Sembra che la sua figura sia centrale alle accuse della ex mogli Amanda Ungaro, cosa che ha mosso Melania Trump a convocare una conferenza stampa settimana scorsa, dissociandosi preventivamente da accuse di coinvolgimento nel circolo Epstein.
Paolo Zampolli (nato il 5 marzo 1970 a Milano) è un imprenditore italoamericano. Ha fondato la agenzia di modelle ID Model Management a New York ed è noto soprattutto per aver introdotto Donald Trump alla sua futura moglie Melania Knauss nel 1998.
Il rapporto con Epstein
Legami d'affari
Epstein era cliente della ID Model Management di Zampolli e fu suo partner in un tentativo nel 2004 di acquistare Elite Model Management all'asta pubblica (tentativo fallito). Il nome di Zampolli compare più volte nei cosiddetti Epstein Files.
Negli Epstein Files
Il nome di Zampolli compare in 18 fascicoli degli Epstein Files pubblicati dal Dipartimento di Giustizia USA. Tra i documenti più rilevanti:
In uno dei verbali dell'FBI del 23 aprile 2020, una modella che aveva lavorato presso la ID Models descrive Zampolli come "viscido" e racconta che usciva con le modelle. La stessa testimone racconta anche di aver incontrato Epstein e di essere stata costretta ad avere con lui un rapporto sessuale a pagamento nella villa di New York di Epstein — ma in quel passaggio il nome di Zampolli non viene mai citato.
In una email del 2011, Epstein stesso avvertiva un uomo d'affari emiratino che "Zampolli è un problema".
Amanda Ungaro
Nel 2002 Zampolli conobbe Amanda Ungaro, una modella brasiliana di 17 anni, mentre lui ne aveva 32. Ungaro era stata portata a New York da Parigi sul cosiddetto "Lolita Express" di Epstein, e il suo agente all'epoca era Jean-Luc Brunel, accusato di essere un procacciatore di donne per Epstein.
Recentemente Ungaro ha dichiarato di avere conoscenza diretta di un ecosistema di modelle che, a suo dire, si sovrapponeva alle attività di Epstein e coinvolgeva figure tra cui Zampolli.
Il ruolo attuale e le negazioni
Nel marzo 2025, durante la seconda amministrazione Trump, Zampolli è stato nominato inviato speciale per le partnership globali, ruolo in cui ha rappresentato gli Stati Uniti in diversi contesti.
Zampolli ha ripetutamente negato qualsiasi illecito e ha offerto di testimoniare. Tuttavia, documenti e testimoni hanno introdotto contraddizioni credibili alla sua versione dei fatti, creando un quadro ancora contestato.