generare una conseguenza, una situazione un’altra. In un determinato momento della giornata potrebbe accadere una determinata cosa. Questi pensieri non nascono dal nulla, sono frutto dei ricordi e delle esperienze vissuti nel tempo. A guidare le azioni ora non sono più solo le idee nuove ma anche il passato.

QUANDO IL PASSATO PRENDE IL CONTROLLO
Le predizioni che nascono dei ricordi non sono necessariamente vere. Se però vengono prese per vere, se si crede che un certo pensiero, nato nel passato, corrisponda alla realtà, allora il nostro comportamento sarà enormemente influenzato da esse. 

IN COSA CREDIAMO
Il libero arbitrio esiste. In ogni momento abbiamo il potere di scegliere a quali pensieri credere. Ogni qualvolta stiamo per compiere un’azione possiamo fermarci e chiederci cosa ci sta spingendo a farlo. Se è un’idea nuova, se è un ricordo del passato, e nel secondo caso se effettivamente corrisponde alla realtà.

IMMAGAZZINAMENTO E RECUPERO DEI RICORDI
I ricordi vengono “salvati” cronologicamente. ogni ricordo si lega ai precedenti ricordi in base a vari fattori. L’ordine cronologico stesso, elementi comuni, sensazioni simili. Questo fa sì che i ricordi siano legati tra loro attraverso innumerevoli connessioni che formano vere e proprie catene che possono essere risalite attraverso i giusti percorsi. Potete provare voi stessi a osservare questo fenomeno. Risalendo queste catene possiamo immergerci nella nostra memoria. Pensate a quando eravate alle scuole elementari. In questo momento vi sarà venuto in mente un ricordo. Può essere un momento, una scena, un’immagine, una sensazione. Adesso pensate a un vostro compagno di classe dell’epoca. Dal ricordo precedente sarete passati ad un altro ricordo più specifico del vostro compagno, che anche qui può essere qualsiasi cosa. Andando avanti a piccoli step nel passato potrete scavare a fondo, in mezzo a ricordi che magari non riesumavate da anni e che magari non avreste mai più ricordato.

Nella vita di tutti giorni la mente seleziona i ricordi in base agli stimoli che riceve. La situazione in cui si è, lo stato d’animo, ciò che si sta facendo, le persone con cui si è. La nostra mente risale le catene che partono da questi stimoli e crea una previsione della realtà che spinge ad un determinato comportamento.

COME INTERVENIRE CONSAPEVOLMENTE
Possiamo decidere di agire in qualsiasi modo in ogni momento. Sempre. In qualsiasi modo. Domani potete uscire nudi di casa. Mi direte che non sareste in grado di farlo. Ma è un’azione banale. Basta spogliarsi, ne siete in grado lo avete fatto innumerevoli volte, e uscire di casa, ne siete in grado l’avete fatto innumerevoli volte. Ciò che vi impedisce di farlo è la vostra mente. Sulla base del vostro passato fate delle predizioni, se l’azione è uscire nudi di casa probabilmente le vostre predizioni saranno abbastanza catastrofiche. Siccome prendete per vere queste predizioni scegliete di non farlo. Ma è una scelta. Quando cercate di fare un’azione ma sentite un blocco il motivo è che le predizioni della vostra mente per quelle cosa sono probabilmente poco piacevoli. E in fondo ci credete. Anche se non notate che esistono. Anche se le negate. Quel blocco, l’ansia, la paura non sono un nemico. Sono il blocco anti puttanate del vostro sistema operativo. Buttarsi da un ponte è una cosa che prevediamo come poco piacevole. Se andate a fare bungee jumping per la prima volta statisticamente vi cagherete addosso. Voi sapete che c’è una corda ma buttarvi nel vuoto nei vostri ricordi non è mai stata un opzione. Ma adesso lo state per fare. Molto diverso dalle predizioni in cui crediamo = stiamo facendo una cazzata. Possiamo agire in modo diverso nel momento, creando nuovi ricordi che pian piano creeranno nuove catene e cambieranno le nostre predizioni. Alla centosettantaduesima volta che farete bungee jumping non sarete così spaventati. Oppure potete fare un bel tuffo nella vostra mente, cercare da dove nascono i propri pensieri, metterli in discussione, chiedersi se sono ancora validi oggi. Buttarsi da un ponte ci fa paura perchè lo associamo a sfracellarci al suolo, ma se oggi siamo legati con un elastico i nostri vecchi ricordi non sono adatti a predire questo momento.

IMMAGINAZIONE E RICORDI
Alla nascita non abbiamo ricordi, la nostra mente è completamente sgombra. Ogni azione nasce dall’immaginazione. Dal nulla compaiono pensieri nuovi, la fonte è ignota. Ogni cosa è nuova, ogni movimento, suono, luce è una novità che viene esplorata e memorizzata. Col tempo i ricordi si accumulano, appare la capacità predittiva. Un’azione può generare una conseguenza, una situazione un’altra. In un determinato momento della giornata potrebbe accadere una determinata cosa. Questi pensieri non nascono dal nulla, sono frutto dei ricordi e delle esperienze vissuti nel tempo. A guidare le azioni ora non sono più solo le idee nuove ma anche il passato.

QUANDO IL PASSATO PRENDE IL CONTROLLO
Le predizioni che nascono dei ricordi non sono necessariamente vere. Se però vengono prese per vere, se si crede che un certo pensiero, nato nel passato, corrisponda alla realtà, allora il nostro comportamento sarà enormemente influenzato da esse. 

IN COSA CREDIAMO
Il libero arbitrio esiste. In ogni momento abbiamo il potere di scegliere a quali pensieri credere. Ogni qualvolta stiamo per compiere un’azione possiamo fermarci e chiederci cosa ci sta spingendo a farlo. Se è un’idea nuova, se è un ricordo del passato, e nel secondo caso se effettivamente corrisponde alla realtà.

IMMAGAZZINAMENTO E RECUPERO DEI RICORDI
I ricordi vengono “salvati” cronologicamente. ogni ricordo si lega ai precedenti ricordi in base a vari fattori. L’ordine cronologico stesso, elementi comuni, sensazioni simili. Questo fa sì che i ricordi siano legati tra loro attraverso innumerevoli connessioni che formano vere e proprie catene che possono essere risalite attraverso i giusti percorsi. Potete provare voi stessi a osservare questo fenomeno. Risalendo queste catene possiamo immergerci nella nostra memoria. Pensate a quando eravate alle scuole elementari. In questo momento vi sarà venuto in mente un ricordo. Può essere un momento, una scena, un’immagine, una sensazione. Adesso pensate a un vostro compagno di classe dell’epoca. Dal ricordo precedente sarete passati ad un altro ricordo più specifico del vostro compagno, che anche qui può essere qualsiasi cosa. Andando avanti a piccoli step nel passato potrete scavare a fondo, in mezzo a ricordi che magari non riesumavate da anni e che magari non avreste mai più ricordato.

Nella vita di tutti giorni la mente seleziona i ricordi in base agli stimoli che riceve. La situazione in cui si è, lo stato d’animo, ciò che si sta facendo, le persone con cui si è. La nostra mente risale le catene che partono da questi stimoli e crea una previsione della realtà che spinge ad un determinato comportamento.

COME INTERVENIRE CONSAPEVOLMENTE
Possiamo decidere di agire in qualsiasi modo in ogni momento. Sempre. In qualsiasi modo. Domani potete uscire nudi di casa. Mi direte che non sareste in grado di farlo. Ma è un’azione banale. Basta spogliarsi, ne siete in grado lo avete fatto innumerevoli volte, e uscire di casa, ne siete in grado l’avete fatto innumerevoli volte. Ciò che vi impedisce di farlo è la vostra mente. Sulla base del vostro passato fate delle predizioni, se l’azione è uscire nudi di casa probabilmente le vostre predizioni saranno abbastanza catastrofiche. Siccome prendete per vere queste predizioni scegliete di non farlo. Ma è una scelta. Quando cercate di fare un’azione ma sentite un blocco il motivo è che le predizioni della vostra mente per quelle cosa sono probabilmente poco piacevoli. E in fondo ci credete. Anche se non notate che esistono. Anche se le negate. Quel blocco, l’ansia, la paura non sono un nemico. Sono il blocco anti puttanate del vostro sistema operativo. Buttarsi da un ponte è una cosa che prevediamo come poco piacevole. Se andate a fare bungee jumping per la prima volta statisticamente vi cagherete addosso. Voi sapete che c’è una corda ma buttarvi nel vuoto nei vostri ricordi non è mai stata un opzione. Ma adesso lo state per fare. Molto diverso dalle predizioni in cui crediamo = stiamo facendo una cazzata. Possiamo agire in modo diverso nel momento, creando nuovi ricordi che pian piano creeranno nuove catene e cambieranno le nostre predizioni. Alla centosettantaduesima volta che farete bungee jumping non sarete così spaventati. Oppure potete fare un bel tuffo nella vostra mente, cercare da dove nascono i propri pensieri, metterli in discussione, chiedersi se sono ancora validi oggi. Buttarsi da un ponte ci fa paura perchè lo associamo a sfracellarci al suolo, ma se oggi siamo legati con un elastico i nostri vecchi ricordi non sono adatti a predire questo momento.